Contro la «sindrome di Gesù Bambino»…

Ci risiamo. Ogni anno, all’avvicinarsi del Natale, si ripresenta in alcuni soggetti la “sindrome di Gesù Bambino”. La domanda è: perché festeggiamo Natale? La risposta è semplice, storicamente verificata da millesettecento anni circa (se si dà credito alla prima celebrazione della festività cristiana in un anno tra il 243 e il 354): a Natale si festeggia la nascita di Gesù. Quelli che sanno fare le distinzioni dotte, ad un certo punto, hanno cominciato a rispondere diversamente: a Natale i cristiani festeggiano la nascita di Gesù. Vero, e gli altri? S’approfittano della festa cristiana per farsi un po’ di vacanze? Chissà, forse è proprio così. Adesso, sempre presso menti illuminate a cui sta a cuore la crescita  armonica delle giovani generazioni, è invalsa l’idea che si debba addirittura nascondere il motivo della festa di Natale, per non offendere chi non è cristiano. Dunque: è Natale, perché è la festa dell’amore, della fratellanza e della solidarietà (prima c’è Telethon, e poi… arriva anche Natale). O, come da qualche anno s’usa a Oxford – ma lì la sapienza umana, si sa, è di casa – non è più nemmeno Natale, ma è la festa della luce invernale. Continua a leggere