Santuario di Maccio: ancora sensazionalismo!

Non c’è il due senza il tre. La vicenda del santuario di Maccio sembra avere bisogno di ondate cicliche di pubblicità mediatica. Dopo l’annuncio della creazione del santuario legato ai fenomeni mistici di Gioacchino Genovese, dopo l’annuncio dell’acqua sgorgata dall’altare, ecco l’annuncio dell’apparizione mariana. Se per l’acqua si era scelta l’anno scorso la Domenica della Samaritana, per la Vergine Maria si è optato ieri per la festa dell’Annunciazione del Signore. In qualità di direttore del settimanale diocesano, ebbi a rispondere nel giugno scorso ad una lettera del rettore del santuario, don Luigi Savoldelli. Quanto scrissi allora è per me tuttora valido, ma vale la pena di riconfermare la mia posizione, che credo sia condivisa da tanti fedeli laici e da tanti preti della diocesi.

Innanzitutto, si è ripetuta in fotocopia la scarsa sensibilità comunicativa per un evento che invece è mediaticamente sensibile e pastoralmente delicato. Dare annunci così, dal pulpito, significa muovere il mondo dell’informazione in modo sensazionalistico, ma soprattutto agitare tante persone semplici che si metteranno in viaggio verso Maccio, non per fede ma per curiosità. So – per averlo provato – quanto sia difficile riannodare i fili di una comunicazione corretta dopo certe scivolate, e in quanta difficoltà si metta la macchina comunicativa di una Chiesa locale, che già fatica per conto suo, in forza di una atrofia cronica nel decidere di dare le notizie. Non è un dato di poco conto in un mondo che invece soffre di ipertrofia comunicativa e in cui, quindi, occorre maneggiare con cura le notizie, soprattutto quelle relative a fatti particolarmente sensibili.

Poi, ben più importante di questo aspetto formale, c’è la questione della prudenza (da sempre suggerita dal Vescovo Coletti anche nell’ultimo comunicato). La Chiesa, in merito a visioni apparizioni e fenomeni miracolosi, ci ha abituati a pronunciamenti ponderati, dopo attente analisi teologiche, ma anche scientifiche (la geologia per l’acqua, ad esempio, e la psichiatria per i fenomeni mistici). Mi meraviglia, pertanto, la leggerezza con cui, da parte di alcuni, viene gestita la vicenda del santuario di Maccio. Tempi brevi, tappe bruciate, annunci maldestri. Si attende un responso dalla «competente autorità ecclesiastica presso la Santa Sede»? Allora perché si continua a provocare la fuoriuscita di annunci sensazionali, che fanno più male che bene alla stessa credibilità dei fenomeni mistici che si vorrebbero autenticare? Sono domande che i cristiani normali, non esagitati in fughe nel soprannaturale, giustamente si fanno.

Qualcuno deve trovare il coraggio di mettere per iscritto queste domande. Per dare anche una protezione ai semplici. I dotti e gli acculturati, i teologi e i professori di questa o quella disciplina hanno sempre una strada per difendersi da ogni notizia. I semplici devono essere protetti dagli eccessi. Oggi si passa da un estremo all’altro. Da una parte la Chiesa rischia di essere avvertita da molti come una somma di norme giuridiche, di burocrazia, di documenti, una sorta di super-ufficio; dall’altra, quasi a voler riconquistare una vicinanza con il popolo, ci si mette a inseguire con enfasi i fenomeni straordinari e le rivelazioni private. L’equilibrio è molto delicato.

È ovvio che Dio può rivelarsi in modi che superano la nostra ragione e può servirsi di fenomeni non spiegabili scientificamente. Ma sicuramente Egli si è incarnato nella sua Parola, è presente nell’Eucaristia, si nasconde in ogni uomo: sono tre direzioni certe, a fronte di una incerta. Come cristiani, siamo richiamati in modo stringente e autorevole a queste tre vie ordinarie e non ci si può dire cristiani senza aderire ad esse. Il terreno delle apparizioni e delle rivelazioni private, invece, lascia ad ogni credente la possibilità di essere “freddo” o “entusiasta”, senza esagerare né da una parte né dall’altra. Per dirla in breve: se non credo all’Incarnazione di Dio non posso dirmi cristiano, mentre posso esserlo senza per forza dover credere alle apparizioni della Madonna.

