Giorno del ricordo. Suvvia, parliamone!

Il 10 febbraio, a partire dal 2004 per volontà del presidente Ciampi, è “Giorno del ricordo”. C’è una “Giornata della memoria” per ricordare le vittime della Shoah e dei campi nazisti, ed essa gode ormai di indiscussa fama, tanto da occupare le prime pagine dei giornali e da generare eventi di commemorazione nelle scuole.

Il “Giorno del ricordo” è più recente come istituzione ufficiale ed ha lo scopo di rinnovare la memoria di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Spiace che qualche organo di stampa che ha dedicato la copertina alla “Giornata della memoria” non più tardi di quindici giorni fa, non faccia nemmeno un accenno neanche nelle pagine interne al “Giorno del ricordo”. Ma questo è il sintomo di una memoria storica purtroppo ancora ideologica e, quindi, selettiva. Nelle foibe del Carso trovarono la morte migliaia di italiani (il numero non è quantificabile, ma si aggira tra le dieci e le quindicimila unità), vittime della violenza dei partigiani comunisti di Tito tra l’autunno del ’43 e il giugno del ’45. Ma ben più grave – per le conseguenze storiche – fu il dramma di quei 350.000 italiani che dovettero fuggire dall’Istria e dalla Dalmazia per non subire le violenze, l’emarginazione, le confische dell’esperimento comunista in atto nella Jugoslavia di Tito.

C’è anche quella famosa strage di Porzus, in cui 20 partigiani della brigata Osoppo (di estrazione cattolica e laico-socialista) furono trucidati da altri partigiani (appartenenti ai Gap comunisti): il loro comandante “Giacca” (alias Mario Toffanin), responsabile dell’eccidio, fuggì in Jugoslavia e Cecoslovacchia, prima di essere graziato dal presidente Pertini. Sembra che il presidente Napolitano andrà a Porzus all’inizio di maggio, dopo che nel 1992 al presidente Cossiga fu concessa (a seguito della montante polemica: c’era ancora il Partito Comunista!) solo una visita privata senza discorsi. Il Capo dello Stato dice ora che “serve ricordare anche per ripensare a tutti i fatali errori, al fine di non ripeterli più”. Giusto. Qualcuno – anche e soprattutto tra i suoi compagni di partito – aveva creduto che su questo particolare episodio e su tutte le nefandezze delle foibe istriane bisognasse dimenticare senza prima ricordare. Non si può. La memoria è capace di dimenticare solo continuando a ricordare.

Annunci

2 thoughts on “Giorno del ricordo. Suvvia, parliamone!

  1. Caro don, questo l’ho condiviso sulla mia bacheca Facebook, frequentata da tanti miei studenti. Non avertene a male…sei diventato un po’ la mia fonte di ispirazione!
    Giorgia Palmano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...