Febbre dei regali di Natale. Credo sia già partita anche quest’anno. Non è una malattia, anche perché non vi sono in circolazione vaccini efficaci, in grado di evitarci il contagio. L’unico rimedio, magari a malincuore, può essere il portafogli vuoto, e quest’anno la crisi morde ancora di più. Ho letto in questi giorni due libri della sociologa francese Martyne Perrot, che ha dedicato i suoi studi – anche sul versante strettamente etnologico – alla festa del Natale. Continua a leggere
Recensioni
Il nuovo libro di Natale: «Diventato uomo, rimasto uomo»
Per richiedere il libro clicca sull’indirizzo ago.cle@libero.it.
Disponibile anche su www.amazon.it
Librerie in cui si trova il volume: a Como la Libreria Paoline in V.le Cesare Battisti, a Sondrio la Libreria San Paolo in via Piazzi, a Morbegno la Libreria Piccolo Principe in via Vanoni, a Padova la Libreria del Santo in via Orto Botanico (anche on-line), a Roma la Libreria Coletti in via della Conciliazione (anche on-line).
Al centro c’è il mistero dell’incarnazione di Dio, vera e propria cifra dell’annuncio cristiano. Quando si dice “incarnazione” si pensa subito al Natale, e non è certo sbagliato, ma il mistero dell’incarnazione, relegato tra le pieghe della festa del Natale, rischia di essere ridotto a struggente memoria della nascita di Gesù Bambino. Una spolverata di poesia, che copre un Evento inaspettato e che permane ancora in mezzo a noi.
La regola di San Benedetto, un cammino di libertà

Dom Guillaume, Un cammino di libertà. Commento alla Regola di san Benedetto, Lindau, pagine 552, euro 32
L’abate commenta la Regola di San Benedetto nell’ora del capitolo. Una sua sapiente scansione fa sì che il prologo ed i 73 capitoli di cui è composta vengano letti nella loro completezza tre volte in un anno. Una lectio continua che si trasforma in parenesi centellinata a commento della vita che scorre tra le mura del monastero. Dom Guillaume, nato in Francia da una famiglia di origine polacca, entrò nell’abbazia trappista di Mont des Cats, nelle Fiandre francesi, nel 1982, divenendone l’abate nel 1997. Attualmente anima ritiri e sessioni di studio nelle comunità di monaci e monache di diversi Paesi. A lui si deve questo ennesimo commento alla Regola di san Benedetto, che raccoglie i pochi minuti di “ora del capitolo” quotidiana di un intero anno. Continua a leggere
Il trionfo del cristianesimo, secondo Rodney Stark
C’è sempre tanto futuro nel nostro dibattere sul presente. E poco passato. Lo conosciamo poco e lo snobbiamo pure. Invece è l’unica realtà che possiamo davvero utilizzare per costruire il presente e per plasmare il futuro. Un’immagine che io uso spesso – anche quando dentro la Chiesa si odono quegli strampalati inni al futuro che, spesso, sono fondati sul nulla e mirano solo a qualche applauso emotivo – è quella dei vogatori, che vanno avanti dando la schiena al futuro e vedendo solo il passato. Nella storia è così che si va avanti, e certo la conoscenza storica abbisogna di una sua rigorosa metodologia per non ridursi anch’essa a manipolazione dei fatti in nome di una ideologia preconcetta. Continua a leggere
In libreria il mio nuovo libro
Come già annunciato nella fascia laterale del blog, è uscito il mio nuovo libro, intitolato “Che cosa cercate?”.
Invito a leggere in questa pagina una breve presentazione.
Sono disponibile a chi me lo richieda a presentare il mio libro con un incontro pubblico che si offre anche come introduzione e preparazione all’Avvento e al Natale.
La teologia di Vito Mancuso scivola spesso…
La forza emotiva che spinge Vito Mancuso a pensare e a scrivere genera in me tanta simpatia. Ha ragione quando afferma che bisogna trovare un linguaggio nuovo per dire la verità della fede cristiana oggi. Eppure, anche l’ultimo libro – Obbedienza e libertà. Critica e rinnovamento della coscienza cristiana (Fazi Editore) – segue i precedenti in una linea di destrutturazione dei cardini del cattolicesimo. Continua a leggere
Recensioni. Jean-Luc Marion: Credere per vedere.
«Credere e conoscere». S’intitola così il libro in cui dialogano Carlo Maria Martini e Ignazio Marino. Bisogna trovare il coraggio di cambiare quella congiunzione in un verbo: credere è conoscere. La fede non è un semplice surrogato della conoscenza vera, che scende in campo in menti deboli e su terreni sdrucciolevoli. No, la fede conosce, eccome, secondo quel famoso testo agostiniano, che dice così: «L’intelligenza è il frutto della fede. Non cercare dunque di capire per credere, ma credi per capire, poiché “se non credete, non capirete”». Chiosa Jean-Luc Marion: «Non si tratta di vedere, cioè di conoscere in modo “chiaro e distinto”, per credere sempre di più, ma, al contrario, di credere per essere in grado di vedere e comprendere». Continua a leggere



