Figli e discepoli di un Dio Trinità

SANTISSIMA TRINITÀ – Anno C

Le parole di Gesù sono stupende. Spesso ci arrovelliamo nel tentativo di spiegare la Trinità come se fosse un problema matematico. Basterebbe ascoltare queste parole di Gesù per capire com’è bello e, oserei dire, istruttivo ed educativo questo nostro Dio, che è nella sua essenza “comunità” di tre persone. Dice il Figlio: «Tutto quello che il Padre possiede è mio». È la parola che potrebbe stare sulla bocca di ogni figlio unigenito. Riconosce di avere tutto, ma quel tutto corrisponde esattamente a tutto ciò che suo padre possiede: è tutto suo perché è tutto di suo padre, quel padre che egli ama infinitamente e da cui è amato in modo sommo. Se il padre potesse parlare, direbbe la stessa cosa, direbbe che tutto quanto egli possiede è di suo figlio. Il Padre celeste lo disse in modo molto chiaro, nel momento del battesimo del Figlio: «Ed ecco una voce dal cielo che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”». Questo compenetrarsi del possesso di tutto da parte del Padre e del Figlio è l’annuncio più bello di un Dio che non è egoista, perché condivide tutto nel suo stesso essere. Quanto è sbagliata la nostra immagine di un Dio che si compiace in se stesso, che vive della propria gloria, che se ne sta in un cielo lontano. No, Egli ha posto il suo compiacimento nel Figlio e quel Figlio unigenito lo ha mandato sulla terra. È vero: il Figlio e il Padre sono una stessa sostanza, ma come è bello venire a conoscere che c’è un espropriarsi interno a Dio stesso, che c’è la condivisione di tutto in Dio!

Ma non finisce qui. Il Figlio introduce un terzo, oltre al Padre. Il motivo dell’esistenza di questa terza Persona dell’unico Dio sembra che siamo noi. Dice il Figlio a noi: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso». Potevamo aspettarcelo che un Dio siffatto si curasse di noi. È preoccupato che possiamo portare il peso delle cose che egli vorrebbe dirci. Per questo «verrà lui, lo Spirito di verità». La terza persona c’è in Dio, perché noi possiamo portare il peso della verità. Come è profondamente umana questa preoccupazione del Figlio! Quante volte sentiamo la verità come un peso e non siamo in grado di portarla. Il Figlio vuole dirci che «tutta la verità», la verità tutta intera, possiamo portarla se a guidarci c’è Uno che viene dall’alto. È proprio così: con il solo aiuto terreno non riusciamo a portare il peso della verità, ci vuole proprio lui, lo Spirito di verità. E Lui viene dall’alto. Nemmeno il Figlio, nella sua vicinanza di incarnazione, riesce ad esserci guida verso la verità tutta intera. È necessario che Dio si nasconda nella sua libertà, che si sottragga al nostro desiderio di toccarlo e magari di ingabbiarlo nei nostri schemi terreni. È necessario che Dio sia Spirito Santo, affinché possiamo portare il peso della verità.

Ho detto che siamo noi il motivo dell’esistenza di questa terza persona. Così sembra. Ma è chiaro che non è così. Lo Spirito è da sempre colui che ascolta il Figlio e ne comunica le parole di verità. Il Figlio lo dice in modo chiaro: «Quando verrà lui, lo Spirito di verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future». Lo Spirito non è novità, non è aggiunta di qualcosa di suo rispetto a quanto il Padre e il Figlio condividono: «prenderà da quel che è mio – dice il Figlio – e ve lo annuncerà». Ma sappiamo che tutto quello che è del Figlio corrisponde perfettamente a tutto ciò che il Padre possiede. Il Padre lo possiede, il Figlio lo condivide pienamente, lo Spirito Santo lo annuncia in una verità tutta intera. Ecco svelato il mistero profondissimo della Santissima Trinità.

Un mistero che ci educa ad essere figli di un Dio così. La Trinità è una rivelazione che ci aiuta a comprendere Dio. Ci annuncia che Egli è un Amore che va ben oltre la nostra logica umana, ma è un amore a cui anche il nostro amare deve cercare di adeguarsi. Vi sono realtà terrene in cui possiamo cercare di ricopiare questa specie di Dna divino: la coppia uomo – donna, la famiglia, il gruppo, l’amicizia, la comunità. Far circolare e condividere ciò che abbiamo ricevuto in dono, le nostre qualità, i nostri possessi, è il modo migliore per mostrare che siamo i figli e i discepoli di un Dio Trinità.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...