Il lebbroso al tempo di Gesù viveva in una doppia condizione di malattia e di emarginazione: proprio perché affetto dalla lebbra era costretto a vivere ai margini della società (abbiamo ascoltato le prescrizioni in proposito contenute nel libro del Levitico); ma si finiva con il credere che fosse affetto dalla lebbra a causa del peccato che aveva commesso e, quindi, che egli fosse bisognoso di una purificazione interiore. Continua a leggere
Giorno del ricordo. Suvvia, parliamone!
Il 10 febbraio, a partire dal 2004 per volontà del presidente Ciampi, è “Giorno del ricordo”. C’è una “Giornata della memoria” per ricordare le vittime della Shoah e dei campi nazisti, ed essa gode ormai di indiscussa fama, tanto da occupare le prime pagine dei giornali e da generare eventi di commemorazione nelle scuole.
Corsivo. Canone Rai, regalo allo Stato… sotto i 150 euro, però!
Anche quest’anno ho pagato. Non so nemmeno perché, ma ho ubbidito come un fedele suddito di sua maestà “Il Canone” ed ho acquisito così il diritto di possedere il mio televisore. L’ho comprato e pagato io, ma per possederlo devo sganciare ogni anno l’assurda gabella del canone della Rai, anche se non dovessi guardare nessuno dei programmi della “televisione di Stato”. È davvero assurda questa tassa su un elettrodomestico – perché tale è il canone televisivo: una tassa sul televisore – in un mondo in cui posso gratuitamente avere sul mio telefonino ogni informazione in tempo reale. Continua a leggere
Quinta Domenica del tempo ordinario. La preghiera di Gesù e la nostra
Le parole di Giobbe ricopiano almeno un poco il nostro stato d’animo di fronte alla fatica ed alla fragilità della vita. Hanno un pregio particolare, quello di essere comunque rivolte a Dio, come a dire che egli non ha perso la sua fiducia in Lui, con Lui si lamenta ed a Lui chiede di essere ricordato. Questo atteggiamento umano, che può assumere forme molto diverse, lo chiamiamo «preghiera». Continua a leggere
Monti, Celentano e… Mughini: ma quale “sottocultura della Quaresima”?
Il presidente Monti fa dell’ironia sul posto fisso, dicendo che è noioso. Poi maldestramente si corregge dalla incredibile gaffe e dice che voleva solo invitare i giovani a tenere conto che il mercato del lavoro è mobile e… precario, e non è più come una volta. Già, come se non lo sapessimo! Adriano Celentano, da parte sua, accetta uno stipendio “modesto” per una, due o tre serate al Festival di Sanremo (da 350 a 750 mila euro) e anche lui si corregge e offre tutto in beneficienza. Continua a leggere
La neve ed il bocciolo di rosa…
Nel vaso una rosa era fiorita al tepore di un inverno stranamente
caldo… Un bocciolo ne seguiva le orme, speranzoso di poter sbocciare anche lui! Ecco la neve, il ghiaccio, il freddo… Eppure quel bocciolo, non appena il sole invade l’azzurro, non si lascia intimidire e svetta ricco di colore. La vita è così: ad accenderla basta la cura dell’amicizia, dell’amore.
Corsivo. Nevica, dovremmo saperci fermare…
È arrivata la neve. Bianca e abbondante. Veramente democratica, perché capace di scendere su ogni terreno con la stessa soave dolcezza. Puntuali arrivano anche le polemiche e le lamentele contro le inadempienze di chi dovrebbe, invece, quella neve toglierla dalle strade prima ancora che vi cada. Ho sempre considerato tutto ciò innaturale ed esagerato. Anzi, fuori luogo proprio perché… contro natura.
Mi spiego. Siamo in un mondo in cui la parola più usata è proprio “naturale”. Si seguono e si pubblicizzano pratiche che esaltano il rapporto con quanto è “biologico” e “naturale”. Continua a leggere
“Ecosistema” della comunicazione: quali ingredienti?
Lui è davanti alla porta. Lei apre corrucciata. Si parlano? No, lui comunica con dei cartelli. Lei non dice nulla. Alla fine si abbracciano ed… entrano in casa felici e contenti a guardare la televisione! Quest’ultima parte non si vede nello spot televisivo di Premium, ma è ciò che si vuole ottenere con la pubblicità. Si tratta, dunque, di un “onesto” spot che evidenzia il tipo di comunicazione che la televisione ha favorito: poche parole, anzi nessuna. Continua a leggere
Quando in stazione c’era una sala per aspettare…
Sembra che le sale d’attesa non facciano più parte dei progetti delle nuove stazioni. Roba vecchia, dispendiosa, scomoda da gestire. Di sicuro su questa scelta – che le ristrutturazioni di grandi stazioni come Milano e Torino hanno già attuato – ha influito il fenomeno dei “senza fissa dimora” che in quelle sale, durante la stagione invernale soprattutto, cercano il tepore di una casa durante la notte o anche di giorno. Continua a leggere
Quarta Domenica del tempo ordinario. «Che vuoi da me, Gesù Nazareno?»
Ciò che colpisce di Gesù è la sua autorità. «Erano stupiti del suo insegnamento», di quell’«insegnamento nuovo, dato con autorità». Stupore e timore sono le reazioni comuni tra la gente che incontra Gesù a Cafarnao: stupore soprattutto per le cose che diceva e per il modo in cui le diceva, timore forse per quel gesto potente di liberazione dal demonio. A maggior ragione si comprende l’ostilità espressa dallo spirito impuro che si è impossessato di quel povero uomo che Gesù guarisce: «Sei venuto a rovinarci?». Continua a leggere
