Corriere di Como, 20 novembre 2018
Ne hanno fatta di strada i regali di Natale! Dalle «strenne» dell’antica Roma, in occasione delle feste dei Saturnalia che cadevano in prossimità del giorno che sarà poi cristianizzato nel Natale, all’usanza invalsa in un contesto borghese a metà dell’Ottocento di fare regali che «cadono dal cielo» per i bambini poveri, sino alla metamorfosi dell’omone vestito di verde, tramutatosi in testimonial rosso scintillante di una famosa bevanda. Una storia, quella del regalo di Natale, che è stata ricostruita con dovizia di particolari e di analisi dalla sociologa francese Martyne Perrot. Continua a leggere



uesta parola: Spirito. Ne abbiamo fatto la nota caratteristica della religione, che è, per sua natura, una cosa spirituale. Da contrapporre, quindi, alle cose materiali. Una certa carta d’identità del cristianesimo lo presenta come la religione dello Spirito per eccellenza, e la solennità odierna sembrerebbe dar ragione a questo luogo comune: la Pentecoste rappresenta la pienezza della Pasqua, e lo Spirito è la presenza attuale di Dio in ogni luogo e in ogni tempo. Mi spiace disilludervi, se questa è anche la vostra opinione. È troppo semplicistica, comoda nel suo dividere la materia dallo spirito, e nell’assegnare a quest’ultimo uno spazio sì alto ma etereo, impalpabile, disincarnato. 
