Se la Consulta taglia… i tagli ai super stipendi di giudici e manager!

Ci risiamo. Un assessore della regione Lombardia, Domenico Zambetti (Pdl), in manette per aver comprato quattromila preferenze dalla ‘ndrangheta. Il capogruppo Idv e segretario del partito alla Regione Lazio, Vincenzo Maruccio, sotto accusa per peculato per aver sottratto 780 mila euro. Il primo ha provocato un azzeramento della giunta del Pirellone con fibrillazioni nella maggioranza tra Lega e Pdl. Il secondo – che Di Pietro, segretario nazionale dell’Italia… dei valori, ha costretto a dimettersi – aveva appena organizzato un convegno sabato scorso a Roma sul «valore della legalità», dando del «mascalzone» a Franco Fiorito. Il primo episodio dimostra che i fautori delle preferenze come toccasana della nuova palingenesi elettorale debbono riflettere: anche Fiorito ottenne 27 mila preferenze (qualcuno racconta che organizzasse cene e mettesse biglietti da 100 euro sotto il piatto!), e le preferenze si possono vendere e comprare (come quasi tutto, oramai). Il secondo episodio segnala che i casi emersi della corruzione in politica e dell’abuso dei soldi pubblici dei rimborsi elettorali rischiano di essere solo la punta di un iceberg: anche quanti continuano a mostrare il volto pulito e a ripetere che non si deve fare di ogni erba un fascio… e organizzano convegni sulla legalità, anch’essi magari hanno qualche conto corrente personale su cui sono transitati le migliaia di euro che noi cittadini diamo ai partiti (e perché poi dovremmo continuare a darli questi soldi?).

Ma la ciliegina sulla torta – ed è una crostata assai “gnucca” da digerire – è la decisione con cui la Corte Costituzionale ha deciso, con sentenza tecnicamente ineccepibile, che i tagli agli stipendi di giudici e manager che guadagnano oltre 90 mila euro sono illegittimi, per cui, invece di tagliare i super stipendi, in un periodo di così profonda crisi si arrivano a tagliare… i tagli, che la Consulta ha definito addirittura irragionevoli. Il motivo è che, se si riducono del 5 o del 10% gli stipendi di 26.472 dipendenti e manager (così stabiliva un decreto del governo Berlusconi del 2010), non vi è più la garanzia dell’indipendenza delle toghe. Una indipendenza pagata profumatamente! E così 23 milioni di euro di risparmio annuo devono essere rosicchiati altrove e, anzi, lo Stato deve restituire al più presto ai magistrati e agli altri manager ciò che è stato coattivamente prelevato con le precedenti manovre finanziarie.

Fa specie che a decidere sia stato chi è anche beneficiario della decisione e che essa possa essere inappellabile in quanto giuridicamente ineccepibile! Mentre gli “esodati” – senza stipendio e senza pensione – devono mettersi in coda e aspettare che i fondi vengano reperiti, chi riceve retribuzioni elevate e fors’anche ingiustificate salta la fila e ottiene subito… “giustizia”. Il tunnel è proprio senza uscita…

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3 thoughts on “Se la Consulta taglia… i tagli ai super stipendi di giudici e manager!

  1. Questa “casta della consulta” e di tutta la magistratura pensa solo a mantenere i propri privilegi ! questa era una delle poche leggi berlusconiane che davano un taglio agli “stipendi pubblici d’oro” Si sa che i magistrati sono tra coloro che guadagnano di più e con due mesi di ferie all’anno. Chissa perchè gli stipendi si possono “senza che nessuno li difenda” ai poveri Cristi !! I provvedimenti “Fornero lacrime di coccodrillo” sin qui hanno colpito solo “i soliti”, chissà a quando un provvedimento equo !?!?

  2. Buonasera, Don Agostino. Forse esco fuori tema, ma quello che mi preoccupa di più di fronte a questa notizia è la rabbia che sento salirmi dentro. Una rabbia giustificata, si direbbe, condivisibile e condivisa dai più, come confermano le innumerevoli voci assonanti di fronte al progressivo dilagare di questo sentimento. Si potrebbe pensare che finalmente un popolo, solitamente fin troppo propenso a tollerare anche l’intollerabile, stia per raggiungere il colmo della misura, oltre il quale prenderà finalmente l’iniziativa. Ci si chiede quale, fra l’altro, e sotto la guida di chi.
    Come cristiano, mi chiedo quale legittimazione possa avere questa rabbia. Come cristiano dovrei chiedere, no, pretendere Giustizia, ma senza livore. Come cristiano dovrei essere capace di perdonare – che non è condonare.
    Mi scopro invece incapace di comportarmi da cristiano di fronte a questa dilagante barbarie, anzi, me ne sento coinvolto e trascinato, consapevole dell’approvazione impersonale ma tangibile che mi avvolgerebbe qualora mi abbandonassi anch’io al fervore sanculotto che comincia a scorrere per le strade. E mi scopro a pensare che sarebbe finalmente giusto pretendere occhio per occhio e dente per dente, a desiderare che finalmente “qualcuno paghi”.
    Eppure sono sicuro che Cristo non avrebbe eretto patiboli.
    Non è mai stato facile essere cristiani, ma mi scopro, con preoccupazione, essere preda di nuove e imprevedibili tentazioni, che non sono sicuro di essere preparato a confrontare. Chissà se siamo in molti a condividere queste sensazioni?

  3. Grazie, don Agostino, per la chiarezza del suo articolo e per le informazioni che non si trovano, almeno così ben espresse, sui giornali o in TV. Solo oggi ho letto sul sito di Tempi e poi sulla rivista un articolo di Giannino che conferma e approfondisce ulteriormente i termini della questione.
    Mentre tutti sono occupati a gettare fango sulla regione Lombardia e su CL, cosa possiamo fare per tenere gli occhi e la mente aperti alla verità delle cose (a tutte e non solo ad alcune …)?
    PINUCCIA

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