Corsivo. Basta soldi ai partiti! Invece ABC stanno già studiando l’ennesimo regolamento…

Mentre elaboriamo a fatica l’ennesima ruberia ordita da un partito politico (per giunta duro e puro, come si vantava di essere la Lega), ecco che l’intero schieramento parlamentare (tutte le maggioranze e tutte le opposizioni) si sta già organizzando per una veloce approvazione di nuove regole di gestione del finanziamento pubblico ai partiti (sotto forma di rimborsi elettorali). Insomma, un’altra manciata di sabbia negli occhi dei cittadini, per convincerli che è solo questione di rendere più trasparente la gestione di questa fetta non piccola di soldi pubblici che vanno a beneficare i partiti. Si pensi che dal 1994, ovvero da quando il finanziamento pubblico ai partiti è stato “travestito” da rimborso elettorale, le compagini politiche italiane hanno ricevuto circa 2 miliardi e mezzo di euro dallo Stato.

La storia del finanziamento pubblico dei partiti inizia con la legge Piccoli del 1974, che nacque con l’intento di rassicurare l’opinione pubblica: i partiti attraverso lo stanziamento di denaro pubblico a loro favore non avrebbero dovuto avere bisogno di finanziamenti privati e non sarebbero stati oggetto di tentata corruzione da parte dei grandi centri di potere e di malaffare. Non fu così: il malaffare (basterebbe ricordare il caso Lockheed) continuò ad aggiungersi al finanziamento pubblico! Dopo un primo fallito tentativo di abrogare la legge con il referendum del 1978, si giunse al raddoppio dei finanziamenti nel 1981.

Solo nel 1993 – sull’onda di tangentopoli – si pervenne all’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti (oltre il 90% dei voti espressi sancirono questa decisione referendaria). Meno di otto mesi più tardi, nel dicembre del 1993, il finanziamento rinacque dalle sue ceneri sotto forma di rimborso elettorale, che entrò in vigore già a partire dalle elezioni del 27 marzo 1994. La politica, quando vuole, sa essere estremamente veloce nelle sue decisioni! Nel 2002 i finanziamenti vennero raddoppiati. Una norma votata nel 2006, infine, stabilì che l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva. Questo significa che dal 2008, dopo la crisi che pose fine anzitempo alla legislatura, i partiti ricevono contemporaneamente le quote della XV legislatura e quelle della XVI legislatura. L’aumento è addirittura esponenziale!

C’è la crisi economica, le tasse aumentano, ma il finanziamento continua imperterrito, senza ipotesi di decurtazioni. Si dice, allargando le braccia: è un diritto acquisito! Io credo che non sia per nulla credibile la motivazione secondo cui i rimborsi elettorali ed il finanziamento pubblico (che dal 1997 è stato reintrodotto sotto forma di possibilità di destinare il 4 per mille dell’imposta sul reddito) dovrebbero servire a mettere tutti i candidati sullo stesso piano e ad evitare episodi di corruzione. Episodi di cattivo utilizzo dei danari pubblici dati ai partiti continuano in ogni parte politica, e anche fatti di corruzione e di tangenti non diminuiscono, anzi…

E’ preoccupante il fatto che i partiti si siano messi subito al lavoro – già nei giorni delle festività pasquali – per oliare meglio il meccanismo del finanziamento e renderlo più sicuro agli occhi dei cittadini con un nuovo regolamento. Cari ABC – Alfano, Bersani, Casini – della politica italiana, dovete lavorare tutti insieme per abolire completamente e definitivamente ogni tipo di sovvenzione pubblica ai partiti, anche sotto forma di rimborsi elettorali. Stiamo vedendo tutti dove vanno a finire i nostri soldi: viaggi, vacanze, lauree comprate, spese familiari e sfizi più o meno viziosi. Adesso basta davvero! Chi si candida, lo faccia a spese proprie. Ed i partiti si autofinanzino legalmente come meglio credono, magari anche con le decime dei ricchi salari dei parlamentari. Gli italiani stanno già facendo sacrifici. Vogliamo recuperare alla causa del bene del Paese anche queste centinaia di milioni di euro, prima che finiscano a rimpolpare i portafogli di gente che questi soldi non se li merita?

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One thought on “Corsivo. Basta soldi ai partiti! Invece ABC stanno già studiando l’ennesimo regolamento…

  1. Caro don,
    comprendo il tuo sdegno, però sono convinto che, in linea di principio, debba esserci un meccanismo equo che consenta ai ‘meritevoli’ di poter fare politica..
    Certo, l’applicazione di questo ‘meccanismo’ dovrebbe essere un po’ più alla tedesca e un po’ meno all’italiana : onestà e consapevolezza da parte di chi usufruisce di questi fondi, che di soldi pubblici (anche miei e tuoi) si tratta; rigore, controlli e sanzioni anche penali dallo Stato che eroga tali fondi.
    E’, mi pare, semplice, ovvio e scontato che chi male utilizzi i soldi pubblici debba essere punito; ma proprio perchè semplice, ovvio e scontato NON può applicarsi nel paese dell’azzeccagarbugli: qui vige la cavillosità/capziosità per poter consentire a CHIUNQUE riesca ad entrare nell’elitè (Pareto insegna) o casta (e dintorni) di fare gli affari propri (leciti?) e, solo incidentalmente, quelli della nazione. Quale nazione? L’Italia? Consapevole di essere provocatorio e pessimista alle volte penso che siamo soltanto ‘una espressione geografica’ (Metternich, se ben ricordo), e che ‘fatta l’Italia bisogna (ancora!) fare gli italiani’ (M.D’Azeglio, idem).
    Per tornare più in tema, alla fine di luglio 2012, i partiti dovranno riscuotere una consistente tranche del rimborso elettorale di non so quale anno. Può essere che, visti i sacrifici richiestici, vi rinuncino? e che ABC, oltre a rendere più trasparente il finanziamento pubblico, lo riduca in maniera consistente?

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