Noi e il danaro: partiti che rubano, cittadini che pagano…

Sul Corriere di Como di oggi è apparso un mio commento che prende spunto dalle ultime notizie che riguardano l’inchiesta sulla Lega Nord, che ha portato alle dimissioni del leader Umberto Bossi. Lo riporto qui di seguito.

Se sul bilancino della credibilità della politica mettiamo, da una parte l’ultima (ma forse solo una delle penultime) vicenda di ruberia ordita da partiti e uomini politici, e dall’altra il caso della povera donna di 78 anni che a Gela si è tolta la vita perché la sua pensione era stata decurtata di 200 euro (da 600 a 400), ebbene, la classe dirigente ne esce con le ossa ancora più rotte ed il cittadino comune con il cuore ancora più gonfio di livore. Qualcuno se la ride, ma onestamente (scusate l’avverbio improprio, bisognerebbe dire “disonestamente”…) ormai ci sono dentro tutti e non vedo proprio di che cosa ci si debba rallegrare. Mal comune, mezzo gaudio? No. Mal comune, doppia tristezza! Mentre sul nostro capo vengono calati sempre nuovi balzelli e si parla continuamente di sacrifici richiesti dal bene del Paese, ecco che dobbiamo assistere a meccanismi perversi che di fatto impoveriscono solo i poveri e a macchinazioni vergognose che utilizzano i soldi pubblici per i bisogni e gli sfizi delle famiglie e degli amici degli amici dei politici. Sulle riduzioni di stipendi, vitalizi e privilegi al nostro migliaio di parlamentari si continua a cianciare, ma non si fa mai nulla di concreto, perché nelle aule c’è uno schieramento veramente bipartizan (tutte le maggioranze e tutte le opposizioni) che nicchia di fronte ad ogni decisione coraggiosa. L’accetta la si usa con i cittadini, mentre i nostri parlamentari per se stessi preferiscono lo stuzzicadenti…

Il danaro ha sempre creato grandi problemi all’umanità. Nemmeno Giuda Iscariota è stato capace di tradire gratis il Figlio di Dio, anche lui è andato dai capi con la sua bella domanda: «Quanto volete darmi?», e si è portato a casa i suoi trenta denari. Già, «quanto»: tutto si può vendere, tutto si può comprare, basta misurarlo con il danaro. La mercificazione della vita è l’origine della corruzione, ed è un grave errore, che fa il paio con il suo contrario, altrettanto pericoloso, ovvero la demonizzazione del danaro. Il mondo della politica – ma anche le organizzazioni religiose e umanitarie non scherzano – ci ha insegnato che spesso il legame che tiene uniti questi due estremi nella stessa persona è il moralismo di chi predica il distacco dai soldi e poi vive come il peggiore degli accaparratori. Sarebbe ingiusto e irreale dipingere un mondo in cui tutti sono corrotti e/o corruttori, perché c’è tanta gente che, a costo di farsi irridere, vive onestamente e sobriamente, anche se con immensa fatica. Ma il danaro è un pendio inclinato, talvolta scivoloso e ingannevole. Evitarlo non si può, ma la prudenza non è mai troppa.

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One thought on “Noi e il danaro: partiti che rubano, cittadini che pagano…

  1. Inutile sperare che i politici si ravvedano e riducano veramente e sostanzialmente i loro previlegi.
    Peccato: con queste manovre salveranno l’ Italia, forse! Ma se la gente non lavora, tra un anno saremo ancora peggio perchè non avremo prodotto reddito ( da tassare). Se gli investimenti dall’ estero sono fatti dalle multinazionali, ricordiamoci che appena l’utile preventivato non viene raggiunto, mollano tutto e la gente rimane senza lavoro.
    Finita questa mungitura, cosa pensano di fare i nostri due presidenti ( del Consiglio e dello Stato ) ??
    …. mi stavo scordando che finiscono i loro mandati e non saranno più responsabili. Ci salvi Iddio.
    Luigi

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