Benefico deserto

Foto AC

Strano modo di iniziare il vangelo, quello di Marco. Ci svela subito l’identità del protagonista: si chiama Gesù, è il Messia, è il Figlio di Dio. Come se un libro giallo cominciasse con il nome dell’assassino.

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Il privilegio di Maria

Maria ci sta nuovamente davanti, umile e insieme sublime sulla scena dell’incarnazione. Noi parliamo di annunciazione, ma quella parola di annuncio è in realtà già carne. Dicendo «avvenga per me» Maria è madre per opera dello Spirito Santo.

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Un’attesa con cui riempire la vita

Foto AC

La Chiesa ha il coraggio di porre dentro lo scorrere inesorabile del tempo un nuovo inizio. Gliene siamo grati, perché avvertiamo il bisogno di ricominciare. Ma dobbiamo capire il senso di questo inizio, che cristianamente chiamiamo «avvento».

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Manca la parola «amore»…

Lago di Carezza – Foto AC

Dopo due parabole – quella delle vergini e quella dei talenti – Gesù ci regala un grande affresco. Il titolo che gli è stato dato – giudizio finale – rischia di sviarci.

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So che sei un traffico di amore!

Sassongher – Foto AC

La parabola dei talenti si capisce nel colloquio drammatico tra il padrone e il servo, che aveva ricevuto un talento e lo aveva sotterrato e ora lo restituiva.

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Aspettare o attendere?

Daunei – Foto AC

Se ci pensiamo bene, la parabola delle vergini sta in piedi solo se c’è qualcuno da attendere. È lo sposo che le vergini (sono le amiche della sposa) attendono.

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Il nuovo libro di Natale!

AGOSTINO CLERICI, Il presepe del Cielo. Storia di un angelo e di un bambino, L’essenziale è visibile, Como 2023, pagine 80, euro 10

Manca poco ad entrare nel clima del Natale. Anche quest’anno esce un mio libro con l’intenzione di far riflettere sul Fatto che sta al centro della storia, l’incarnazione e la nascita di Gesù. Il racconto si svolge un po’ in Cielo e un po’ in terra: narrativamente infatti c’è una grande confusione tra presente, passato e futuro. La trama si dipana nel classico «come in Cielo così in terra», ma anche in un insolito «come in terra così in Cielo»: le storie in effetti – una in particolare, che ha per protagonisti un angelo e un bambino – nascono in terra e finiscono per sempre in Cielo, laddove non esiste la storia, ma dove si deposita quella terrestre.

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Ipocrisia. No, grazie!

Autunno in alta Gardena (Foto AC)

Gesù non sopporta l’ipocrisia. Dimentichiamo per un attimo che essa è un difetto dei farisei, altrimenti possiamo pensare che Gesù sia polemico con loro e che, quindi, questa pagina evangelica riguardi… gli altri.

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Amore, autostrada a tre corsie

Foto AC

Tutto è inutile, se manca l’amore. Lo dice Gesù al dottore della Legge, che era convinto fosse necessario osservare 613 precetti per essere a posto con Dio.

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Non c’è solo l’economia delle monete!

Verso il Passo Rolle (Foto AC)

Gesù davvero non ha soggezione di nessuno. Sono ipocriti farisei ed erodiani, che vanno da lui solamente per coglierlo in fallo. Si crea quella strana alleanza fra nemici che serve a colpire meglio un nemico comune, non con la spada in campo aperto, ma maliziosamente con il fioretto.

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