Ma davvero “L’Ordine” di Como resuscita una seconda volta?

Resuscitare una seconda volta non è capitato neppure a Lazzaro. A L’Ordine sì. Per chi non lo sa L’Ordine fu un quotidiano ultracentenario (il primo numero porta la data del 16 agosto 1879) che chiuse malamente i battenti il 10 luglio 1984. Posso ricordare quei momenti di quasi trent’anni fa per averli vissuti da vicino, in quanto di quel quotidiano cattolico fui collaboratore, corrispondente, inviato. Ero invece direttore del settimanale diocesano di Como il 20 settembre 2008, quando L’Ordine riprese le pubblicazioni. Scrissi che la testata era la stessa, ma il giornale era un altro, augurando comunque lunga vita alla nuova pubblicazione, perché «è sempre una buona cosa quando il panorama editoriale si arricchisce di una nuova voce». Nemmeno quattro anni dopo, il 6 giugno 2012, il quotidiano annunciò la sospensione delle pubblicazioni. Nell’ultimo editoriale si diceva: «L’Ordine non muore, presto tornerà in edicola guidato da altre mani e probabilmente in altre forme». Che cosa si voleva dire? Sono passati otto mesi – neanche il tempo di una gravidanza! – ed ecco, voci insistenti dicono che a giorni L’Ordine tornerà in edicola in una veste ancora più alleggerita di quella avuta tra il 2008 e il 2012, e le mani che lo guidano sono proprio altre! Sarebbe stata addirittura la società che edita La Provincia di Como – quotidiano che nei tempi in cui i due quotidiani convissero era il laico concorrente e vincente sul cattolico L’Ordine – ad acquistare la testata e a decidere di ristamparla, non più autonomamente ma come allegato nell’edizione domenicale dei propri quotidiani locali. Insomma, L’Ordine, nella sua ennesima metamorfosi e dopo la sua seconda risurrezione, sarà un dorso settimanale di quattro od otto pagine, a carattere cultural-ecclesiastico. Fin qui la notizia circolante ormai con insistenza, in attesa di vedere che cosa accadrà veramente alla fine di febbraio.

Ora, è risaputo che l’editore de La Provincia, da qualche anno, è una società in cui la maggioranza è detenuta dalla stessa proprietà (Sesaab) del quotidiano L’Eco di Bergamo, cioè la diocesi di Bergamo. Nel consiglio di amministrazione de La Provincia – persino per alcune settimane anche dopo il suo arresto per le note vicende giudiziarie che lo hanno visto condannato in primo grado per violenza su cinque ragazze minorenni – c’era addirittura l’economo della diocesi di Como, mons. Marco Mangiacasale. Ora in quel consiglio, al posto del sacerdote comasco, siede l’economo della diocesi di Bergamo, mons. Lucio Carminati. Non quindi uomini di secondo piano delle due diocesi sono stati o sono nel Consiglio di amministrazione del quotidiano La Provincia… E se si aggiunge che l’attuale direttore responsabile de Il settimanale della diocesi di Como, Alberto Campoleoni, è giornalista de L’Eco di Bergamo, e che la concessionaria della pubblicità sul settimanale diocesano è la medesima de La Provincia, l’intreccio tra le diocesi ed i giornali è davvero radicato. Vi sarebbero stati nei giorni scorsi incontri più o meno segreti in riferimento a questa nuova vita de L’Ordine, che evidentemente rischia di essere un autogoal per il settimanale diocesano. La voce che ho raccolto in queste ore – che sembra bene informata e anche un po’ allarmata – si fa alcune domande: che senso ha, in un momento di difficoltà per i giornali cattolici, pubblicare un Ordine della domenica (che, tra l’altro, già esisteva prima della nascita del settimanale diocesano) accanto al foglio ufficiale della diocesi? Chi ha preso in definitiva questa decisione, visto che sulle scelte del nuovo acquirente de L’Ordine anche le Curie ed i Vescovi hanno voce in capitolo? C’è forse qualcuno che sogna la “dolce morte” per il settimanale diocesano e pensa di sostituirlo con il redivivo L’Ordine ridotto a quattro paginette domenicali? Naturalmente io una mia idea me la sono fatta, visto che conosco le vicende del settimanale diocesano, avendole vissute dal di dentro in prima persona sino a poco più di un anno fa. Per ora, però, questa idea me la tengo per me, e lascio aperte queste legittime domande, aspettando di vedere che cosa succederà davvero nelle prossime settimane.

Ho sempre pensato che Lazzaro fosse un uomo sfortunato, perché dovette morire due volte. Il quotidiano L’Ordine – a cui mi lega l’affetto per essere stato la prima palestra della mia esperienza giornalistica – ahimè, è già morto due volte, e ora risorgerebbe con la prospettiva, o di morire presto per la terza volta, oppure di essere l’involontario sicario di un altro giornale, a cui ho dedicato anch’io le mie migliori energie, finché mi è stato permesso di farlo. Esercizio di “fantagiornalismo”? Vedremo. Intanto, in mezzo a gente che sogna o ha visioni, è meglio mettere nero su bianco dubbi e domande, con un pizzico di quell’antico coraggio che fa parte dell’umile storia del giornalismo cattolico di queste terre.

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One thought on “Ma davvero “L’Ordine” di Como resuscita una seconda volta?

  1. Caro don Agostino, sono capitato qui per caso in quanto cercavo notizie su L’Ordine pensando che, forse, avrei potuto trovare on line il vecchio giornale dagli inizi della sua pubblicazione. Mi congratulo – anche se tardivamente – per la bella riflessione. Non so come la vivesti tu in prima persona, ma anch’io vissi quei momenti di forte tensione quando si decise di chiudere l’Ordine della domenica e far nascere il Settimanale. Vissi in prima persona anche i mesi in cui l’Ordine passò di mano in mano, di proprietà in proprietà fino alla chiusura nel luglio 1984 che coincise anche con il mio abbandono del ministero sacerdotale attivo.
    Cordialità
    Ernesto Miragoli

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