31 dicembre. Perché ringraziare stasera?

Tutti gli anni, la sera del 31 dicembre, ci prendiamo un po’ di tempo per ringraziare. Lo facciamo nell’Eucaristia, che è sempre rendimento di grazie. Stasera è ancora più evidente grazie al canto di un inno antichissimo che ha proprio lo scopo di indirizzare la nostra lode al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. L’inno del Te Deum inizia con una lode trinitaria, ma termina nel modo in cui terminano le nostre preghiere, con alcune domande. Sì, perché anche per imparare lo stile del ringraziare abbiamo bisogno di essere aiutati e benedetti, altrimenti finiamo per vivere nella distrazione e nell’ingratitudine a cui ci abitua il mondo. Continua a leggere

Natale del Signore. Ci ha trovati!

Una storiella ebraica rac­conta che un giorno un ragazzo si precipitò piangendo nella camera di suo nonno, il famoso rabbino Baruch. Le lacrime gli scorrevano sulle guance ed egli si lamentava di­cendo: «Il mio amico mi ha piantato in asso. È stato proprio ingiusto e sgarbato con me. Stavamo giocando a nascondino, e mi ero nascosto così bene che il mio amico non riu­sciva a trovarmi. Allora ha smesso di cercarmi e se n’è andato. Che razza di modo di comportar­si!». Continua a leggere

Quarta Domenica di Avvento. Che ci trovi nella disponibilità!

Quando il Natale si fa vicino, c’è un brivido che attraversa la nostra coscienza cristiana. Abbiamo fatto tante cose in questi giorni – alcune utili e proficue, altre del tutto inutili e magari anche dannose – ma ci stiamo preparando all’unica cosa che conta? Ben venga questo brivido della quarta domenica di Avvento che, per nostra fortuna, quest’anno ci lascia ancora una intera settimana di tempo per convertire la nostra aspettativa del Natale in una attesa operosa. Il re Davide – come ci ha raccontato la prima lettura – aveva voglia di fare qualcosa per Dio: si sentiva in colpa dall’abitare in una bella casa di legno, mentre la presenza di Dio era custodita sotto una tenda. Continua a leggere

Terza Domenica di Avvento. Che ci trovi nella gioia!

«Siate sempre lieti». Questo invito di san Paolo risuona non poco strano. Stride quel «sempre», che proprio non si intona con l’essere lieti, con la gioia. Ci capita qualche volta di essere contenti, ma il velo delle preoccupazioni è l’unica cosa che c’è… sempre, nella vita. Evidentemente san Paolo intende un’altra situazione, che non ha a che fare con condizioni particolarmente piacevoli o con occasioni di sprigionare l’allegria. Soprattutto egli non dimentica di dire che questo stato di perpetua letizia è un dono del Signore, il quale è degno di fiducia. Per comprendere, è importante scorrere l’elenco delle esortazioni che l’Apostolo fa seguire al suo invito alla gioia. Continua a leggere

Immacolata Concezione. Che ci renda santi e immacolati!

La festa dell’Immacolata costituisce una sosta meravigliosa nella serie delle quattro domeniche di Avvento che ci conducono al Natale. È come quando, lungo il sentiero che sale verso la vetta, si raggiunge un pianoro da cui si gode già lo scorcio di quel punto di arrivo tanto agognato. La solennità odierna è il balcone da cui si vede il Natale in tutta la sua bellezza! Maria rappresenta, nella sua realtà di umile donna, la vetta dei nostri desideri, quella che san Paolo descrive con una espressione che tutti li comprende: «essere santi e immacolati». Maria è tutta santa e immacolata sin dal suo concepimento nel grembo materno, sin dal primo istante di vita. Continua a leggere

Seconda Domenica di Avvento. Che ci trovi in pace!

«Fate di tutto perché Dio vi trovi in pace». Abbiamo sentito rivolto anche a noi questo monito, che segue quello di domenica scorsa. Non solo, giungendo all’improvviso, Gesù non ci deve trovare addormentati, ma vuole trovarci in pace e noi dobbiamo fare di tutto affinché ciò avvenga. La parola «pace» evoca tranquillità, serenità di rapporti, assenza di preoccupazioni. Almeno così intende il mondo quella che viene chiamata «pace». Gesù, però, ci ha detto che egli è venuto a portare la pace non come la dà il mondo. Continua a leggere

Prima Domenica di Avvento. Che non ci trovi addormentati!

«Fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati». Quando inizia l’Avvento, sentiamo sempre questa parola di Gesù che ci invita a vegliare. Talvolta penso che se giungesse all’improvviso, in una notte tra un sabato e una domenica, troverebbe tanta gente che non dorme, eppure, ad un’analisi più attenta, scopriremmo che è proprio «addormentata» nel senso in cui lo intende Gesù. Si può essere svegli e, nello stesso tempo, addormentati a quella dimensione della vita che l’Avvento ogni anno ci richiama. Continua a leggere