La “Festa della Mamma”: un “luogo teologico” per conoscere lo Spirito Santo…

«Mamma dice: il legame tra l’amore e il dono, tra il dono e il sacrificio. Dice ancora: una forma che accoglie un compito e un compito che comporta la rinuncia. E dice anche: una bellezza della quotidianità, un’armonia che non evita la vita» (Agostino Clerici).

Nella seconda domenica di maggio cade ogni anno la “Festa della Mamma” e in questa occasione ci facciamo aiutare dalla mamma a capire chi è lo Spirito Santo. È sempre difficile parlare dello Spirito Santo. Cerchiamo di immaginarcelo in tanti modi: come una bianca colomba, come un vento gagliardo, come fiammelle di fuoco. Ma Egli, la terza persona della Santissima Trinità, resta impalpabile e indefinibile, anche se, senza di Lui, saremmo tutti spenti e tristi. Già, ma chi è davvero lo Spirito Santo? Ai ragazzi che si preparano a ricevere la Cresima si dice spesso che, per rispondere a questa domanda, è necessario vedere come lo Spirito si manifesta, valutarne i doni e osservarne i frutti. Lo Spirito Santo è Dio all’opera, adesso e qui, in mezzo a noi. È come il sole, che non si può vedere perché non riusciamo a tenere gli occhi fissi su di esso, ma i suoi raggi benefici fanno vivere ogni cosa, donando luce e calore, e senza il sole non c’è vita sulla terra.

«Mamma» è la prima parola che un bimbo pronuncia, perché la mamma per parecchi mesi, prima e dopo la nascita, rappresenta il suo legame irrinunciabile con la vita stessa. Mamma dice il legame tra l’amore e il dono, tra il dono e il sacrificio. Mamma dice ancora una forma che accoglie un compito e un compito che comporta la rinuncia. Se teniamo insieme queste due triadi di parole, abbiamo la sintesi del mistero della vita: amore, dono, sacrificio; forma, compito, rinuncia. Ogni mamma vera, se ci pensa, ritrova qui riflessa la sua vita o almeno l’ideale che in essa è inscritta, anche se magari non sempre riesce a realizzarlo. L’amore è nella sua essenza dono, e il dono comporta sempre un sacrificio. Dare forma alla vita – questo fa la mamma a partire da quel suo particolare luogo interiore che è il grembo – rappresenta un compito e assolverlo pienamente comporta sempre una serie di rinunce. Mi direte che questo vale per ogni compito e per ogni dono: ogni compito comporta una rinuncia, ogni dono è legato ad un sacrificio. È vero, ma la mamma è come l’archetipo di tutto ciò, ne è l’immagine primordiale e, in un certo senso, perenne. Per questo la festa della mamma riguarda tutti, anche i papà, perché anche un uomo deve passare attraverso il mistero del grembo di una donna – la sua mamma – e da lì assorbe il codice genetico della vita e lì impara il legame tra l’amore e il dono e tra il dono e il sacrificio.

Ebbene, questo legame che ci viene trasmesso nel grembo materno tiene insieme anche Dio nel suo mistero di unità fra tre persone uguali e distinte. Quello che è lo Spirito nella Chiesa lo è la mamma in una casa. Lo Spirito Santo è la mamma della Chiesa, e la mamma è lo Spirito della casa. Lo Spirito Santo è l’esplosione di Dio Amore nella storia, è la massima proiezione nel tempo e nello spazio del Dono e del sacrificio che esso comporta. Se Dio è Amore non può che essere Dono e, quindi, lo Spirito Santo, che sembra essere la persona più impalpabile della Trinità, è in realtà la sua presenza più concreta e quotidiana. Proprio come una mamma, che di una casa è lo spirito onnipresente. Non un fantasma – spirito non vuol dire apparenza evanescente – ma una presenza incarnata, visibile, efficace, generosa, attiva. Nulla è più concreto di una mamma dentro una casa!

Lo Spirito Santo è davvero la mamma di quella grande famiglia che è la Chiesa: ne rende visibile la realtà di amore, che è una realtà fatta di rapporti donativi e di sacrifici quotidiani. Lo Spirito Santo è il rendersi presente della bellezza di Dio a contatto con la storia umana, proprio come la mamma rappresenta la bellezza della quotidianità, un’armonia che non evita la vita. Sarebbe troppo facile essere Dio, standosene solo nel cielo in un mondo dorato in cui tutto è perfetto. Sarebbe stato possibile, certo, ma non è stata questa la scelta di Dio. Egli ha deciso di essere Spirito Santo, ha deciso, cioè, di essere bello venendo a contatto con il quotidiano, ha deciso di creare un’armonia che faccia i conti, però, con il disordine della vita umana. Proprio come una mamma fa nella sua casa, per la sua famiglia. Bella e affaccendata. Maestra di pacata armonia e insieme piena di vita.

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