Di ritorno da Emmaus…

(Foto AC)

Sembra quasi che anche il Risorto abbia percorso a ritroso gli undici chilometri tra Emmaus e Gerusalemme insieme ai due discepoli. Sicuramente abitava i loro cuori ardenti.

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Impariamo dall’incredulità di Tommaso

Varenna: Villa Monastero (Foto AC)

Nel famoso dipinto del Caravaggio Tommaso infila il suo dito nella piaga aperta dal colpo di lancia sul fianco di Gesù. Si direbbe che il pittore ha ritratto il proposito ostinato di Tommaso: «Se non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

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Come la primavera per le piante!

(Foto AC)

Forse la Pasqua non genera stupore neanche tra i cristiani. Si direbbe che questa festa contiene una notizia, che non è ancora esplosa compiutamente nel cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo.

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Il vaso e l’opera bella

Narcisi (Foto AC)

Il dramma della passione di Gesù che abbiamo ascoltato comincia nel profumo, quello di puro nardo con cui una donna inonda il capo di Gesù a Betania.

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Sull’orlo di un dono

Foto AC

Mentre i giudei rifiutano Gesù, alcuni greci vogliono vederlo. E Gesù mostra loro la croce. Il verbo “vedere” non indica una vaga curiosità: dice la volontà di superare le apparenze e di andare nella profondità delle cose e delle persone.

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La creatività dell’amore

Timo serpillo in cammino sul Seceda (Foto AC)

Nicodemo era andato a trovare Gesù di notte. Era un capo dei giudei, e forse non voleva esporsi troppo, e quindi scelse le tenebre per andare a parlare con Gesù.

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I sacrifici del tempio

Sulla vetta del Piz da Lech (Foto AC)

«Ma egli parlava del tempio del suo corpo». I discepoli di Gesù lo capiranno solo dopo la risurrezione. E noi che cosa abbiamo capito oggi?

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La via della bellezza

Lech Boè (Foto AC)

«Nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche». Uno dei primi spot pubblicitari lo ha fatto Marco e riguarda le vesti di Gesù.

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I desideri del deserto

Dentro le Odle (Foto AC)

Ci è data una Quaresima, non per mortificare, ma per vitalizzare. Per produrre frutti. Il primo paradossalmente lo produce il deserto, che non è da pensare come un luogo fisico – inospitale, pieno di sabbia, e dove si patisce la sete e la fame – ma come una dimensione che deve far parte della nostra vita.

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La compassione e il contatto

Foto AC

Che brutto quando una norma umana viene messa sulla bocca di Dio, quasi per sancirne l’autorevolezza. Mosè ed Aronne stabiliscono che il lebbroso è impuro, deve dichiararlo chiaramente, e deve accettare di vivere da solo. Possono farlo perché è il Signore ad aver parlato con loro in questi termini.

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