Il seme ha dentro una forza grande

Mosaico della Basilica Eufrasiana di Parenzo (Foto AC)

Gesù parlava spesso del regno di Dio e lo faceva usando il linguaggio delle parabole, pieno non di cose o definizioni ma di storie e di immagini che potessero aiutare a comprendere che cosa intendesse Gesù con «regno di Dio».

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Nel raggio dello sguardo di Gesù

Mare di nebbia (Foto AC)

C’è una parola che manca in questo vangelo. Essa è come sottintesa ma è la più importante, perché ci aiuterebbe a superare quella incomprensione verso Gesù che hanno gli scribi, ma soprattutto i parenti, con in testa la madre.

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La festa del lampadario

Salendo verso il Resegone (Foto AC)

Vorrei partire da un’immagine. Una sontuosa sala in un palazzo principesco, luogo per grandi feste: al centro c’è un lampadario ramificato da cui pendono mille lampadine. Chissà quale luce riempie la sala non appena si pigia il pulsante che accende il lampadario!

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Il disegno della Trinità

Gruppo del Sassolungo (Foto AC)

A volte mi capita di dovermi confrontare con persone che, pur in buona fede, considerano il dogma trinitario una speculazione filosofica fatta a tavolino, e non hanno timore di ritenerlo una complicazione sulla via di comprendere Dio.

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«In alto» cioè «dentro»

Fermeda e Lech Sant (Foto AC)

Quando arriva la festa dello Spirito Santo, i cristiani fanno fatica ad inquadrarlo dentro uno schema mentale: di lui ci restano tante belle immagini, ma la sua identità sembra sfuggirci, è evanescente e il confine tra spirito e fantasma rischia d’essere molto tenue.

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Non è una festa d’addio

(Foto AC)

Non c’è avvenimento nella vita di Gesù che rischia di essere travisato nella nostra comprensione più dell’Ascensione al cielo. Lo so, è difficile descrivere ciò che riguarda Uno che è andato oltre la morte, che è il Vivente, anzi è la Vita stessa.

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Dentro l’avventura dell’amore

(Foto AC)

Gesù sta ancora parlando della vite e dei tralci che devono rimanere uniti alla vite per portare frutto. Ma è come se volesse passare decisamente dall’immagine alla realtà. E questo passaggio è operato introducendo nel discorso la parola «amore».

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La vite, i tralci e… le forbici

(Foto AC)

Se l’immagine del pastore e delle pecore descrive bene la relazione che abbiamo con Gesù, quella della vite e dei tralci ne svela la struttura per così dire intima e profonda. Le pecore appartengono al pastore ed egli è disposto a dare la vita per loro, ma esse rimangono distinte dal pastore.

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Salvezza, frutto dell’appartenenza

Passo San Lucio (Foto AC)

Ci sono tre personaggi nella storia che abbiamo ascoltato: il pastore, il mercenario, il lupo. A cui si aggiunge una sorta di personaggio collettivo: il gregge delle pecore.

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Di ritorno da Emmaus…

(Foto AC)

Sembra quasi che anche il Risorto abbia percorso a ritroso gli undici chilometri tra Emmaus e Gerusalemme insieme ai due discepoli. Sicuramente abitava i loro cuori ardenti.

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