Dov’è il foglio dei buoni e dei cattivi?

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(Foto AC) Doronico dei macereti e il lago del Corno Gries.

Non vi sembra che questa storia assomigli alla nostra vita? La parabola del seminatore poteva lasciare spazio ad una retorica del terreno buono. Ma tutto si svolgeva alla luce del sole.

In questa parabola Gesù introduce un nuovo personaggio. Compare la notte, entra in scena il nemico. Così la vicenda assomiglia di più alla realtà. C’è il terreno buono, concimato e dissodato. C’è il gesto deciso e generoso del seminatore. Ma c’è anche altro, un altro, uno che rema contro. Bisogna prendere atto che nel terreno buono attecchisce anche il cattivo seme e ci si accorge solo quando è cresciuto il grano.

Questa notazione di Gesù è formidabile: la mala pianta della zizzania spunta davanti ai nostri occhi quando ormai il grano ha le spighe piene. Si direbbe che il male ha bisogno del bene, che sfrutta il nutrimento del medesimo terreno, che diventa visibile sullo sfondo di spighe cariche di frutti. È proprio così: il terreno della vita è buono non solo per il grano ma anche per la zizzania.

E qui, a questo punto, nella parabola che racconteremmo oggi, entrerebbero in gioco numerosi personaggi che accomuniamo sotto il nome di «esperti». C’è il signor «ve-lo-avevo-detto»; il signor «bisogna-agire-subito»; il signor «si-può-ancora-fare-qualcosa», il signor «il-raccolto-ormai-è-perduto» e altre decine di «esperti del giorno dopo». Dov’erano quando il nemico ha seminato la zizzania? Dormivano. Ora che tutti la vedono, si propongono di purificare il campo e di estirpare la zizzania. Quante volte lungo la storia abbiamo pensato di combattere per il bene dell’umanità, prendendo un foglio, tracciando una riga verticale nel mezzo per dividere i buoni dai cattivi?

«No», la risposta del Signore è netta. E vi sono come due motivi per questo «no». Il primo è dato dalle radici: quelle del grano e della zizzania sono mischiate nel terreno, e tu, strappando gli steli della zizzania rischi di sradicare anche il grano. Il secondo motivo è che bisogna lasciare che il grano e la zizzania crescano insieme. È il mistero dell’umanità e della Chiesa. Sant’Agostino parlava di un corpus permixtum, ovvero di un organismo confuso, in cui il bene e il male sono mischiati dentro il flusso della vita. C’è chi vorrebbe tutto ordinato e ben distinto, tutto chiaro e definito. Ebbene, il regno dei cieli non è così, ma è piuttosto simile a questo campo in cui il bene e il male crescono insieme.

2 thoughts on “Dov’è il foglio dei buoni e dei cattivi?

  1. Scrive don Agostino: “Sant’Agostino parlava di un corpus permixtum, ovvero di un organismo confuso, in cui il bene e il male sono mischiati dentro il flusso della vita.” Non è possibile che il male prevalga; verrebbe forse a mancare il flusso della vita?

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    • Il flusso della vita quaggiù è la storia che costruiamo noi. Dentro questo flusso ci sono il bene e il male mischiati. Talvolta il male prevale quaggiù nel corpus permixtum. Ma nel granaio non c’è più la confusione!

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