Moralismi attorno alla Costa Concordia?

Vorrei aggiungere due riflessioni a caldo a quanto ho già scritto nel mio “Corsivo” del 19 gennaio circa il naufragio della Costa Concordia. Siamo usciti da una domenica segnata dal cosiddetto “turismo del macabro”: migliaia di persone che prendono d’assalto il traghetto per raggiungere l’Isola del Giglio e immortalare la sagoma della nave incagliata a poche decine di metri dalla riva. Una foto ricordo, un momento indimenticabile, uno spettacolo da mozzare il fiato! Ho sentito l’esplodere dell’emozione in tanta gente che ha goduto di una insperata occasione per una gita fuori porta e ha goduto davanti ad una nave… piena di cadaveri. Ma mi ha dato più fastidio ancora che a stigmatizzare questa “piaga sociale” siano stati proprio coloro che la foraggiano e, in un certo senso, la incentivano: le televisioni e i giornali. Certo, lorsignori lo fanno per diritto di cronaca. Ma anche i semplici turisti possono vantare un più popolare diritto di curiosità. Quindi, attenti a stracciarsi le vesti in moralistici appelli contro lo sciacallaggio dei “guardoni”, quando quel ruolo lo si svolge spesso da… comandanti. Una seconda riflessione riguarda gli isolani del Giglio, grandi eroi di solidarietà e accoglienza nella notte del naufragio: a fronte dei cento turisti domenicali invernali, ieri se ne sono ritrovati più di duemila. Una manna o un fastidio? Ho sentito al radiogiornale Rai di stamattina una responsabile del settore turistico dell’isola affermare che da quelle parti si preferisce il turismo buono a quello curiosone. Sono d’accordo, ma allora perché bar e ristoranti si sono magicamente aperti ieri per ospitare la nauseante ondata di indesiderati? Per un dovere di servizio turistico, sempre e comunque, o per un diritto agli affari, sempre e comunque? Forse occorre più realismo e meno moralismo. La nostra vita corre di fatto su questi binari: sensazionalismo sagerato, curiosità morbosa, arte dell’arrangio nel nostro Bel Paese – e non solo da noi, sia chiaro – convivono felicemente. O si ha il coraggio di stigmatizzare tutto, oppure – in una sorta di “par condicio” dei difetti – si faccia un po’ di silenzio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...