Venerdì Santo. L’amore è lasciarsi inchiodare…

Anche stasera nessuno potrebbe meravigliarsi se dopo questa lunga lettura dovessimo stare in silenzio. Ma quel Gesù posto nel sepolcro è solo apparentemente muto. Sulla Croce si è manifestata pienamente la Parola. Una parola data e mantenuta, in un modo che lascia stupiti come già era avvenuto nel Cenacolo: il Gesù della lavanda dei piedi e il Gesù della Croce sono la stessa persona, quel gesto compiuto nel catino trova conferma piena nel corpo e nel sangue sparso sul legno. E allora la storia dell’amore continua. La passione di Gesù è una storia d’amore, in cui emerge chiaramente la docilità del Signore nei confronti di quanto doveva accadergli, di quello strano piano per la salvezza dell’umanità che necessariamente passava dalla croce. Se c’era un potente, un onnipotente, che avrebbe potuto fermare questa storia, quello era proprio Gesù, il Figlio di Dio. Non lo fece. Non volle farlo. Ecco, il nostro silenzio questa sera potrebbe nutrirsi proprio di questa incredibile docilità che connota l’amore di Gesù. L’amore non è fuggire, ma restare, quando il traditore arriva con un gruppo di soldati. L’amore è accettare di passare di mano in mano, mantenendo intatta la propria dignità. L’amore è non odiare la folla che urla: «Crocifiggilo!». L’amore è lasciarsi inchiodare ad una croce, trovando la forza di pensare agli altri, di accasare la madre nella dimora del discepolo e di affidare il discepolo alla custodia della madre. L’amore è bere l’aceto, un aceto che su questa terra abbonda e spesso si trova anche nel bicchiere che ci sembrava familiare. Bere l’aceto e, in cambio, donare lo Spirito. Se questo è lo spettacolo dell’amore di Gesù, dal nostro silenzio di stasera dovrebbe scaturire la ferma volontà di imitarlo. Tutte le volte che affermiamo un amore come volontà di potenza, come soddisfacimento di un bisogno, come difesa di una propria pretesa o di un preteso diritto, ecco, siamone certi, andiamo nella direzione opposta rispetto a Gesù. Lui, per amore, si è lasciato inchiodare alla croce. E la Croce non è un incidente di percorso, se il percorso è quello dell’amore.

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