Amore… poco e tanto!

UNDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Gesù è sdraiato a tavola nella casa di un fariseo. Sopraggiunge una donna – una peccatrice di quella città, quasi sicuramente una prostituta – che, stando dietro a Gesù, bagna i suoi piedi con le lacrime, li asciuga con i capelli, li bacia e li cosparge di olio profumato. È una scena sorprendente, ed il comportamento di questa donna è ardito fino alla sconvenienza, anche se segnato da una profonda quanto amorevole umiltà. Il fariseo che ospita Gesù nota solo la sconvenienza e non coglie l’amore – è tipico dei farisei leggere così la realtà! – e ne trae un giudizio su Gesù: se fosse davvero un uomo di Dio saprebbe chi è la donna che lo tocca e glielo impedirebbe! Tutto sbagliato. Gesù con tanta pazienza lo spiega a Simone il fariseo con una parabola e mostrandogli i segni così evidenti dell’amore di quella donna. In questo modo Gesù rivela la qualità più importante di Dio: è misericordioso. Che cos’è la misericordia? Potremmo dire che è il legame tra la miseria ed il cuore. A toccare il cuore di Dio è la miseria dell’uomo, ed il cuore di Dio si lascia toccare, esattamente come i piedi di Gesù si lasciano bagnare dalle lacrime di quella donna peccatrice e asciugare dai suoi capelli e baciare dalle sue labbra e cospargere di olio profumato dalle sue mani. La buona notizia che Gesù è venuto a portare come profeta definitivo di Dio è proprio questa: il cuore di Dio è sensibile alla miseria umana, si lascia toccare e risponde con il perdono. Per il fariseo questa è una novità, convinto com’è che Dio sia esattamente il contrario: un cuore intoccabile dalla miseria.

Le due figure di questa scena – Simone il fariseo e la donna peccatrice – si stagliano così nettamente: ciò che le distingue è proprio l’amore verso Gesù. L’amore di Simone è formale, rispettoso, cortese, tipico di chi crede di essere al riparo dalla miseria, di chi si sente forte dentro il castello della propria moralità: è un… «poco amore» perché s’irradia da una di quelle persone che si credono a posto. L’amore della donna va aldilà della comune ospitalità, supera le regole di una buona accoglienza sino ad essere sconveniente (una donna non si scioglieva i capelli se non di fronte al suo sposo!) ed esprime con i suoi tre gesti altrettante caratteristiche del… «tanto amore»:

Bagnando i piedi con le lacrime e asciugandoli con i capelli, questa donna ama Gesù, mettendolo a proprio agio con un atteggiamento di servizio e di ospitalità, che va oltre il lavare i piedi all’ospite con l’acqua. Ella, infatti, impiega l’acqua che scaturisce dai propri occhi e usa i propri capelli come asciugatoio. Questa donna ama con tutta se stessa, impegnando il suo corpo nell’amore. Baciando i piedi, poi, ella esprime la gioia per la presenza di Gesù con un gesto che dice comunione profonda, affetto e gratitudine e che, con il suo protrarsi, va oltre la semplice formalità che poteva esserci nel bacio con cui si accoglie un ospite. L’amore di questa donna non viene mai meno e sembra non volersi rassegnare al distacco. Cospargendo di olio profumato i piedi di Gesù, ella richiama il gesto di cospargere il capo dell’ospite riconoscendone la dignità, ma lo esprime nel modo più umile, di chi si accontenta di ungere i piedi, là dove l’uomo di Dio è a contatto con la terra e con la polvere. Così facendo, questa donna ama, in un certo senso, la propria miseria proprio mentre accoglie amorevolmente la misericordia che la perdona.

Qui tocchiamo il punto centrale di questa scena. Dice Gesù a Simone il fariseo dopo essersi voltato verso la donna: «sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato». Perdono e amore costituiscono un circolo vitale. Il perdono di Gesù e l’amore a Gesù si inseguono e s’incrociano senza che sia possibile stabilire una precisa regola di precedenza. L’amore di questa donna suscita il perdono di Gesù non più di quanto la presenza di Gesù e la sua sorprendente accoglienza nei suoi confronti abbia provvidenzialmente aperto il rubinetto delle sue lacrime. Non può nascere l’amore senza aver sperimentato il perdono, eppure è il «tanto amore» ad invocare e a causare un perdono sempre più abbondante. Qui sta la bellezza del nostro Dio! E – se non siamo farisei – qui sta anche la nostra bellezza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...