Immacolata Concezione. Maria, porta della nostra fede…

Quest’anno il nostro Avvento è segnato da una porta, la porta della fede, che ci appare ogni domenica sotto un nome diverso. Oggi facciamo una tappa supplementare ed il nome della nostra porta è Maria. Ella ha fatto compiere all’umanità il passaggio decisivo, quello che ha segnato la storia per sempre. Dio ha voluto passare attraverso di lei per rendersi visibile in una carne umana. Da questo punto di vista possiamo dire che Maria è stata la porta di Dio. Una porta aperta, che ha fatto entrare il Creatore in una sua creatura. Giustamente, quindi, il nostro sguardo va oggi a Maria, il capolavoro della creazione preparato da Dio per l’accoglienza del suo Figlio. Maria è stata la via scelta da Dio per incarnare Gesù, ma questo non è avvenuto senza che Maria abbia liberamente offerto la sua vita al servizio del progetto di Dio di venire incontro all’uomo.

In questa solennità dell’Immacolata Concezione noi celebriamo l’incrociarsi della grazia con la libertà. Affermare che Maria è stata concepita dai suoi genitori senza peccato originale non significa affatto farne un angelo disincarnato o una divinità femminile. Maria è creatura, e come a creatura si rivolge Dio a questa fanciulla attraverso la mediazione dell’angelo Gabriele. La riconosce «piena di grazia», ma non le toglie la libertà di aderire ad un progetto sovrumano che deve però essere realizzato grazie ad una disponibilità che è pienamente umana. Celebrando oggi il privilegio concesso a Maria, non dobbiamo dimenticare la fatica del suo sì, che ha dovuto superare un turbamento comprensibilmente grande. Il progetto che l’angelo presenta a Maria è inaspettato, fuori da ogni umana previsione. Il popolo a cui Maria apparteneva aspettava un intervento di Dio, attendeva un Messia, ma da qui a ricevere l’annuncio che quel Messia è Dio stesso e che decide di venire, prendendo carne nel grembo di una vergine, il passo è enorme. Sarà altrettanto enorme il passo successivo, ovvero che questo Dio fatto uomo sarà salvatore attraverso la condivisione della morte e della morte di croce: un altro spettacolo che non faceva parte dell’attesa. Maria è turbata proprio perché il progetto di Dio deve passare attraverso di lei, come donna, sposa e madre. È turbata perché capisce che da lei soltanto dipende umanamente la realizzazione di quel progetto divino. Dipende da lei, anche se l’angelo le dice che «nulla è impossibile a Dio». L’Annunciazione è una scena che rompe gli schemi della nostra idea di onnipotenza divina, perché ci mostra un Dio che manda un angelo per chiedere il permesso. Attende una risposta, e si fida che quella risposta sia positiva e che il grande progetto dell’incarnazione e della redenzione possa prendere il via. Dio si fida di Maria, per questo affida quella immensità di grazia che le ha donato ad un assenso umano. Si direbbe che ancor prima che Maria abbia fede in Dio, è Dio che ha avuto fede in Maria. Ed ha sostato davanti alla sua libertà in attesa di quel fiat – «avvenga per me secondo la tua parola» – che mette in movimento la salvezza. «Nulla è impossibile a Dio», eppure Dio affida la possibilità della salvezza all’accoglienza di Maria. Quando vuole redimere la creazione, non parte dal nulla, ma prepara da lontano una creatura stupenda, immune da ogni macchia di peccato, e si affida alla sua libertà, mettendo in campo ancora una volta l’unica onnipotenza di cui è capace, quella dell’amore. Come ha detto sant’Anselmo di Aosta: «Mentre Dio aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria». L’Annunciazione è la scena che dovremmo sempre tenere davanti agli occhi per non correre il rischio di pensare il nostro Dio come un capriccioso onnipotente che governa il mondo dall’alto, circondato di stelle e armato di tridente. Maria, con la disarmante semplicità della sua donazione al progetto di Dio modifica in un sol colpo l’immagine di Dio che l’uomo può essersi fatta e ci spalanca, però, anche l’immagine che Dio ha dell’uomo. Ci dice Maria chi è Dio e chi è l’uomo: Dio è l’onnipotente che si consegna con la sua grazia fin dentro il mistero della libertà umana e l’uomo è la creatura di cui Dio si fida. Forse questa duplice rivelazione che ci giunge dalla scena dell’Annunciazione è il contributo più grande che viene fatto alla nostra fede.

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One thought on “Immacolata Concezione. Maria, porta della nostra fede…

  1. Maria è una presenza amica nella mia vita, come l’angelo custode. E’ una grazia saper custodire anche dopo l’infanzia, queste due figure. Maria visita la nostra casa nella necessità, la mia casa oppure quella degli altri, magari dove c’è una difficoltà. Posso chiedere a Maria di visitare quella situazione e, allo stesso modo posso mandare avanti il mio angelo custode per aprirmi un percorso. Posso ringraziare Maria per avermi dato Gesù, l’unico mio Bene.

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