Pigiama o abito nuziale?

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Presi «ai crocicchi delle strade» e trasformati in «commensali» delle nozze del figlio del re. In questa immagine c’è la descrizione di ciò che noi siamo, «cattivi e buoni» trovati lungo la strada e condotti nella sala delle nozze. «Tutti», dice la parabola. Esatto. Il cristianesimo è per tutti. Perché allora siamo in pochi? Continua a leggere

Colpo di testa 178 / L’invidia della felicità è una malattia subdola

Corriere di Como, 6 ottobre 2020

Non riesco a togliermi dalla testa la storia di Eleonora e Daniele, barbaramente uccisi da Antonio a Lecce. La vicenda ha dell’incredibile. Il ventunenne Antonio per un certo periodo di tempo aveva convissuto nel medesimo appartamento con i due fidanzati, ma poi Eleonora e Daniele gli avevano chiesto di lasciare libera la camera, e così è avvenuto in modo pacifico. Almeno così è sembrato, finché non è esplosa la violenza assassina di Antonio, pianificata a lungo e lucidamente compiuta in una sera di fine settembre. Continua a leggere

Storie di vigna…

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

La vigna di Isaia e la vigna di Gesù hanno in comune una cosa: tradiscono le aspettative di chi vi ha speso tanto tempo e profuso tanto amore. «Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto?», domanda per bocca del profeta Dio stesso, che poi a raccogliere i frutti manderà il figlio, che sarà barbaramente ucciso dai contadini. Continua a leggere

Colpo di testa 177 / Omicidi, troppa ideologia e retorica

Corriere di Como, 29 settembre 2020

La cronaca continua a proporci nuovi episodi di violenza efferata. Persone che uccidono e poi si tolgono la vita, famiglie distrutte, pestaggi, accoltellamenti, femminicidi e altro ancora. Ogni vicenda è a suo modo unica e la furia omicida sembra dotata di grande fantasia, ma poi il risultato è sempre lo stesso. Continua a leggere

Figli che collaborano…

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

«Non ne ho voglia» e «Sì, signore» sono due modi sbagliati di iniziare una obbedienza. Intanto, perché sono parole e l’obbedienza è un fatto. Poi, perché esprimono due sentimenti che con l’obbedienza non hanno nulla da spartire: il menefreghismo e la sudditanza. L’obbediente è un uomo libero, che – come dice l’etimologia – ascolta restando in piedi. Continua a leggere

Colpo di testa 176 / Stadi riaperti, decisione inopportuna

Corriere di Como, 22 settembre 2020

L’autunno tanto atteso e temuto è arrivato, almeno dal punto di vista del calendario astronomico. Era atteso per vedere se il Covid si sarebbe nuovamente presentato. Era temuto per la cosiddetta “seconda ondata”. Bisogna riconoscere ancora una volta che è più quello che non sappiamo di ciò che conosciamo. Sappiamo che il Covid non si è nuovamente presentato, ma solo perché non se ne è mai andato. Continua a leggere

Lo stipendio dei figli

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Eccola la parabola fastidiosa! Ci immedesimiamo sempre in quelli che hanno lavorato sin dalla mattina e prendiamo le difese della loro lamentela sindacale. Quando c’è da difendere la giustizia, l’arco è subito pronto; se poi il torto l’abbiamo subito noi e l’iniquo colto in fallo è addirittura Dio, allora la freccia è già tesa pronta a scoccare. Calma, la giustizia in senso stretto è rispettata (un denaro per un giorno di lavoro come pattuito), e il fastidio prodotto dalla ingiusta monetizzazione della fatica (lo stesso salario per ore diverse) deve spostarsi su un altro piano, che è quello della relazione tra gli operai della vigna: «Questi ultimi… li hai trattati come noi». Continua a leggere

Colpo di testa 175 / “Piccolo è bello”, occasione da non perdere

Corriere di Como, 15 settembre 2020

A partire dal titolo di un libro di uno scrittore tedesco, negli anni Settanta si diffuse uno slogan: “piccolo è bello”. Dal terreno economico in cui la frase è nata, in opposizione al consumismo imperante in quegli anni, si è passati ad un significato più ampio, sociale e filosofico, privilegiando sempre la logica del benessere su quella del consumo. Continua a leggere

Denari e talenti

VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Settanta per sette fa 490. Gesù voleva dire a Pietro che doveva perdonare fino a 490 volte? Sarebbero già tante, ma comunque il bonus si consuma abbastanza in fretta! I numeri sulla bocca di Gesù bisogna saperli interpretare. Del resto, se io vi dovessi dire che vado a fare due passi, capireste tutti che non mi limito a spostarmi di un metro. E se vi chiedessi di scambiare quattro parole con me, non stareste lì a contarne davvero quattro… «Settanta volte sette» vuol dire sempre. Significa che il perdono è un modo di vivere e non un’eccezione della vita. Continua a leggere

Colpo di testa 174 / Negazionismo, scorciatoia inaccettabile e pericolosa

Corriere di Como, 8 settembre 2020

Devo ammettere che faccio fatica ad accettare la posizione dei cosiddetti negazionisti del Covid. Negare l’evidenza comprovata dalla storia e dalla scienza equivale a minare una delle basi su sui si regge la nostra società. Questo non significa affatto togliere legittimità ad un dibattito serio sui fatti e sulle cause di un fenomeno come la pandemia in atto. Continua a leggere