Il ritratto di Gesù si deposita in noi…

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Puoi anche solo ascoltare:

Sassolungo e Sassopiatto in tutta la loro estensione (Foto AC)

Sono parole famose quelle del vangelo di oggi, forse le più citate di Gesù, al punto che più d’uno è stato tentato di ridurre il Vangelo alle Beatitudini, quasi ne fossero il riassunto. Ricordo il libro di storia del liceo: parlava di Gesù, della crocifissione e così finiva il paragrafo.

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Che cosa c’entra la morte con la felicità?

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Foliage in Val Gardena (Foto AC)

Felicità e morte. Come metterle insieme? La morte dopo la felicità, così fa pensare la sequenza cronologica delle due solennità dei Santi e dei Defunti.

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Il discorso della radura

Valle di Blenio dal Pizzo Rossetto (Foto AC)

Le parole di Gesù note come Beatitudini ci sono riportate in modo diverso da Matteo e Luca. Più organico e quasi programmatico il discorso in Matteo. Più confidenziale è il tono usato in Luca, che alla sequenza del «beati voi» aggiunge anche una serie di «guai a voi».

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Le beatitudini nella persona di Gesù

QUARTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Vallunga – Foto AC

Chiamati lungo il mare, lasciano le barche e le reti e subito lo seguono. Verso dove? Gesù usa una parola strana. Parla di «regno dei cieli» o «regno di Dio». È lì che ci vuole portare.

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Il cuore dell’umanità

SESTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Esistono ancora i falsi profeti? Quelli di cui tutti dicono bene? Credo di sì, e forse il loro numero è aumentato ed è sicuramente più subdola la loro cassa di risonanza grazie a mezzi di consenso ancora più sofisticati. Oggi si direbbe che i falsi profeti sono quelli che hanno tanti “mi piace” nei social…

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Il tamarisco e l’albero

SESTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La pagina evangelica è assai famosa: si tratta delle beatitudini nella versione offertaci da Luca (che è ancora più forte di quella classica che si trova nel vangelo di Matteo, anche perché non si limita al «beati voi» ma aggiunge il «guai a voi»). La lettura che viene fatta delle beatitudini è spesso tutta sbilanciata su un versante sociale e si ferma alla prima di esse, il «beati voi poveri», dando alla povertà un significato esclusivamente economico. È una lettura senza fondamento, che, tra l’altro, ci fa perdere di vista l’autentico messaggio che Gesù vuole trasmettere. Continua a leggere

I «senza terra»

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

La parola «santo» in greco suona in un modo inconfondibile – aghios – il cui significato non lascia dubbi: «senza terra». In effetti a noi, istintivamente, la parola «santo» fa pensare al cielo. I santi ci richiamano il paradiso, e non è forse il paradiso, il cielo, la condizione da cui è assente proprio la terra? Se così fosse, tutto sarebbe facilmente spiegato: noi siamo in terra, i santi sono in cielo. Invece no: resta da spiegare come sono finiti in cielo i santi. Continua a leggere

Santità, orme visibili

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

Non so se vi siete accorti che le tre letture che la liturgia propone per questa solennità dei Santi iniziano tutte con un verbo che è tra i più importanti nella nostra vita: vedere.

La lettura tratta dal libro dell’Apocalisse dice: «Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo…». Il brano della prima lettera di Giovanni dice: «Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!». La pagina evangelica è quella bellissima in cui Gesù proclama le Beatitudini; essa inizia così: «In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte… e insegnava loro dicendo: Beati…». Vedere è il verbo della consapevolezza, oserei dire della certezza. Continua a leggere

Il «portale» della vita

QUARTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Chiesa di MognoTutti quelli che navigano su internet sanno che cosa significa «portale». Ogni sito ne ha uno e ve ne sono alcuni che permettono in pochi secondi di trovare un mucchio di informazioni. Nel Medioevo, quando si edificava una chiesa, si era molto attenti al «portale»: esso doveva indicare il passaggio dalla dispersione al raccoglimento, ma aveva anche lo scopo di mostrare in tutta la sua bellezza i contenuti essenziali della fede. Anche la nostra piccola chiesa ha un «portale»: è molto semplice, ed è composto solo da una vecchia porta. Anzi, è una porta antica, che mostra i segni del tempo. Continua a leggere

Si sono fidati di Dio!

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

DSC_0097«Beato te!». Ci capita di dirlo o anche solo di pensarlo quando ad un altro accade una situazione che per noi resta allo stato di semplice desiderio. È un’esclamazione di per sé ancora lontana dall’invidia, ma che può aprirle la strada. Così come, invece, può essere l’anticamera di uno sforzo umano a trasformare anche il proprio desiderio in realtà, ad essere anche noi «beati» come consideriamo «beato» l’altro. Questo secondo sbocco è quello inteso da Gesù nel suo famoso discorso della montagna in cui si trovano appunto le beatitudini che abbiamo appena ascoltato. Gesù identifica alcune situazioni beate e le propone ai suoi discepoli come progetto di vita. Non sono cioè un traguardo, qualcosa che sta in fondo, ma rappresentano un cammino. Continua a leggere