Si sono fidati di Dio!

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

DSC_0097«Beato te!». Ci capita di dirlo o anche solo di pensarlo quando ad un altro accade una situazione che per noi resta allo stato di semplice desiderio. È un’esclamazione di per sé ancora lontana dall’invidia, ma che può aprirle la strada. Così come, invece, può essere l’anticamera di uno sforzo umano a trasformare anche il proprio desiderio in realtà, ad essere anche noi «beati» come consideriamo «beato» l’altro. Questo secondo sbocco è quello inteso da Gesù nel suo famoso discorso della montagna in cui si trovano appunto le beatitudini che abbiamo appena ascoltato. Gesù identifica alcune situazioni beate e le propone ai suoi discepoli come progetto di vita. Non sono cioè un traguardo, qualcosa che sta in fondo, ma rappresentano un cammino. E qui dobbiamo fermarci un attimo a riflettere, perché questa pagina ci viene proposta oggi nella solennità di tutti i Santi, ed è fin troppo facile concludere che i santi sono proprio coloro che hanno realizzato le beatitudini. Vero, ma sarebbe questa una verità parziale, che rischia anche di essere fuorviante. Ci farebbe incasellare delle figure straordinarie da mettere nelle loro nicchie e da venerare, con il rischio che la casa di questi santi – il paradiso – assomigli molto al museo delle cere… La santità non è un traguardo, ma un cammino. Santo è già colui che si fida di Gesù e si impegna ad ispirare la sua vita alle beatitudini e al vangelo. I santi che noi oggi veneriamo tali – perché la Chiesa ne ha riconosciuto la santità – hanno costruito la loro vita quotidiana su questa fiducia e Dio oggi ce ne fa vedere i frutti, ma, mentre camminavano in questa vita, hanno incontrato tante difficoltà, hanno dovuto superare tanti ostacoli, hanno avuto le loro luci e le loro ombre, momenti di entusiasmo e fasi di scoraggiamento. Insomma, i santi ci assomigliano, sono creature come noi. Noi siamo come loro, perché la santità è un progetto proposto a ciascuno di noi, senza alcun bisogno di trasformarci in supereroi inattaccabili e invincibili (quelli esistono solo nei fumetti!). E, se abbiamo la pazienza di dedicare un po’ di tempo alla lettura avremmo la possibilità di scoprire che alcuni santi ci assomigliano anche di più, hanno vissuto vicino a noi, hanno cercato di essere cristiani facendo magari la stessa professione che facciamo noi. E scopriremmo che tanti uomini e donne esattamente come noi sono diventati santi attraverso una conversione, un cambiamento di vita e di mentalità che è intervenuto ad un certo punto della loro vita, grazie magari all’incontro con un altro santo o alla conoscenza della vita di qualche santo. Insomma, se continuiamo a considerare la santità come una vetta, rischiamo di restare chiusi nel rifugio e di non avventurarci mai sul sentiero che conduce in cima; se invece cominciamo a pensare la santità come un cammino, ci sarà più facile indossare gli scarponi e faticare sul sentiero in una sorta di scalata lenta e quotidiana. Santi, dunque, non sono quelli che fanno cose straordinarie, ma quanti cercano di fare straordinariamente bene le cose di tutti i giorni.

Detto questo, indubbiamente le beatitudini rappresentano un progetto di vita che si distanzia, anche di molto, dal modo di vivere strombazzato dal nostro mondo. Alcuni atteggiamenti che Gesù beatifica assomigliano a valori che il mondo riconosce: ad esempio, la fame e la sete di giustizia la si ritrova quasi sempre nei proclami sociali di questo o quel personaggio famoso, così come la pace fa parte del patrimonio ideale dell’umanità (chi mai affermerebbe di operare contro la pace?). Altri atteggiamenti, invece, sono l’esatto contrario di quanto il mondo predica come ricetta di felicità: la purezza del cuore è considerata come un rimasuglio di una morale vecchia e un po’ bacchettona, la misericordia è vista come debolezza e come fonte di insicurezza, la povertà in spirito è guardata con sospetto come un ostacolo all’inarrestabile progresso delle scienze. Quindi, per un autentico cammino di santità, è davvero indispensabile una grande fiducia in Gesù, un grande impegno a vivere pazientemente e sapientemente la situazione in cui siamo posti, confidando nella Provvidenza divina. Se ci pensiamo bene, i santi che la Chiesa ci propone, pur così diversi tra loro, hanno questo in comune: si sono fidati di Dio.

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