Che ci trovi in pace!

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

«Fate di tutto perché Dio vi trovi in pace». Abbiamo sentito rivolto anche a noi questo monito, che segue quello di domenica scorsa. Non solo, giungendo all’improvviso, Gesù non ci deve trovare addormentati, ma vuole trovarci in pace e noi dobbiamo fare di tutto affinché ciò avvenga. La parola «pace» evoca tranquillità, serenità di rapporti, assenza di preoccupazioni. Continua a leggere

Che non ci trovi addormentati!

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

«Fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati». Quando inizia l’Avvento, sentiamo sempre questa parola di Gesù che ci invita a vegliare. Bisogna comprendere bene il significato di questo inizio, che la Chiesa pone dentro lo scorrere di un tempo umano che ha legittimamente i suoi ritmi, che sono del resto anche i nostri. L’Avvento dura certo quattro settimane e si inserisce con i suoi giorni in un calendario, ma, come tutti i tempi della liturgia, esprime una dimensione che Cristo, con la sua vita, ha voluto dare a tutta la nostra vita. Continua a leggere

Amore, autostrada a tre corsie

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Tutto è inutile, se manca l’amore. Lo dice Gesù al dottore della Legge, che era convinto fosse necessario osservare 613 precetti per essere a posto con Dio. Nutriva questa certezza, ma intanto avvertiva anche il bisogno di un «grande comandamento», una sorta di minimo comune denominatore. Ancora una volta, però, la domanda rivolta a Gesù è viziata da una cattiva intenzione: «lo interrogò per metterlo alla prova». Continua a leggere

In gioco c’è la vita

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Questa risposta di Gesù è famosissima e nel corso di due millenni è stata interpretata in modi diversi. La spiegazione più comune ne ha fatto l’affermazione della separazione senza interferenze tra Stato e Chiesa, tra potere politico e potere religioso. Siamo talmente sicuri che è così, che dimentichiamo ormai di porci di fronte a questa espressione di Gesù in un’altra ottica, più fedele al contesto in cui essa è nata. Continua a leggere

Pigiama o abito nuziale?

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Presi «ai crocicchi delle strade» e trasformati in «commensali» delle nozze del figlio del re. In questa immagine c’è la descrizione di ciò che noi siamo, «cattivi e buoni» trovati lungo la strada e condotti nella sala delle nozze. «Tutti», dice la parabola. Esatto. Il cristianesimo è per tutti. Perché allora siamo in pochi? Continua a leggere

Storie di vigna…

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

La vigna di Isaia e la vigna di Gesù hanno in comune una cosa: tradiscono le aspettative di chi vi ha speso tanto tempo e profuso tanto amore. «Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto?», domanda per bocca del profeta Dio stesso, che poi a raccogliere i frutti manderà il figlio, che sarà barbaramente ucciso dai contadini. Continua a leggere

Lo stipendio dei figli

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Eccola la parabola fastidiosa! Ci immedesimiamo sempre in quelli che hanno lavorato sin dalla mattina e prendiamo le difese della loro lamentela sindacale. Quando c’è da difendere la giustizia, l’arco è subito pronto; se poi il torto l’abbiamo subito noi e l’iniquo colto in fallo è addirittura Dio, allora la freccia è già tesa pronta a scoccare. Calma, la giustizia in senso stretto è rispettata (un denaro per un giorno di lavoro come pattuito), e il fastidio prodotto dalla ingiusta monetizzazione della fatica (lo stesso salario per ore diverse) deve spostarsi su un altro piano, che è quello della relazione tra gli operai della vigna: «Questi ultimi… li hai trattati come noi». Continua a leggere

Denari e talenti

VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Settanta per sette fa 490. Gesù voleva dire a Pietro che doveva perdonare fino a 490 volte? Sarebbero già tante, ma comunque il bonus si consuma abbastanza in fretta! I numeri sulla bocca di Gesù bisogna saperli interpretare. Del resto, se io vi dovessi dire che vado a fare due passi, capireste tutti che non mi limito a spostarmi di un metro. E se vi chiedessi di scambiare quattro parole con me, non stareste lì a contarne davvero quattro… «Settanta volte sette» vuol dire sempre. Significa che il perdono è un modo di vivere e non un’eccezione della vita. Continua a leggere

Tracce di comunità

VENTITREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Gesù vuole che cresca uno spirito comunitario tra i suoi discepoli e dà alcuni consigli concreti. Il primo riguarda il modo di essere ciascuno responsabile dell’altro, e quindi disponibile ad essere corretto e capace di correggere. L’individualismo è nemico di questa mentalità e oggi la correzione fraterna non è molto in voga nelle comunità cristiane. Si preferisce il silenzio… per rispetto della privacy, oppure si imbocca la via del pettegolezzo: invece di parlare con il diretto interessato del suo comportamento, si comincia a parlarne con gli altri. Gesù indica una via che ha come unico scopo il bene dell’altro, una via di verità segnata dal rispetto, dalla prudenza e dalla misericordia. Continua a leggere

Voler bene secondo Dio…

VENTIDUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Il dialogo tra Gesù e Pietro è pieno di affetto reciproco. Pietro, che ha appena riconosciuto che Gesù è il Figlio del Dio vivente, gli vuole bene e non può accettare che dica certe cose. Gesù, a sua volta, vuole bene a Pietro e proprio per questo deve ricordargli che il suo posto è dietro a lui, non davanti a lui: è il Figlio di Dio che traccia il cammino, non il suo discepolo. Continua a leggere