La fede di Maria di Magdala

DOMENICA DI PASQUA

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«Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?». L’antico testo della Sequenza di Pasqua ci ha fatto dire così. La Maria a cui domandiamo di raccontarci che cosa ha visto è Maria di Magdala. Non lo domandiamo né a Pietro né a Giovanni, i due apostoli che corrono al sepolcro proprio perché Maria di Magdala, andata di buon mattino al sepolcro, trova la pietra ribaltata e va ad avvisare gli apostoli che «hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». La nostra domanda non è rivolta a Pietro, il quale verifica accuratamente come stanno le cose dentro il sepolcro. E nemmeno lo domandiamo a Giovanni, il quale, spinto dall’amore, giunse per primo al sepolcro «e vide e credette». Vide che qualcosa di molto strano era accaduto e credette che il Signore non era stato portato via, ma né Pietro né Giovanni «avevano ancora compreso che egli doveva risorgere dai morti». La nostra domanda non è rivolta a loro, per un semplice ma valido motivo che si trova spiegato proprio nel versetto successivo al brano evangelico ascoltato: «I discepoli perciò se ne tornarono di nuovo a casa». Maria di Magdala, invece «stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva». Secondo il racconto dell’evangelista Giovanni, sarà proprio lei la prima a cui è dato di incontrare Gesù Risorto. A lei dunque domandiamo di raccontarci che cosa ha visto sulla via.

Mentre i due discepoli se ne tornarono a casa, Maria resta vicino al sepolcro e piange. Il suo restare e il suo piangere sono l’occasione perché di lì a poco possa incontrare l’uomo che scambia per il custode del giardino e che invece, chiamandola per nome, ella riconoscerà come il Signore, non portato via ma risorto. Che cosa significa questo particolare per la nostra fede pasquale, che, nonostante tutto quello che poi accadrà, non è innanzitutto la fede di Pietro o di Giovanni, ma è la fede di Maria di Magdala? Significa che l’incontro con il Risorto è reso possibile da due movimenti essenziali che la discepola Maria sa compiere e a cui, invece, i due apostoli rinunciano.

  • Maria sta presso il sepolcro. Ella non sa staccarsi da quel luogo che rappresenta ancora la morte del suo Signore, anche se, inspiegabilmente vuoto, aggiunge anche l’angoscia del trafugamento del suo corpo. Che cosa resta a Maria di Gesù, se non ha nemmeno il suo corpo che possa permetterle di onorarne il ricordo? Quanto è grande l’amore di Maria per Gesù, più grande di quello di Pietro e di Giovanni che, pur consapevoli che è avvenuto un fatto straordinario, riescono addirittura a tornarsene a casa!
  • Ecco perché Maria piange. Non se ne vergogna, non trattiene il suo dolore. Lo esprime piangendo in una sofferenza che sembra quasi disperata, che non sa darsi pace. Un atteggiamento emotivo? Un amore esagerato? Se contrapposto al «vide e credette» di Giovanni, sembra proprio di sì. Eppure Gesù si farà vedere per primo proprio a questa Maria disperata e piangente vicino al sepolcro, e sarà lei ad annunciare ai discepoli ciò che i discepoli dovranno aspettare sino a sera per sperimentare in prima persona.

Dunque: «Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?». Ella sola può rispondere, già la mattina di Pasqua: «Ho visto il Signore». Ella sola può dirci di aver visto «la tomba del Cristo vivente». Ella sola, rimasta presso la tomba, ha visto il Vivente.

Eppure lo sguardo di Maria di Magdala è fino all’ultimo, fino al momento in cui sentirà la voce del suo Signore chiamarla per nome, uno sguardo segnato dal dubbio e rigato dalle lacrime e le sue parole sono tutto tranne che impregnate della fede nella risurrezione. Così facendo, paradossalmente, pone le condizioni perché il Risorto le appaia e la renda testimone.

Non ci resta che raccogliere questo insegnamento, oggi, giorno di Pasqua. Se vogliamo vedere il Signore, stiamo vicini con la nostra commozione ed il nostro pianto ad ogni solitudine e sofferenza umana. Non vergogniamoci della nostra sofferenza e del nostro pianto. Il Risorto, che Maria di Magdala ha visto sulla via, è già sulla nostra via, se anche il nostro amore per Lui e per i fratelli è fragile e insieme grande quanto quello di Maria.

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