Corsivo. Canone Rai, regalo allo Stato… sotto i 150 euro, però!

Anche quest’anno ho pagato. Non so nemmeno perché, ma ho ubbidito come un fedele suddito di sua maestà “Il Canone” ed ho acquisito così il diritto di possedere il mio televisore. L’ho comprato e pagato io, ma per possederlo devo sganciare ogni anno l’assurda gabella del canone della Rai, anche se non dovessi guardare nessuno dei programmi della “televisione di Stato”. È davvero assurda questa tassa su un elettrodomestico – perché tale è il canone televisivo: una tassa sul televisore – in un mondo in cui posso gratuitamente avere sul mio telefonino ogni informazione in tempo reale. Il “servizio pubblico” nell’epoca del digitale è una pura idiozia, e pagare una tassa annuale per vedersi garantito il fantasma di qualcosa che esiste anche su mille piattaforme libere e gratuite, beh è proprio iniquo!

Il canone aveva senso – forse, ma si potrebbe discutere – in regime di monopolio. Ma ora è proprio senza senso, e ci si arrampica sui vetri per dargliene uno. Invano. Le altre televisioni e radio trasmettono gli stessi contenuti informativi che diffonde la Rai, e – quel che è peggio – la Rai insegue, secondo la famigerata legge dell’audience e del mercato, anche la spazzatura che si trova sulle reti cosiddette commerciali. Ad esempio, non vedo perché io con il mio canone debba contribuire a pagare, fosse solo con pochi centesimi di euro, un programma insulso come L’isola dei Famosi, vera e propria risposta della Rai al Grande Fratello di Mediaset. Che cosa ha a che fare il suddetto reality con il servizio pubblico? Qualche illustre saccente della Rai può spiegarmelo? Se la Rai vuole continuare ad incassare l’odioso balzello da tutti i cittadini possessori di un televisore, ebbene, abbia il coraggio di distanziarsi dalla mediocrità di certe programmazioni, senza inseguire ogni scemenza che compare altrove.

E poi, rinunci alla pubblicità, come fanno le altre televisioni pubbliche europee che percepiscono il canone. No, da noi in Italia, la Rai percepisce canone e in più interrompe i programmi con la stessa frequenza e mole di pubblicità delle altre televisioni. Chissà perché questo aspetto della questione non viene mai trattato dagli instancabili sostenitori della necessità di questa tassa!

Quest’anno, poi, gli spot disseminati ovunque in radio e tv per ricordare la scadenza del 31 gennaio ponevano al centro proprio il dovere civico di pagare tutte le tasse, anche questa, forse in ossequio alla politica di rigore che il nostro Paese sta perseguendo. Come a dire: sei un bravo cittadino se paghi il canone Rai, così come lo sei se richiedi la fattura al dentista e lo scontrino al bar.

La realtà è un’altra, ed è bene conoscerla. Il canone serve a pagare il carrozzone Rai – che assomiglia assai al carrozzone della politica parlamentare, per intendersi – dove lavorano molte più persone del necessario. Pensate che solo a Palazzo Chigi lavorano non meno di 4600 persone e sono pagate profumatamente, anche se qualcuno è lì soltanto per aprire o chiudere una porta. Anche nella Rai – che continua ad essere lottizzata dai partiti – succede lo stesso. Un’indagine giornalistica del 2008 parlava di oltre 13.000 dipendenti e di 43.000 contratti di collaborazione. Perciò serve una tassa per mantenere tutti. Diciamolo forte, allora, che il canone Rai è un iniquo balzello che non ha più alcun diritto di cittadinanza. Un’anticaglia che resta attaccata al portafoglio a fisarmonica dello Stato ben più dell’accisa alla benzina.

Se vogliamo metterla su un altro piano: il canone Rai si configura solo come un regalo fatto allo Stato, e meno male che è sotto i 150 euro perché altrimenti lo Stato non avrebbe potuto ricevere il mio regalo annuale di 112 euro, data la recente normativa del Governo Monti che sancisce il divieto per dipendenti e dirigenti di accettare regali superiori a 150 euro!

Annunci

3 thoughts on “Corsivo. Canone Rai, regalo allo Stato… sotto i 150 euro, però!

  1. Purtroppo l’iniquo balzello è molto più subdolo in quanto prevede che siano tenuti a pagarlo sono solo i possessori di un apparecchio TV, ma tutti colori che posseggono un apparecchio in grado di ricevere segnali radio-televisivi. Questo significa che è sufficiente possedere un cellulare, un computer o una semplice radio per essere soggetti all’onere del pagamento.
    Questo chiaramente per non lasciare scampo a nessuno …

  2. La quintessenza della tassa, per avere la certezza di raggiungere tutti… salvo poi scoprire che esistono località in Italia in cui televisori e cellulari abbondano, ma il canone Rai non lo paga nessuno…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...