Preghiera e servizio

QUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Tutto casa e chiesa questo Gesù? La mattina in sinagoga e il pomeriggio nella casa di Simone e Andrea. Poi però, dopo il tramonto, la porta della casa è un palcoscenico sulla città. E al mattino presto c’è il rifornimento, nel luogo deserto della preghiera solitaria. E, in un modo apparentemente inspiegabile, al «Tutti ti cercano!» con cui Simone vorrebbe riportarlo dentro il cliché vincente del giorno prima, Gesù risponde con un perentorio «Andiamocene altrove» che rinvia ad una missione che non si lascia rinchiudere in casa e nemmeno in sinagoga.

Il palcoscenico, che Simone aveva già appaltato, è diventato stretto. Gesù è fatto così: se cerchi di rinchiuderlo in un posto, lui sguscia via, e sei tu che devi seguirlo, non lui che deve fare quello che vuoi tu. I quattro discepoli che hanno appena lasciato tutto per seguirlo devono farsene una ragione, ma sappiamo che non sarà facile per loro stare dietro Gesù e abituarsi a questa immensa libertà che il Signore ha nel muoversi. Due momenti stanno dentro questa giornata passata da Gesù a Cafarnao. Uno sta in fondo, ma in realtà è il motore di tutto: la preghiera di Gesù, che per noi è un grande mistero, perché entrando in profondità in se stesso Gesù giungeva alla sua relazione speciale con il Padre. Gesù non pregava come preghiamo noi, e in quei momenti attingeva al mistero della sua persona divina incarnata in un uomo.

Lo si capisce dalla risposta data a Simone, che pure si è messo sulle sue tracce: «Per questo sono venuto». Pregando, Gesù ogni volta rinnovava il «perché» della sua incarnazione, se lo vedeva chiaro davanti agli occhi. Potesse la nostra preghiera essere imitazione, almeno in parte, di questa rinnovazione della propria identità e vocazione… L’altro momento – di una semplicità sconcertante e insieme prototipo di ogni miracolo – è la guarigione dalla febbre della suocera di Simone. Una specie di tachipirina data «prendendola per mano»! Lo scopo della salute riacquistata è il servizio, non una introspezione su se stessi ma una proiezione sugli altri. Il servizio è già un anticipo di risurrezione…

2 thoughts on “Preghiera e servizio

  1. “Pregando, Gesù ogni volta rinnovava il perché della sua incarnazione, se lo vedeva chiaro davanti agli occhi” scrive don Agostino. Come possiamo noi piccoli, almeno in parte, imitare con la nostra preghiera la Sua preghiera? A meno che ci affidiamo completamente a Gesù, che si è caricato, con la sua incarnazione, la nostra umanità, la nostra identità e le nostre vocazioni.

  2. Poter penetrare nella preghiera di Gesù! Là dove incontra e contempla il nucleo originario del proprio essere. Anche noi, nella profonda intimità, possiamo riconoscere la nostra identità di creature, “a immagine e somiglianza” di Dio, la nostra vera natura. La preghiera come spazio di consapevolezza, luogo di incontro fra noi e il totalmente altro, di adesione dei nostri pensieri ai pensieri divini. Possibilità di crescita e di cambiamento.

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