Corsivo. Meno male che a Varsavia c’era il Mario giusto, superMario (Balotelli)!

Perbacco. Proprio imbarazzante per Angela Merkel trovarsi in finale degli Europei 2012 l’Italia e la Spagna. Paesi declassati, umiliati dallo spread tedesco, che domenica sera a Kiev – in una delle periferie dell’Europa che non conta – si troveranno tra i piedi il pallone della vittoria. E i tedeschi dell’Europa che conta, invece, a casa, a leccarsi le ferite… Nella notte in cui a Bruxelles la Cancelliera d’acciaio della Germania uber alles mostrava i denti, noi poveri italiani abbiamo fatto vedere la forza dei nostri piedi (e anche un po’ della testa, s’intende). Le cronache stamani ci dicono che anche Mario (Monti) ha avuto le sue vittorie – ma bisogna aspettare per capire se è proprio così, perché di questi vertici ce ne sono già stati tanti e potrebbe anche essere l’ennesima patacca! – ma quel che è certo è che superMario (Balotelli) i suoi goal li ha insaccati nella rete tedesca come due salami nostrani, e su di essi non si discute: sono un’evidenza che ha fatto piangere tanti tedeschi, convinti forse che stavolta avrebbero steso la nazionale azzurra, umiliandoci come hanno fatto con i nostri titoli di stato…

Non è stato così. Certo, era solo una partita di calcio che si gioca con una palla rotonda e che lascia ubriachi per qualche ora. Ma provate ad immaginare il povero Mario (Monti) seduto nella notte al tavolo di Bruxelles nel tentativo di portare a casa qualcosa, se  superMario (Balotelli) non avesse infilato in quel modo superbo la doppietta di Varsavia, lasciando impietrito due volte il portierone tedesco. La baldanza della Merkel sarebbe stata ancora più arrogante. Così, invece, qualche lacrimuccia – mista a rabbia e delusione – avrà rigato il volto duro della Cancelliera. Non voglio certo dire che la vittoria italiana abbia avuto risvolti politici. Non sarebbe nemmeno giusto. La politica è una cosa e il calcio è un’altra, e le infiltrazioni tra i due terreni sono prive di senso. Il nostro Mario (Monti) avrà sicuramente avuto un entusiasmo misurato e plumbeo, al termine della vittoriosa partita dell’Italia, e, all’uscita dal vertice protrattosi sino alle prime ore di oggi, non mi risulta si sia tolto la maglietta, mostrando la forza scultorea, come invece ha fatto superMario (Balotelli) dopo il secondo goal, rimediando pure un cartellino giallo dall’arbitro francese (ultimo rimasuglio forse dell’asse franco-tedesco Merkel-Sarkosy).

No, Mario (Monti) e superMario (Balotelli) sono due italiani molto diversi tra di loro, e meno male che erano ciascuno al posto giusto ieri sera. Quale sciagura per noi se superMario (Balotelli) si fosse trovato seduto a Bruxelles con quella sua criniera così poco tedesca! Ma ancora più sventurata per noi sarebbe stata la presenza in campo a Varsavia di Mario (Monti), in area di… rigore ad aspettare l’assist di un Passera o di una Fornero. Ecco, rigore. La parola che ieri sera allo stadio polacco non si è per fortuna materializzata è proprio questa. Se si fosse arrivati ai calci di rigore, credo proprio che a tirarli sarebbe arrivata in tutta fretta Angela Merkel e Buffon avrebbe dovuto cedere il posto tra i pali a Mario (Monti) e sarebbe stata allora Germania uber alles! Ma per fortuna, questa ipotesi è solo fantacalcio. Nel calcio giocato, c’era a Varsavia il Mario giusto, superMario (Balotelli) e la Germania così è tornata a casa anche lei declassata con la tripla B…

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