Vedi il video con la meditazione di don Agostino cliccando qui.

Ricordo la discussione innescata da due genitori che ha reso un po’ più interessante la classica (noiosa) riunione dei genitori in prossimità della Messa di Prima Comunione. La critica che mi veniva mossa riguardava un gesto che avveniva in sagrestia al termine della Messa festiva. Una piccola pattuglia di bambini e bambine 7/10 anni si metteva in fila con la mano aperta. Il piccolo rito prevedeva una mia domanda: «Che cosa volete?». Risposta corale: «Il pane di Gesù».
Erano le particole che il sagrestano teneva nell’armadietto in alto a destra, nella busta delle particole da consacrare. Quelle consacrate stavano nel tabernacolo. I bambini conoscevano bene la «geografia del pane di Gesù». Torniamo alla riunione. I due genitori sostenevano che questa prassi creava confusione nei bambini. «Quale?», domandai. «Lei dice ai bambini che la particola della sagrestia ha la stessa forma, lo stesso peso, lo stesso sapore di quella con cui faranno la comunione». A parte che la mamma diceva che ha un sapore diverso, e nessuno ha compreso quale fosse, tentai una breve catechesi sull’Eucaristia, insistendo molto sul «fare la comunione», che è un’azione che si fa in chiesa ma soprattutto fuori dalla chiesa: è lì che la vita può avere quel sapore diverso – di cui parlava la mamma nella riunione – e donare una consapevolezza di formare un solo pane. Lì sta la differenza profonda tra il pane di Gesù mangiato in sagrestia e la comunione che Gesù crea nel mondo grazie a quelli che fanno la comunione e diventano un solo corpo, che esce dalla chiesa.
Se tutto restasse come prima, avremmo in circolazione tanti tabernacoli con dentro ciascuno il suo Gesù, persone che non hanno nessuna intenzione di fare la comunione tra di loro, così da trasformare il mondo. «Ricevete ciò che siete, diventate ciò che ricevete», diceva sant’Agostino ai neofiti battezzati nella Veglia pasquale, e aggiungeva «Corpo di Cristo».
Appunto «Corpus Domini». Questa parola dice i due versanti dell’Eucaristia che viene prima celebrata perché sia poi vissuta. C’è un bellissimo canto che dice: «Verbum caro factum est, Verbum panis factum est».
“fare la comunione” è un’azione che si fa soprattutto fuori dalla chiesa secondo Don Agostino. Ma perche’ è sempre più difficile? tino.
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