Corsivo. Quella battuta di Napolitano…

Difficile non meditare sul risultato della tornata elettorale, senza dimenticare che è amministrativa e assai parziale. La riflessione che ho fatto ieri a caldo dopo che erano stati diffusi i dati sull’affluenza in calo poteva far credere che io sono un sostenitore della cosiddetta “antipolitica”. Affatto. Mi sento distante mille miglia dai grilli sparlanti o dai saltimbanchi della piazza che si improvvisano tribuni per incamerare la protesta della gente. Sono tra i delusi dai partiti, da tutti i partiti, senza però cadere né nell’astensionismo né nel populismo. La democrazia non è affatto la perfezione, anzi è assai fallibile, ma è un meccanismo che lascia spazio alla responsabilità, degli eletti come degli elettori. La frammentazione dovuta ai personalismi delle migliaia di liste cosiddette civiche ha dato un segnale ai partiti.

Continuo a credere che in questo momento l’unica risposta seria che i partiti – tutti i partiti, senza alcuna distinzione – possono dare sia quella di andare davanti al popolo (e oggi significa andare in televisione!) e annunciare il proprio fallimento, come l’imperatore a Canossa, e farlo con la concretezza di una scelta di rinuncia totale ad ogni soldo pubblico. Sarebbe l’unico modo di mandare un segnale al popolo sfiduciato. I partiti devono dire: siamo disposti ad essere “poveri” (si fa per dire, perché gli stipendi dei politici non sono certo da fame…) e vogliamo risalire la china della fiducia, mostrando di poter lavorare senza contare sull’uso del danaro pubblico per pagare le spese elettorali, delle sedi di partito, dei portaborse o delle cene di lavoro (per dire solo le cose più accettabili). Questo gesto sarebbe l’unico che la gente capirebbe e che potrebbe togliere fiato a certi fenomeni da baraccone che rischiano di fare ancora più male alla politica. Ma questa scelta tarda a venire. Il premier Monti non la impone con la stessa forza con cui, ad esempio, impone l’Imu alle famiglie. Il presidente Napolitano non ne parla.

Anzi, il capo dello Stato, proprio stamattina, si è lasciato andare ad una inutile quanto inopportuna battuta sul risultato clamoroso ottenuto dal movimento di Beppe Grillo. Ha detto che lui conosce un solo boom, quello degli anni Sessanta. Come a voler dare poca importanza alla protesta finita nell’urna. Non mi sembra che sia il momento di fare battute, in un clima di débacle e di difficoltà economica per tante famiglie e per tante imprese. La battuta nasconde 0 la vergogna o la paura oppure significa che la misura non è ancora colma, che il fondo del pozzo non è stato ancora toccato. O forse è la conferma che il governo Monti – non più tanto amato dagli italiani e nemmeno più dall’ABC della politica – sta in piedi solo perché è il governo del Presidente. E il Presidente, ahimé, nonostante il coraggio di alcune affermazioni un po’ retoriche, fa parte integrante di quella classe politica che l’elettorato vuole mandare definitivamente a casa.

Annunci

One thought on “Corsivo. Quella battuta di Napolitano…

  1. Penso che in questo momento sia ‘relativamente’ facile per un movimento di protesta (legittima!) riscuotere consensi : il comportamento della ns.classe dirigente appare scandalosamente vergognoso alla luce dei sacrifici finanziari richiestici combinati con l’attuale ciclo economico negativo. Sbaglierò, ma la mia sensazione è che il rispetto nei confronti dei ns.governanti (direttamente o indirettamente da NOI scelti) sia (storicamente) volubile : fino a che il nostro ‘particulare’ non venga toccato, chiudiamo occhi e orecchie di fronte alle loro ruberie e ai loro intrallazzi (e magari li osanniamo pure, forse sperando di ricavarne un qualche beneficio); quando viene intaccato, allora cominciamo ad indignarci, scoprendo che, quegli stessi comportamenti, sono, nel migliore dei casi, indecorosi, nel peggiore, meritevoli anche della condanna alla massima pena.
    …..
    A mio avviso i provvedimenti che il Parlamento dovrebbe adottare, sul tema partiti, nell’immediato sono due :
    -) riduzione drastica della tranche di rimborso elettorale in scadenza a giugno
    (un mese fa ca., Di Pietro ha affermato che, qualora questa tranche venisse
    erogata, l’ IDV l’avrebbe restituita totalmente!);
    -) definizione più precisa dello status giuridico della figura del partito
    rendendolo responsabile degli introiti (sia pubblici che privati) e delle uscite
    quasi fosse una società privata (mi pare che in questo senso si stia
    muovendo il governo Monti).
    Ritengo che, nell’interesse della collettività, debba esistere una forma di
    pubblico finanziamento ai partiti. Ovviamente meglio gestito rispetto ad oggi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...