Corsivo. Le piccole cose per godere il Natale.

Talvolta la pubblicità lancia messaggi intelligenti. O meglio: aggancia parole importanti, che meritano di essere seguite, ad un prodotto, che non è affatto necessario a realizzarle! Guardare gli spot può essere addirittura istruttivo, se impariamo a distinguere il messaggio nudo e crudo dallo scopo che esso ricopre dentro una logica prettamente consumistica. In queste settimane c’è uno slogan che potrebbe ricadere nella categoria dei messaggi intelligenti della pubblicità. Recita così: «Sono le piccole cose che ti fanno godere il Natale». Ma dai! Che bello sentire in televisione, come un refrain, queste parole così intrise di antica saggezza… Non si può che assentire. Intanto, quel «godere il Natale» ha un sapore persino liturgico, una volta accertato che con quelle parole non si sta pubblicizzando il panettone o qualche succulenta portata per il pranzo di Natale. C’è una dimensione del «godere» che va oltre la fisicità dei piaceri della tavola: il tempo del godimento disinteressato è proprio la quintessenza della festa. «Godere il Natale» richiama la trama degli affetti e non degli affettati, il profumo delle parole e non delle pietanze, la levità del cuore e non della mousse servita a fine pasto. «Godere il Natale» ha attinenza con il nucleo vero di questa festa, con la sua celebrazione più che con la sua consumazione. Ed è proprio vero che solo le piccole cose ti fanno godere il Natale, che del resto è – nella sua origine storica – la festa di un Piccolo appena nato, sulla cui scena – quella del presepe, per intenderci – non vi sono molte cose e anche quelle sono piccole. Il problema nasce quando si scopre che una frase così bella e così vera serve a vendere smartphone e contratti telefonici. Per carità, non intendo demonizzare prodotti che hanno un indubbio potenziale positivo. Ma che cosa si vuole dire con quelle parole, dentro il contesto dello spot? Forse che con una spesa mensile di pochi euro hai tante possibilità di comunicazione. Forse che un oggetto così piccolo come un telefonino ti mette tra le mani il mondo intero. Forse che a Natale è bello fare un regalo così alle persone che più ami. Non illudiamoci che voglia dire altro… Del resto, pur bello che sia, il messaggio in questione è un annuncio commerciale. Mira a comprarti per farti comprare! Il consiglio è, dunque, a valutare attentamente se il telefonino che possiedi è adeguato all’utilizzo che ne vuoi fare, se il contratto telefonico che hai stipulato ti soddisfa, se una spesa come quella richiesta si adatta alle tue tasche. Insomma, pensaci prima di cadere nel trappolone della selva delle tariffe e dei modelli. Due le uniche certezze a cui puoi sicuramente aggrapparti: «sono le piccole cose che ti fanno godere il Natale», è vero, e tra di esse non c’è il telefonino. Per «godere il Natale» puoi farne a meno. Se poi ne hai uno, ricordati di spegnerlo prima di entrare in chiesa per la Messa di mezzanotte. Lo riaccenderai dopo. Ma la speranza è che, dopo, si sia acceso in te qualcos’altro. Anzi, Qualcun Altro.

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