La trama e l’ordito…

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

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Fioritura di genziane nei prati del parco di Paneveggio

Vorrei, nella solennità odierna, partire dal contrasto che esiste volutamente tra la prima lettura e il vangelo. C’è un dialogo tra Dio e l’uomo – tra Dio e Adamo prima e, poi, tra Dio e Maria – e questo dialogo assomiglia all’incrociarsi tra i fili di ordito e i fili di trama in un tessuto. Dio stende i propri fili verticali – l’ordito, costituito dalla creazione e dal giardino in cui sono posti Adamo ed Eva – e dona all’uomo il filato orizzontale che serve a formare la trama, lasciando però a lui di farlo scorrere correttamente nell’ordito così che si formi un buon tessuto. Continua a leggere

Nel deserto la consolazione…

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

Nubi sopra il Rasciesa...

Nubi sopra il Rasciesa…

Dopo il «vegliate» – ripetuto tre volte – della prima domenica di Avvento, ecco un altro imperativo adatto a vivere il tempo del cominciamento. Sono parole di Dio che ci vengono riferite dal profeta Isaia: «Consolate, consolate il mio popolo!». Alzi la mano chi non ha bisogno di consolazione, chi ce la fa da solo a portare avanti la baracca, chi non avverte almeno qualche volta una fitta nel cuore che segnala il bisogno di qualcosa, il desiderio di qualcuno. Guardate che è umano provare questo anelito di consolazione. Per ricominciare, è necessario consolare ed essere consolati. Già, ma come si fa? Continua a leggere

Fare regali a Natale? Una ritualità… senza Dio

Febbre dei regali di Natale. Credo sia già partita anche quest’anno. Non è una malattia, anche perché non vi sono in circolazione vaccini efficaci, in grado di evitarci il contagio. L’unico rimedio, magari a malincuore, può essere il portafogli vuoto, e quest’anno la crisi morde ancora di più. Ho letto in questi giorni due libri della sociologa francese Martyne Perrot, che ha dedicato i suoi studi – anche sul versante strettamente etnologico – alla festa del Natale. Continua a leggere

Dove trovare il mio libro…

Formato: 14x20 - Pagine: 96 - Prezzo di copertina: euro 8,00

Formato: 14×20 – Pagine: 96 – Prezzo di copertina: euro 8,00

Per richiedere il libro “Diventato uomo rimasto uomo” clicca sull’indirizzo ago.cle@libero.it.

Disponibile anche su www.amazon.it

Librerie in cui si trova il volume: a Como la Libreria Paoline in V.le Cesare Battisti, a Sondrio la Libreria San Paolo in via Piazzi, a Morbegno la Libreria Piccolo Principe in via Vanoni, a Padova la Libreria del Santo in via Orto Botanico (anche on-line), a Roma la Libreria Coletti in via della Conciliazione (anche on-line).

Quegli assurdi «mi piace» al femminicidio…

I social network hanno uno strano privilegio: riescono a dare un tocco di “novità” mediatica, a stendere una pennellata di cattivo gusto, che prima era impensabile! Siamo a Postiglione, un paese di neanche mille abitanti nel salernitano. A poche ore dalla celebrazione altisonante della Giornata contro la violenza nei confronti delle donne – con le bacheche Facebook piene per l’occasione di frasi fatte condivise e “piacciate” da milioni di utenti – ieri un uomo di 32 anni ha ucciso con diverse coltellate all’addome la ex moglie, al termine di un furibondo litigio avvenuto nell’abitazione di lei. Ennesimo fatto di cronaca nera, ennesimo femminicidio, esecrato e condannato con quante più parole si possono dire o pensare. Continua a leggere

Il tempo del «cominciamento»…

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

(Con il nuovo Anno Liturgico i commenti verranno pubblicati il sabato, per permettere, come qualche lettore ha richiesto, di utilizzare questi testi come meditazione “preventiva” all’ascolto della Parola). 

La chiesetta di Passo Rolle con il Cimon della Pala...

La chiesetta di Passo Rolle con il Cimon della Pala…

La sapiente pedagogia della madre Chiesa contempla tanti inizi. Ogni anno l’Avvento è il tempo del «cominciamento», e Dio solo sa quanto tutti abbiamo bisogno di ricominciare.

Oggi ricominciamo, dunque, ma è bene mettere subito in chiaro che cosa significa questo nuovo inizio. Intanto, è bene ricordare che si ricomincia dentro un viaggio che continua. Le tabulae rasae, i colpi di spugna per intenderci, sono meccanismi disumani, che non funzionano. Continua a leggere

Cristo Re dell’universo. Uomo avvisato, mezzo salvato!

Con la prossima domenica entreremo nuovamente nel ritmo dell’anno liturgico, che si apre con la celebrazione del mistero dell’incarnazione. Avere a che fare con Dio diventato uomo è una cosa che noi non ci saremmo affatto inventata. L’ha decisa Lui, Dio, e l’ha decisa da sempre. Questo Dio diventato uomo è davvero il Re dell’universo, come proclama la solennità odierna: sta in principio e sta alla fine, ma – e questo è forse l’aspetto più sconvolgente dell’incarnazione – sta in mezzo, si è definitivamente mischiato alla storia. Il suo volto è ancora e sempre un volto umano. Continua a leggere

Trentatreesima Domenica del Tempo Ordinario. L’azzardo per il regno di Dio…

La liturgia odierna affianca alla parabola evangelica dei talenti l’elogio della donna contenuto nel libro dei Proverbi. Perché questo accostamento biblico? È abbastanza semplice rispondere: la donna forte e operosa rappresenta un esempio concreto della fedeltà dimostrata dai due servi che, nella parabola di Gesù, fanno fruttificare i talenti ricevuti. Che cos’è il talento? Continua a leggere

Dedicazione della Basilica Lateranense. Casa di Dio e «cantiere» di comunità…

Facciamo oggi memoria della dedicazione della basilica eretta dall’imperatore Costantino a Roma nel 324 d.C. nell’antico palazzo dei Laterani, sul posto dove prima c’era una caserma dell’esercito di Massenzio: questa chiesa antichissima è la cattedrale di Roma e del mondo (urbis et orbis, «della città e del mondo»), la prima in dignità di tutte le chiese d’Occidente. Essa è dedicata ai Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, ma – a partire dal sec. VII – anche al Santissimo Salvatore. Continua a leggere

Mettere al centro la carne di Cristo e non il peccato dell’uomo…

Ho la sensazione che noi cristiani abbiamo centrato tutto sul peccato, così da proporre la figura del Cristo redentore, che salva dal peccato. L’espressione contenuta nel preconio pasquale – il testo che si canta all’inizio della solenne veglia pasquale – segna una visione addirittura gloriosa di questa centratura: “O felice colpa, che meritò di avere un tale e così grande Redentore”. Continua a leggere