Colpo di testa 207 / Coprifuoco, dal Medioevo difesa contro gli incendi

Corriere di Como, 27 aprile 2021

«Usanza medievale per cui, a una determinata ora della sera, gli abitanti di una città erano tenuti a coprire il fuoco con la cenere per evitare incendi». Così il vocabolario recita alla voce «coprifuoco». E subito aggiunge un secondo significato, per così dire derivato: «Divieto straordinario di uscire durante le ore serali e notturne imposto dall’autorità per motivi di ordine pubblico, in situazioni di emergenza».

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Appartenere al buon pastore

QUARTA DOMENICA DI PASQUA – Anno B

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Ci sono tre personaggi nella storia che abbiamo ascoltato: il pastore, il mercenario, il lupo. A cui si aggiunge una sorta di personaggio collettivo: il gregge delle pecore. L’immagine è tra le più famose del Vangelo, ma è alquanto lontana dalla nostra mentalità. Non solo perché essa non fa parte del nostro panorama usuale. Ma soprattutto perché l’idea di essere paragonati ad un gregge docile e indistinto che appartiene ad un pastore non piace alla concezione individualista di cui siamo imbevuti.

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Colpo di testa 206 / La salute è anche spirituale e sociale

Corriere di Como, 20 aprile 2021

Rischio ragionato. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi ha chiamato il piano delle riaperture previste a partire dal 26 aprile. Il rischio è tutto nella valutazione del momento presente, e i numeri della pandemia non sono ancora quelli che giustificherebbero le aperture. Ma al rischio si applica la ragione, ovvero ben più che un calcolo ma uno sguardo lungo, reso improcrastinabile dalle manifestazioni di insofferenza degli ultimi giorni da parte dei settori produttivi più danneggiati dalle chiusure.

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Non è un fantasma!

TERZA DOMENICA DI PASQUA – Anno B

«Credevano di vedere un fantasma». Gesù risorto è una visione, un’allucinazione dei discepoli rattristati per la sua morte? Vado spesso a leggere questa pagina di vangelo, che sta in fondo ad un episodio assai famoso – quello dei discepoli di Emmaus – e che andrebbe sempre letta. Invece è quasi sempre dimenticata, perché scompagina una lettura per così dire morbida della risurrezione di Gesù.

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Colpo di testa 205 / Le parole chiave che raccontano la pandemia

Corriere di Como, 13 aprile 2021

La storia della pandemia, almeno qui in Italia, ha conosciuto tre fasi, contrassegnata ciascuna dalla prevalenza (e non solo nell’uso mediatico) di una parola chiave. La prima fase è stata quella delle mascherine. Non ce n’erano a sufficienza, nemmeno negli ospedali e nelle residenze sanitarie per gli anziani. Qualcuno osò addirittura affermare che non servivano, ma sono poi diventate una fastidiosa ovvietà, tanto che tutti sogniamo di poter tornare presto ad una vita finalmente a volto scoperto.

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Tommaso, il credente

SECONDA DOMENICA DI PASQUA – Anno B

Tommaso l’incredulo. Lo abbiamo dipinto così, l’apostolo che volle mettere il dito nelle piaghe di Gesù. Eppure sulla sua bocca c’è la professione più limpida e profonda di tutti i Vangeli: «Mio Signore e mio Dio!». A cui giunge partendo da un perentorio «Se non vedo… io non credo».

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Colpo di testa 204 / La croce della pandemia e la via nuova

Corriere di Como, 6 aprile 2021

La Pasqua è una festa che dura otto giorni. Una stranezza dal punto di vista cronologico, per cui si continua a ripetere «in questo giorno» per tutta la settimana. Si gioca con il tempo al servizio di un messaggio insieme teologico e pastorale (di cui qui non parleremo). Mi basta ricordare che molti cristiani se lo sono dimenticato e vivono la Pasqua come se fosse la questione di un giorno festivo del calendario, da celebrare nello spazio di una Messa. Anzi, da quando imperversa la pandemia, senza nemmeno quella!

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Credenti nella risurrezione

DOMENICA DI PASQUA

Non posso certo dimostrare che Gesù è risorto. Ma posso tentare una risposta ragionevole ad un’altra domanda: perché io mi fido di Pietro e degli altri apostoli, che dicono di aver trovato il sepolcro vuoto e anche di aver incontrato il Risorto? Per quel gruppo di smarriti apostoli la risurrezione era la spiegazione più difficile da annunciare agli altri, ma anche la più scomoda da vivere essi stessi in prima persona. Erano delusi e al massimo avrebbero potuto atteggiarsi a discepoli di un morto che aveva lasciato loro in eredità un messaggio di amore.

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Colpo di testa 203 / Fragili come il canale di Suez

Corriere di Como, 30 marzo 2021

Finalmente la nave cominciò a galleggiare e a muoversi. Una buona notizia dopo una settimana in cui la speranza di disincagliamento dell’enorme cargo veniva coniugata secondo tempi lunghi, creando non poco allarme. La Ever Given è una nave porta-container di quattrocento metri con 20mila container a bordo, un immenso deposito sul mare. Non si sa bene che cosa sia successo martedì scorso – c’è chi parla di una tempesta di sabbia e chi si spinge sino ad ipotizzare un errore umano – fatto sta che una delle navi più grandi del mondo si è arenata nel canale di Suez, provocando il blocco di uno dei nodi nevralgici della navigazione e del commercio del globo.

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Il vaso e l’opera bella

DOMENICA DELLE PALME – Anno B

Il dramma della passione di Gesù che abbiamo ascoltato comincia nel profumo, quello di puro nardo con cui una donna inonda il capo di Gesù a Betania. L’atto finale – quello della risurrezione – comincerà con le donne che comprano aromi per ungere il corpo di Gesù, ma non li potranno usare perché il sepolcro è vuoto. Del resto Gesù lo aveva detto: «Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura». L’amore è sempre in anticipo, e il gesto di quella donna – che l’evangelista Giovanni identifica con Maria, sorella di Marta e Lazzaro – preannuncia addirittura la risurrezione.

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