Le dimissioni della Polverini e la forza pirotecnica di Zaccheo…

Hanno chiuso la porta principale, ma si riservano di entrare da quella sul retro per continuare la razzia. Verrebbe da dire così davanti all’esito dimissionario della vicenda che ha riguardato la Regione Lazio. La presidente Renata Polverini afferma di aver mandato a casa i consiglieri. Questi sostengono di aver mandato a casa la Polverini. Siamo messi di fronte all’ennesimo scambio di accuse tra politici e partiti, che in una cosa sono perfettamente d’accordo: non vogliono cambiare il sistema e sceneggiano sul solito teatrino in attesa che le elezioni (e stavolta magari a votare andranno molto meno della metà degli elettori) diano il patentino ai nuovi proprietari del Palazzo, i quali potranno riaprire la porta principale per continuare il malaffare di bonifici, spese fasulle, festini a base di ostriche, e via dicendo.

Le dimissioni sono la via più comoda. Quei consiglieri avrebbero dovuto restare e cambiarsi le regole, tagliarsi i fondi, restituire il maltolto. Mi viene in mente la pagina evangelica di Zaccheo, l’esattore delle tasse odiato dalla gente per le sue ruberie: Gesù va in casa sua, lo mette con le spalle al muro, e Zaccheo non si dimette ma restituisce quattro volte tanto… Come sarebbe bello avere una classe politica formata da tanti Zaccheo, ladri magari ma capaci poi non di dimettersi ma di restituire semmai. Nell’aula del Consiglio regionale del Lazio bisognava che tutti ritornassero, con il capo chino, e avessero il coraggio di compiere l’unico atto veramente politico: votare il proprio impoverimento.

Perché questa è l’unica strada che può salvare la nostra politica – e i capi di tutti i partiti la osteggiano a spada tratta – quella di renderla povera, povera di soldi pubblici. Se gli emolumenti e gli stipendi di deputati e amministratori vari fossero pari a quelli di un onesto operaio, nessun furbastro ambirebbe a sedere su quegli scranni, non per servire la comunità ma per arricchirsi, perché ci sarebbe poco da guadagnare e nulla da rubare. Se i partiti non potessero contare su nessun lauto finanziamento pubblico (senza vere regole di trasparenza sul suo utilizzo), dovrebbero inventarsi una nuova credibilità davanti ai cittadini e mettersi in coda al 5 per mille per avere qualche risorsa in più. Tutto ciò è possibile, solo che lo si voglia. E non è «anti-politica» chiedere questo, ma è l’unico modo in cui la politica potrà ritrovare la strada del suo autentico scopo.

Per la Regione Lazio, intanto, spenderemo ancora una volta i nostri soldi per organizzare la promessa palingenesi delle elezioni anticipate, e non cambierà nulla. Chi ha perorato la via delle dimissioni, sta in realtà preparando il mantenimento dello status quo. Il cittadino è stanco della solita parata di rumorosi mortaretti, vuole uno spettacolo vero in cui i fuochi non siano artificiali. La Polverini va a casa, ma a noi manca tanto la forza pirotecnica di Zaccheo.

Annunci

2 thoughts on “Le dimissioni della Polverini e la forza pirotecnica di Zaccheo…

  1. Osservo che Zaccheo sprigiona la sua forza pirotecnica, come tu la definisci, solo dopo l’incontro, anche fisico, con Gesù….
    Chissà….magari anche questi personaggi, potendo incontrare Gesù così come incontrato da Zaccheo, ne trarrebbero giovamento….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...