Giovedì Santo. L’amore è lasciarsi amare…

Questa sera, verrebbe da stare in silenzio, ammutoliti davanti al gesto di Gesù. Simon Pietro ci ruba le parole: «Signore, tu lavi i piedi a me?». La risposta di Gesù è molto più profonda di quanto crediamo: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Lasciatemelo dire con parole ancora più immediate: «Se non ti lasci amare e servire da me, non puoi condividere la mia vita». L’amore di Gesù, prima ancora che come esempio da imitare, è un gesto da ricevere, da accogliere. Il segreto di questa sera non è tanto la capacità di amare, ma la disponibilità a lasciarsi amare. Com’è difficile per il nostro orgoglio accettare di essere un bicchiere che riceve la sovrabbondanza dell’amore altrui! Com’è essenziale, invece, questa arrendevolezza a ricevere l’amore per imparare ad amare! Questo vale per il nostro rapporto con Dio, per la nostra fede – non per nulla stasera la lavanda dei piedi prende il posto della professione di fede – che fa così fatica ad arrendersi al Signore. Ma vale anche e soprattutto per i nostri amori umani, che assomigliano ad un incrocio egoistico tra i bisogni e le pretese: «Ho bisogno di te, che tu mi faccia stare bene», continuiamo a ripetere. No. Comincia con il lasciarti amare dall’altro, e vedrai che tutto diventa più facile. Lascia scoperti i tuoi piedi e lascia che finiscano nel catino dell’altro, come un bambino che cerca le mani amorevoli della mamma che gli fa il bagnetto. L’Eucaristia, il grande sacramento dell’amore, comincia con il lasciarsi amare, con la tenerezza inaspettatamente ricevuta. Oh se fosse così nelle nostre famiglie tra marito e moglie. Se fosse così nella nostra comunità, in una gara di sublime arrendevolezza. Invece, testardamente come Simon Pietro tante volte siamo preoccupati di capire tutto e subito, e così non ci fidiamo, non ci affidiamo, non lasciamo andare le redini del nostro orgoglio. Stasera davvero non c’è null’altro da aggiungere a questa lezione del Signore Gesù. Anche Simon Pietro, che pure non aveva capito, disse: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Sì, è così: l’amore è lasciarsi amare.

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