La trama e l’ordito…

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

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Fioritura di genziane nei prati del parco di Paneveggio

Vorrei, nella solennità odierna, partire dal contrasto che esiste volutamente tra la prima lettura e il vangelo. C’è un dialogo tra Dio e l’uomo – tra Dio e Adamo prima e, poi, tra Dio e Maria – e questo dialogo assomiglia all’incrociarsi tra i fili di ordito e i fili di trama in un tessuto. Dio stende i propri fili verticali – l’ordito, costituito dalla creazione e dal giardino in cui sono posti Adamo ed Eva – e dona all’uomo il filato orizzontale che serve a formare la trama, lasciando però a lui di farlo scorrere correttamente nell’ordito così che si formi un buon tessuto. C’è un dialogo, e c’è la libertà che entra in opera proprio come la spoletta che fa scorrere il filo di trama tra i fili dell’ordito. Sia nel giardino piantato in Eden che nella casa di Nazaret vediamo all’opera la libertà umana che si destreggia come una spoletta nella grande offerta… di filo costituita dalla grazia di Dio. Realtà fra loro inconciliabili? Se si guarda alla prima lettura, sembra di scorgere una certa tensione. Che però si discioglie del tutto nella scena evangelica.

Dobbiamo concludere – visto che non è per nulla cambiata la predisposizione di Dio a concedere la sua grazia – che la tensione è creata dall’uomo e non da Dio. La tensione sta nella spoletta che non sa districarsi tra i fili, e a patirne è il tessuto. Dipendesse da Dio, tutti gli uomini sono salvi. Lui saprebbe fare una stoffa perfetta, e aveva messo l’uomo e la donna nelle migliori condizioni di partenza, lasciandoli però liberi. La grazia divina, quindi, per quanto immensa, per quanto generosa e feconda, non può non tener conto della libertà umana. La stoffa di Dio, che è l’amore, non si fa senza spoletta. Non c’è umanità piena, se manca la libertà. Questo vale per Adamo ed Eva, e vale anche per Maria.

A questa lettura, risulta chiara una cosa: c’è libertà e libertà. O meglio: non basta un vago riferimento alla libertà, bisogna vedere esattamente che cosa s’intende con tale parola. Proprio così. Perché nel giardino piantato in Eden la libertà umana si è rivelata essere uno strumento di devastazione, mentre nella casa di Nazaret essa è stata la chiave di una nuova creazione. La spoletta di Adamo ha devastato l’ordito di Dio. La spoletta di Maria ha creato un tessuto nuovo, manifestando perfettamente la trama che Dio aveva in mente. Adamo ha strappato il tessuto di Dio, Maria ha tessuto Dio nella sua carne.

Adamo ed Eva hanno creduto – il serpente ha ingannato la loro libertà – che la libertà fosse essere come Dio. Invece, la libertà vera è essere con Dio. L’angelo saluta Maria semplicemente annunciandole: «Rallegrati, perché il Signore è con te». Il fatto che Dio sia con noi e noi con Dio è la più autentica libertà umana, è la base di ogni scelta libera. In fondo Adamo ed Eva nel giardino del paradiso terrestre già erano liberi di questa autentica libertà, erano con Dio e Dio era con loro. Hanno voluto essere come Dio, e sono finiti nella polvere.

Nella casa di Nazaret continua la vicenda di Adamo ed Eva. Maria riprende il filo del dialogo tra Dio e l’uomo che si era come spezzato e lo conduce nella giusta direzione, lo porta là dove i due progenitori non hanno voluto condurlo. «Dove sei?», domandò Dio ad Adamo (un Adamo che si è nascosto, cercando di sottrarsi allo sguardo di Dio). E Maria (che a quello sguardo è rimasta turbata, ma non si è nascosta) finalmente risponde: «Eccomi».

Carissimi, questo dialogo non è astratto, non è lontano, non è proprio di una donna speciale come Maria, concepita senza il peccato di Adamo (è questa la verità che solennemente annunciamo oggi nel giorno dell’Immacolata Concezione di Maria). Questo è il dialogo dell’educazione, il dialogo su cui dobbiamo metterci noi adulti e su cui indirizzare i nostri figli. La libertà è un grande bene, non dobbiamo banalizzarlo, riducendolo ad un «fare quel che si vuole» o, peggio ancora, ad un «lasciar fare ciò che si vuole». La trama deve necessariamente correre sull’ordito. Solo il riferimento a Dio salva la pienezza dell’umanità. Maria oggi ci ricorda che dire un «Eccomi» a Dio è il segno più eloquente di vera libertà umana, ed è questo supremo atto di libertà che dilata gli spazi della grazia di Dio nella nostra vita.

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