Ma quando inizia l’anno?

L’inizio e la fine, la fine e l’inizio. Ne abbiamo appena sperimentato uno di questi “testacoda” che periodicamente vengono a movimentare la vita. L’anno civile inizia per convenzione il primo giorno del mese di gennaio e finisce l’ultimo giorno del mese di dicembre, ma questo è solo il nostro calendario, perché ve ne sono altri nel mondo. Vi è poi l’anno liturgico che abbiamo cominciato con la prima domenica di Avvento dopo che una settimana prima si era chiuso il precedente anno liturgico con la festa di Cristo Re. Anche questa è una convenzione legata al ritmo dei tempi liturgici, a sua volta strettamente connessi alla vita di Gesù Cristo e ai misteri dell’Incarnazione e della Redenzione. C’è l’anno scolastico, con un inizio e una fine e un abbondante periodo di vacanza (legato proprio alle festività del Natale e dell’Epifania), ma anche in questo caso l’inizio e la fine non coincidono perfettamente in tutti i Paesi del mondo e nemmeno europei. Anche questa, dunque, è una convenzione, anche se segna di fatto, nella vita delle famiglie e delle comunità, l’unica vera rottura del ritmo della vita, che nel suo scorrere – non dimentichiamolo – è profondamente “laica”. In Italia le famiglie vanno in vacanza quando i figli non vanno a scuola, e anche il catechismo in parrocchia s’interrompe quando le scuole chiudono e per tre mesi inizia un alternarsi di vacanze, che di fatto allontanano bambini e genitori dal luogo in cui vivono abitualmente. Tutto riprende quando – siccome riaprono le scuole – finiscono le vacanze e i paesi si ripopolano e la vita lavorativa e scolastica detta nuovamente i suoi ritmi, a partire dagli orari di sveglia. Mezzo secolo fa non era così, e la maggior parte delle comunità parrocchiali festeggiava la “sagra” nei giorni di agosto (a Ferragosto in particolare), quando la gente non lavorava, ma non partiva per mari e monti e faceva le ferie in paese. Poi tutto è stato trasferito a fine settembre e inizio ottobre, e il 90% delle parrocchie celebra a cavallo di quelle domeniche di fine estate la festa che segna l’inizio dell’anno pastorale, con la ripresa delle attività. Con tutti i problemi veri che abbiamo anche dentro la Chiesa, perché perdere tempo a cambiare artificiosamente il ritmo della vita? Serve a poco “minacciare” i poveri parroci di non organizzare ambigue feste di inizio d’anno in tempi non opportuni. Serve solo a rendersi ridicoli! Le parrocchie continueranno a vivere secondo il sano ritmo della vita e a terminare il catechismo a giugno e a riprenderlo a ottobre, ed a celebrare la “vera” festa di inizio d’anno, quella che già c’è e che la gente riconosce come tale, pur sapendo che l’anno liturgico inizia con la prima domenica di Avvento… e che l’estate è un tempo importante, ma lo è solo per attività estive come il grest e i campi con i ragazzi, i giovani e le famiglie. Insomma, la vita è un continuum e i due unici tempi che lo segnano, lo interrompono e lo fanno riprendere, sono il lavoro e la festa. Voi cosa ne pensate? Mi piacerebbe aprire un dibattito su questo tema. Senza paura. Anche perchè non c’è in gioco il dogma della Santissima Trinità!

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...