Come si appartiene alla Chiesa?

(Foto AC)

L’obiezione posta da Giovanni a Gesù è più seria di quanto possa apparire a prima vista. Intanto è correttamente declinata alla prima persona plurale: in gioco c’è già il «noi» di quella realtà complessa che è la Chiesa.

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Essere ultimo è agire come servo

(Foto AC)

«Essi però non capivano». Così viene detto dei discepoli lungo la strada nei confronti della rivelazione che Gesù fa del suo destino di morte e risurrezione. Più tardi, quando sono seduti in casa a Cafarnao, l’evangelista – quasi fosse un narratore esterno – svela il perché non capivano: «Per la strada avevano discusso tra loro chi fosse il più grande».

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Storia di rimproveri

Attorno al Corno Gries verso il Griessee (Foto AC)

Ecco una curiosa storia di rimproveri: Pietro rimprovera Gesù e Gesù rimprovera Pietro. Al centro c’è l’identità di Gesù. Chi è questo predicatore itinerante che insegna e guarisce?

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La dinamica della comunicazione

(Foto AC)

È con le orecchie che impariamo a parlare, tanto che un sordo è quasi predestinato a diventare anche muto. L’udito è la porta della parola e Gesù lo sa: per guarire il sordomuto comincia dalle orecchie. Aperte quelle, si scioglie anche il nodo della lingua.

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No agli elenchi, sì al cuore

Stambecchi sotto il rifugio Sidelen (Foto AC)

In fondo un elenco preciso di cose da fare rende semplice la vita. Marco, scrivendo il suo vangelo per persone non ebree, si sente in dovere di riportare un elenco di azioni che mettevano a posto la coscienza dei giudei.

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Il bicchiere e la brocca

Lago del Sidelen (Foto AC)

Il discorso del pane è terminato. Un discorso ardito, pieno di paradossi, portatore di una novità inaspettata. «Questa parola è dura!», dicono molti che pure hanno ascoltato Gesù. E tornano indietro. Si direbbe il gesto di chi, siccome non ha capito e non intravede alcun futuro lungo la nuova strada intrapresa, si rifugia nel suo passato comodo e rassicurante. Tornare indietro spesso è una decisione saggia, che ci salva la vita: penso a quando, arrivati sotto la vetta tanto agognata, dopo un lungo cammino magari su un ripido ghiaione, è necessario tornare indietro perché le mutate condizioni del tempo rendono rischioso il proseguire. Rinunciare talvolta è l’unico modo che ci resta per tenere ancora vivo il desiderio.

Ma qui il tornare indietro di molti discepoli ha un’altra origine: si direbbe il frutto di un calcolo intellettuale. Non ho capito. Ho tirato la riga e il risultato è con il segno meno. I conti non tornano, insomma, e si torna indietro. Quando riduciamo la vita ad un capire, succede spesso che finiamo alla sbarra del non capire e non si può proseguire oltre.

Pensiamo ad un bicchiere. Il suo scopo è ricevere, capire, infatti si dice che è capiente. Immaginiamo che l’acqua sia finita quasi tutta fuori dal bicchiere, sul tavolo, e che solo poche gocce siano entrate nel bicchiere. Se la vita è riempire il bicchiere – se la vita è capire – allora il bicchiere quasi vuoto ne decreta il fallimento. Ma la vita non si misura mai con il centimetro, ed è sempre pericoloso tirare le righe.

Guardiamo Pietro. Egli non torna indietro, insieme a pochi altri, i Dodici. Hanno forse capito? No, affatto. Il bicchiere di Pietro non è certo traboccante, anzi è quasi vuoto. Ma egli non se ne cura, non lo guarda, non lo misura. Egli vede la sua vita tutta in relazione con Gesù e pensa se stesso non come un bicchiere vuoto ma come un bicchiere che deve essere riempito. Per questo l’unica cosa che gli preme è tenersi vicina la brocca colma d’acqua inesauribile di Gesù – è questa che egli chiama «vita eterna». Il discepolo che torna indietro non è solo un bicchiere vuoto, ma si allontana dalla brocca che può riempirlo.

L’intelligenza e i giorni cattivi

Aiuola di Silene Acaulis (Foto AC)

Mi incuriosisce e insieme mi stupisce la notazione di Paolo che ci consiglia di fare molta attenzione al nostro modo di vivere, «facendo buon uso del tempo, perché i giorni sono cattivi». Continua: «Non siate sconsiderati, ma sappiate comprendere qual è la volontà del Signore».

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Maria e il tesoro nel campo

Baita Segantini e Pale di San Martino (Foto AC)

In questa giornata la Chiesa celebra la gloria di una donna, e lo fa non perché ella abbia compiuto chissà quale impresa, ma solo perché, con la sua umile disponibilità, ha permesso che qualcosa di grande si compisse in lei per mano divina.

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Pane vivo disceso dal cielo

Lago Retico (Foto AC)

Nel dialogo di Gesù con la folla s’infiltrano i Giudei che cominciano a mormorare. Essi sono i sapienti della religione, incapaci di mettersi in un autentico cammino di fede, perché convinti di aver già codificato tutto ciò che è necessario credere e fare per essere salvi.

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Cercare, trovare, credere

Marmotta che gusta il pane (Foto AC)

Cercare, trovare. Due verbi per un solo movimento che caratterizza tutta la nostra vita. Gesù stesso non si sottrae a questa dinamica umana. L’immagine che ci offre l’evangelista è inverosimile: una folla sulle barche intenta ad attraversare il mare.

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