Corsivo. Pedofilia in Olanda: se non sono preti, è permessa…

La sentenza della Corte d’appello di Leeuwarden, in Olanda, è una vera vergogna. Il silenzio con cui il mondo politico e culturale (con qualche eccezione tra i quotidiani) l’ha accolta fa più rumore di una condanna e dice l’ipocrisia di una società che s’accanisce (giustamente) quando un prete è accusato di abusi su minori e magari il suo vescovo lo difende, ma poi rimane (inspiegabilmente) in assordante silenzio quando una sentenza della giustizia civile di una nazione democratica – è accaduto il 2 aprile scorso – decide che non deve essere vietata l’attività di un’associazione che promuove la pedofilia. Nel giugno 2012, il tribunale civile di Assen aveva ingiunto lo scioglimento dell’associazione “Stitching Martijn” indicando che le sue proposte sui contatti sessuali tra adulti e bambini erano contrarie alle norme e ai valori della società olandese. Ora, in secondo grado, la Corte di Leeuwarden ha affermato che i testi e le foto presenti sul sito web della fondazione non contravvengono la legge, aggiungendo che il fatto stesso che alcuni dei suoi membri siano stati condannati per reati sessuali non va connesso al lavoro dell’associazione. E’ vero: l’associazione si batte per la liberalizzazione della pedofilia e in questo rappresenta «una seria contravvenzione di alcuni principi del sistema penale olandese», ma i giudici hanno sentenziato che la società olandese è abbastanza «resistente» per affrontare «le dichiarazioni indesiderabili e il comportamento aberrante» promosso dal gruppo.

Traduciamo per chi non avesse capito: la pedofilia è aberrante, ma non si può negare il diritto di promuoverla! Vediamo un po’ quali sono le campagne “umanitarie” promosse dall’associazione “Stitching Martijn” unitamente al Partito dell’amore fraterno, della libertà, della diversità (Pnvd) fondato nel 2006 dal suo presidente Marthijn Uittenbogaard, e che la Corte olandese intende difendere: abbassamento del consenso legale agli atti sessuali dai 16 ai 12 anni, e stessa età anche per il voto, il gioco d’azzardo e le droghe leggere. C’è da rabbrividire…

Don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione Meter, impegnata da anni nella lotta alla pedofilia, ha definito quella olandese «una sentenza ridicola sulla pelle dei piccoli e i deboli». «Non so se ridere o disperarmi. Davvero, tutto mi sarei aspettato di sentire nella mia vita meno che questo». «L’Europa non ha niente da dire, o è solo attenta ai soldi?», ha chiesto. Che cosa vuol dire poi che, secondo la sentenza, la società olandese sarebbe in grado di affrontare dichiarazioni indesiderabili e comportamento aberrante? «Allora i giudici e le leggi non servono più, basta autolimitarsi?».

Don Di Noto ha ragione. Siamo di fronte allo consueta schizofrenia in cui la nostra cultura relativista è purtroppo maestra: prima di tutto viene l’autodeterminazione dell’individuo, che deve essere salvaguardata, anche se aberrante. Sta semmai all’autodeterminazione dell’individuo B difendersi dall’aberrazione della libertà dell’individuo A. La società ridotta a guerra tra individui: homo homini lupus. Una teoria veramente sconcertante, per cui, se l’individuo che dovrebbe difendersi autodeterminandosi è, ad esempio, un feto o un malato terminale, allora finisce con l’autodeterminarsi solo l’individuo più forte che ha buon gioco ad eliminarlo. E se il pedofilo, nel suo aberrante diritto di compiere violenza sessuale su un bambino, incontra una resistenza fragile o quasi nulla, può ora addirittura rivolgersi alla  Corte d’appello di Leeuwarden, in Olanda, e troverà una grande comprensione.

E lo chiamano diritto. E la chiamano Europa.

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One thought on “Corsivo. Pedofilia in Olanda: se non sono preti, è permessa…

  1. Sarà anche ‘…(la) consueta schizofrenia in cui la nostra cultura relativista, è purtroppo maestra…’, ma il semplice quesito che porrei, principalmente ai cittadini olandesi, è se ritengono che la pedofilia sia (legalmente, ma anche se non soprattutto, moralmente) un reato o meno.
    Qualora per tale non lo considerassero, avremmo stabilito che fra noi e loro esistono riferimenti culturali/educativi opposti e, per tornare in politica, avrebbe senso, per noi, ‘restare’ in questa Comunità europea ? Avrebbe senso, per noi, definirci europei tanto quanto gli olandesi ? Va bene essere tolleranti, va bene il dialogo, ma da alcuni pochi ed essenziali principi NON si dovrebbe, per me, mai derogare!!

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