Colpo di testa 102 / I Sassi di Matera e la linfa dell’Europa

Corriere di Como, 29 gennaio 2019

Da pochi giorni la città di Matera è la Capitale Europea della Cultura per il 2019. È questa una ghiotta occasione turistica non solo per la città famosa per i suoi Sassi, ma per tutta l’Italia. Ed è una grande opportunità anche per l’Europa, che è andata a individuare la sua capitale nel profondo sud. A queste latitudini normalmente l’attenzione – ma meglio sarebbe dire, la disattenzione – dell’Europa è rivolta all’annoso problema degli immigrati che cercano di raggiungere il nostro continente oltrepassando il Mediterraneo. È una questione che ci arrovellerà ancora per molto tempo e che incendierà sicuramente la ormai iniziata campagna elettorale per le elezioni europee di fine maggio.

La designazione di Matera quale capitale culturale del continente, però, apre un dibattito su quale sia il vero centro dell’Europa. Istintivamente lo cercheremmo più a nord, in quel nodo che interseca la Francia e la Germania e che, al massino, arriva sino a Milano. Il recente rinnovato accordo firmato ad Aquisgrana da Macron e Merkel potrebbe esserne l’ultima conferma, anche perché manifesta la debolezza del tessuto europeo proprio mentre sanziona che nessun’altro Paese dei Ventotto che compongono l’Unione può godere di situazioni geopolitiche come quelle che hanno Francia e Germania. È un dato di fatto, questo, che, però, segnala che l’Europa a tutt’oggi è ancora un’utopia, un disegnino tracciato sulla carta geografica, ancora troppo fondato su antichi rapporti di forza.

Ma se, economicamente parlando, il centro dell’Europa è molto lontano dalla Basilicata, la scelta di Matera come capitale europea, da un punto di vista culturale, è molto centrata, perché la linfa dell’Europa non si trova certamente nella regione della Ruhr – che pure è una delle più grandi e delle più ricche aree urbane del continente – ma ritrova il suo grembo tra i Sassi di Matera e poi specificamente nei monumenti e nelle produzioni letterarie dell’Italia, dall’antica Roma sino ai fasti del Rinascimento. Culturalmente parlando, quindi, l’Europa è profondamente decentrata verso sud, e Matera sarebbe una capitale ideale del continente. Uso il condizionale, perché il vero problema sta proprio qui: Matera sarà pure la capitale culturale dell’Europa, ma la cultura in Europa non sta affatto al centro!

La cultura rappresenta una perfetta periferia nell’attenzione degli Stati membri dell’Unione Europea, così come nei loro budget finanziari. E verrebbe da dire che questa marginalità si vede, eccome, nello smarrimento generalizzato di un minimo comune denominatore culturale. Certo a chi muore di fame, non si può mettere nel piatto un libro, ma limitarsi ai bisogni primari sarebbe fare un cattivo servizio ad un’autentica cura dell’umano. E di questo umanesimo integrale, che attinge alla sfera di una formazione culturale, si avverte sempre più la necessità nelle nostre famiglie, nelle nostre scuole, nel tessuto della società. La stessa integrazione, di cui tanto si parla, ha bisogno di arrivare alle persone nella loro interezza, senza dimenticare di offrire risposte alle domande più profonde dell’uomo. Speriamo che l’anno di Matera possa coincidere con una sterzata dell’Europa in questa direzione.

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