Imbalsamare il Risorto?

La Settimana Santa si apre a Betania con il gesto stupendo di Maria, ma non meno santa è la settimana che segue, questa, dei giorni fra l’Ottava di Pasqua. Il primo di essi, oggi, è considerato quasi festivo da alcuni fedeli che partecipano alla Messa di Pasquetta. Se l’olio di nardo con cui Maria a Betania aveva inondato Gesù prima della sua passione aveva caratterizzato il lunedì della Settimana Santa, il lunedì fra l’Ottava di Pasqua – conosciuto come Lunedì dell’Angelo – è segnato da un olio che non serve più ad imbalsamare il cadavere di Gesù.Il sepolcro è vuoto. Le donne corrono via, più spaventate che gioiose. Le stesse guardie che erano state poste a custodia della tomba corrono via, preoccupate delle conseguenze del loro dormire. L’evangelista Matteo ci racconta della diceria, diffusa ad arte tra i Giudei, circa il trafugamento del corpo di Gesù attuato dai suoi discepoli, mentre le guardie dormivano. Come si faccia a vedere chi siano state le persone che hanno rubato il cadavere, mentre si dorme, è difficile da capire… Ma le calunnie hanno sempre un aspetto ridicolo e inspiegabile.

Ecco, le donne, correndo via dal sepolcro, non si imbattono in alcuna diceria – come le guardie, che pure percorrono lo stesso tragitto verso la città – ma incontrano Gesù. Il vuoto del sepolcro si completa nella pienezza dell’incontro con il Risorto, ed è questa l’unica spiegazione attendibile della tomba vuota. Ma serve la fede per darla: la risurrezione di Cristo è un evento che può far parte della storia solo di chi la vive, come del resto tutti gli eventi storici veramente importanti della nostra vita, che sono conosciuti solo attraverso la fede e l’amore.

Ed ecco perché l’ingegno della Chiesa ha pensato ad una Ottava di Pasqua: una intera settimana per vivere lo stesso avvenimento, disciolto nella ferialità dei giorni. Se la Pasqua fosse solo la festa di un giorno, rischierebbe di essere… sepolta, come relegata dentro i confini di una ricorrenza. Invece, la sua vera essenza è quella di essere la linfa della vita che scorre in tutti i giorni della settimana. L’errore più grosso che i cristiani potrebbero commettere, dopo essere stati raggiunti dal Cristo risorto, è di prodigarsi ad imbalsamarlo! Non riuscendo ad imbalsamare il Crocifisso morto, cercano di imbalsamare il Crocifisso risorto. No, non rendiamolo immune dal contatto che Egli vuole avere con la nostra vita quotidiana. Seminiamolo dentro di noi, perché possa dare frutto, oggi, in questa Pasqua che continua…

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