L’amministratore astuto

Vedi il video con la meditazione di don Agostino cliccando qui

Luna rossa del 21 marzo 2011 (©Foto AC)

Qualcuno lo ha definito «corrotto». C’è chi ha minimizzato e si è accontentato di «infedele». Cercando di imitare lo stesso sguardo di Gesù, io lo chiamo amministratore «astuto».

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Fretta e impegno

Stambecchi sotto il Rifugio Sidelen (Foto AC)

La legge spietata dell’economia – che oggi sembra essere finita nelle mani della finanza – ordina senza mezze misure di tagliare i rami che non producono. Nella parabola di Gesù questa legge la ritroviamo sulla bocca del padrone, che chiede di tagliare il fico sterile.

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Fretta e impegno

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

La legge spietata dell’economia – che oggi sembra essere finita nelle mani della finanza – ordina senza mezze misure di tagliare i rami che non producono. Nella parabola di Gesù questa legge la ritroviamo sulla bocca del padrone, che chiede di tagliare il fico sterile. Il vignaiolo cerca di convincerlo a dargli ancora un anno, e in quell’anno egli si offre come solerte agricoltore «se no, lo taglierai».

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Impegno, passione e servizio

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La perplessità che la parabola dell’amministratore astuto provoca in noi si può dire voluta. Gesù presenta ai suoi discepoli – «figli della luce» – una situazione tipica dei «figli di questo mondo» in cui viene lodata non tanto la disonestà, quanto la capacità di compiere una decisione radicale per assicurarsi il futuro.  Questo è il centro della parabola: l’impegno che viene messo in atto dall’amministratore per raggiungere il suo scopo. È ovvio che questo scopo è decisamente disonesto, e non va assolutamente imitato. Ma va imitato l’impegno. Continua a leggere

Il filo della pazienza

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

boccioli di anemone 1Due fatti di cronaca e una parabola compongono l’odierna pagina evangelica. Gesù prende spunto dai due fatti: Pilato aveva ordinato il massacro di un gruppo di pellegrini galilei – probabilmente rivoluzionari che lottavano contro il potere romano (zeloti) – mentre stavano compiendo il sacrificio nel Tempio; diciotto persone avevano perso la vita, sepolte sotto le macerie di una torre crollata improvvisamente. Poi racconta la parabola del fico sterile per mettere in guardia da un’errata interpretazione, secondo la quale, siccome Dio è giusto, se costoro sono morti in tal modo, significa che erano peccatori, e la loro tragica morte va letta come una punizione divina. Continua a leggere