Alternativa secca dopo le Europee…

«Chi ha vinto, chi ha perso» è il giochino più in voga nel giorno successivo alle elezioni. Figurarsi se è moltiplicato per ventotto, quanti sono i Paesi che hanno votato per le elezioni europee. Già il fatto che abbia votato un europeo su due lascia aperto il quesito sulla identità di quel 50 per cento di abitanti del continente a cui l’Europa sembra non interessare proprio. Ma ci sarebbe da disquisire anche sull’europeismo di quelli che hanno votato, avendo in mente magari solo la loro situazione nazionale. Continua a leggere

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Se la Consulta taglia… i tagli ai super stipendi di giudici e manager!

Ci risiamo. Un assessore della regione Lombardia, Domenico Zambetti (Pdl), in manette per aver comprato quattromila preferenze dalla ‘ndrangheta. Il capogruppo Idv e segretario del partito alla Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, sotto accusa per peculato per aver sottratto 780 mila euro. Continua a leggere

Finanziamento pubblico. I partiti? Stanno già imboccando la scorciatoia…

C’era da aspettarselo. I partiti ai soldi pubblici non rinunciano. Un po’ di pantomima nelle ore successive il clamore mediatico. Poi si levano alti gli scudi a protezione del diritto acquisito e la trasparenza si allontana, come sempre all’unanimità. Mi ha colpito quanto dichiarato da Rosy Bindi giovedì sera durante il programma Otto e mezzo su La7: Continua a leggere

Corsivo. Basta soldi ai partiti! Invece ABC stanno già studiando l’ennesimo regolamento…

Mentre elaboriamo a fatica l’ennesima ruberia ordita da un partito politico (per giunta duro e puro, come si vantava di essere la Lega), ecco che l’intero schieramento parlamentare (tutte le maggioranze e tutte le opposizioni) si sta già organizzando per una veloce approvazione di nuove regole di gestione del finanziamento pubblico ai partiti (sotto forma di rimborsi elettorali). Continua a leggere

Noi e il danaro: partiti che rubano, cittadini che pagano…

Sul Corriere di Como di oggi è apparso un mio commento che prende spunto dalle ultime notizie che riguardano l’inchiesta sulla Lega Nord, che ha portato alle dimissioni del leader Umberto Bossi. Lo riporto qui di seguito.

Se sul bilancino della credibilità della politica mettiamo, da una parte l’ultima (ma forse solo una delle penultime) vicenda di ruberia ordita da partiti e uomini politici, e dall’altra il caso della povera donna di 78 anni che a Gela si è tolta la vita perché la sua pensione era stata decurtata di 200 euro (da 600 a 400), ebbene, la classe dirigente ne esce con le ossa ancora più rotte ed il cittadino comune con il cuore ancora più gonfio di livore. Continua a leggere