Seconda Domenica del tempo ordinario. «Che cosa cercate?»

«Che cosa cercate?». Abbiamo costruito tutto il nostro itinerario di Avvento e Natale sul cercare e soprattutto sull’essere trovati. Il profeta Isaia domenica scorsa ci ha invitato a cercare il Signore mentre si fa trovare. Sembra che i due discepoli di cui ci parla il vangelo odierno, aiutati anche dalla preziosa indicazione del loro primo maestro – Giovanni il Battista – abbiano messo in pratica questo monito. Cercano il Signore seguendo Gesù. E questo Gesù si volta improvvisamente e pone una domanda radicale: «Che cosa cercate?». Continua a leggere

Corsivo. Ma quale «tredicesimo apostolo»?

Ma quanti erano gli apostoli? Dodici. La domanda avrebbe fruttato pochi soldi anche al “Milionario” perché è troppo semplice. Proprio per questo uno può essere attirato se in televisione danno “Il tredicesimo apostolo”. Già. Da dove spunta questo tredicesimo seguace di Gesù? Quanto basta per alzare lo share della fiction, che, pur lottando in prima serata con una partita di Coppa Italia, ha stravinto il confronto. Continua a leggere

Battesimo del Signore. Cercate il Signore, mentre si fa trovare!

Sembra proprio che il profeta Isaia voglia riassumere il nostro itinerario di Avvento e Natale con una esortazione: «Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino». In questa domenica celebriamo il battesimo di Gesù nel Giordano, un avvenimento che perfeziona la rivelazione offerta a Betlemme e a Nazareth: Dio conferma che a scendere nell’acqua è il Figlio di Dio, ed è la stessa notizia che l’angelo aveva data a Maria, la stessa notizia che le schiere angeliche avevano annunciato ai pastori, la stessa verità che i Magi avevano trovato e adorato. Il battesimo di Gesù, di per sé, è molto diverso dal nostro battesimo: esso era un bagno di penitenza, un modo di riconoscere i propri peccati e di iniziare un cammino di conversione. Continua a leggere

Epifania del Signore. Lo abbiamo cercato… e ci ha trovati!

La solennità dell’Epifania ci aiuta a correggere l’immagine del nostro Natale. «Ci ha trovati!», così ho voluto condensare il messaggio della Incarnazione, avvenimento con cui Dio viene a scovare l’uomo nel suo nascondiglio. Qualcuno crede, dunque, che basti mettersi in poltrona e aspettare quando Dio suonerà alla porta. Guardiamo Erode: riceve un annuncio che lo turba, ma non lo smuove dalla sua reggia. Erode è uno che manda, ma che non va. Mi vengono in mente alcuni genitori che mandano i bambini a Messa, ma loro non ci vanno. Ora, poi, pende su tutti noi una spada di Damocle, quella della annunciata liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali. Continua a leggere

Corsivo. La Befana tra fase 1 e fase 2…

Siamo ancora alle prese con i conti. La pausa natalizia è agli sgoccioli. Ora non si parla altro che di fase 2. Ma la fase 1 l’abbiamo già digerita con il panettone? Oppure non l’abbiamo ancora assaggiata? Ci hanno detto – in ogni modo e da ogni pulpito – che era inevitabile, che non si poteva farne a meno, altrimenti l’Italia sarebbe finita nel baratro, e l’euro non sarebbe riuscito a festeggiare i dieci anni di vita. Non riusciamo mai a capire sino in fondo quanto ci sia di vero in questo spauracchio, che ha portato in sella il governo Monti e ha riunito sotto la stessa bandiera i due schieramenti contrapposti, facendo seppellire momentaneamente l’ascia di guerra. Continua a leggere

Ma quando inizia l’anno?

L’inizio e la fine, la fine e l’inizio. Ne abbiamo appena sperimentato uno di questi “testacoda” che periodicamente vengono a movimentare la vita. L’anno civile inizia per convenzione il primo giorno del mese di gennaio e finisce l’ultimo giorno del mese di dicembre, ma questo è solo il nostro calendario, perché ve ne sono altri nel mondo. Vi è poi l’anno liturgico che abbiamo cominciato con la prima domenica di Avvento dopo che una settimana prima si era chiuso il precedente anno liturgico con la festa di Cristo Re. Anche questa è una convenzione legata al ritmo dei tempi liturgici, a sua volta strettamente connessi alla vita di Gesù Cristo e ai misteri dell’Incarnazione e della Redenzione. C’è l’anno scolastico, con un inizio e una fine e un abbondante periodo di vacanza (legato proprio alle festività del Natale e dell’Epifania), ma anche in questo caso l’inizio e la fine non coincidono perfettamente in tutti i Paesi del mondo e nemmeno europei. Continua a leggere

1° gennaio. Iniziamo con la benedizione…

Alcuni anni fa, quando fu pubblicato per la prima volta dalla Chiesa italiana un volume intitolato Benedizionale, ricordo di aver letto sui giornali articoli che manifestavano una certa meraviglia perché – si diceva – ora non solo i preti possono benedire, ma anche un papà e una mamma possono benedire i propri figli. Quella meraviglia non era del tutto immotivata, e nascondeva una nozione del gesto di benedire – come riservato alla categoria “professionale” dei sacerdoti – che ha una sua verità, ma che lascia in ombra la valenza universale di questo gesto. Continua a leggere

31 dicembre. Perché ringraziare stasera?

Tutti gli anni, la sera del 31 dicembre, ci prendiamo un po’ di tempo per ringraziare. Lo facciamo nell’Eucaristia, che è sempre rendimento di grazie. Stasera è ancora più evidente grazie al canto di un inno antichissimo che ha proprio lo scopo di indirizzare la nostra lode al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. L’inno del Te Deum inizia con una lode trinitaria, ma termina nel modo in cui terminano le nostre preghiere, con alcune domande. Sì, perché anche per imparare lo stile del ringraziare abbiamo bisogno di essere aiutati e benedetti, altrimenti finiamo per vivere nella distrazione e nell’ingratitudine a cui ci abitua il mondo. Continua a leggere

Tenebre che accecano…

Mentre va spegnendosi l’anno – quello civile, ma è pura convenzione – la Chiesa ci tiene desti con i giorni fra l’Ottava del Natale. La festa del 25 dicembre si riversa nei giorni feriali e li santifica: è un “oggi” che continua. Ci fa compagnia nella liturgia di questi giorni quella lettera di Giovanni che è il più bel biglietto natalizio che sia mai stato scritto. Oggi torna a parlare di luce e di tenebre, nei giorni in cui il giorno e la notte combattono alla pari, contendendosi le ore. Continua a leggere