Una terza riflessione riguarda non più l’aspetto sostanziale o quello formale della vicenda, ma questioni che chiamerei di “politica ecclesiastica”. In queste ore sono raggiunto da alcune domande da parte della gente comune, domande a cui non so rispondere. Ma non è che questa nuova rivelazione serve solo a riportare numerosi i pellegrini in santuario? Non è che tutto sta in piedi solo in forza di qualche botto sensazionalistico? O ancora: questo annuncio serve a distogliere l’attenzione mediatica da ben altre vicende che forse imbarazzano la Chiesa locale? A me basta solo sapere che «il Vescovo Diego raccomanda a tutti di accostarsi alla vita del santuario senza improprie curiosità o ricerca di sensazionalismi». Lo raccomanda a tutti. Perché, dunque, il rettore del santuario ha dato quell’annuncio, che non mi pare proprio rilevante per uno «spirito di sincera fede»?

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24 thoughts on “Santuario di Maccio: ancora sensazionalismo!

  1. Finalmente mi imbatto in una persona sensata. Condivido quanto da Lei scritto. Scusi ora il mio sfogo: Sono stato battezzato, comunicato e cresimato nella chiesa di Maccio e sinceramente mi offendono i modi da circo che la rendono protagonista in questi ultimi anni. La mia fede la sento forte e non ha bisogno alcuno di questi presunti eventi, nemmeno di suoni new age quando ci si inginocchia durante la consacrazione Eucaristica. Il sensazionalismo e l’accumulo confuso, sussurrato e poi declamato, mai ufficializzato (ancora) dalla Chiesa, mi avviliscono. Mani bendate che evocano stigmate, poi una statua di Gesù spostata dalla posizione di sempre perché “si dice” che si muova agli occhi di un fedele “particolare”, si dice ma non si dice ma non si sa ma boh, poi si passa a preghiere particolarmente intense che producono scritti misteriosi e fenomeni mai ben chiariti, ma si annuncia. Poi ancora, acqua dall’altare: “è acqua sul marmo lo dicono i Ris” (cosa doveva essere, birra?! Cosa conferma il fatto che sia acqua? cosa dimostra? Perché si bacia l’altare a turno idolatrando acqua sul marmo? Cosa aggiunge alla preghiera?) Poi, ancora un anno passa e lunedì sera in una chiesa gremitissima, zeppa come accade comunemente di lunedì sera in tutte le parrocchie e i santuari, si annuncia a gran voce che è apparsa la Madonna, lì dove già ho messo una statua della Vergine, chi è stato guarito lo dice, lo scriva, c’è anche un fiore bagnato con l’acqua dell’altare, che facciamo, preghiamo anche il fiore?! Il Messaggero tace e chiede riservatezza, riservatezza?? Dopo annunci di questo tenore? I fedeli accorrono, i giornali titolano e io sinceramente sento che per molti la fede in tutto questo circo diviene involontariamente e incontrollabilmente bisogno di magia e protagonismo, da alimentare e alimentare ancora. Mi spaventa pensare quali prossime puntate questa telenovela ci potrebbe riservare. Prego a casa, a Natale per la prima volta non sono andato alla messa di mezzanotte, la mia chiesa per me è chiusa per ferie.

  2. “C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare”… Dopo 10 anni e accurati studi é giusto che il tempo per parlare sia arrivato!!!

  3. Giusto e sacrosanto ma scrivetelo più forte, dove tutti lo possano leggere. Abito a Maccio, sono atea dopo lungo, faticoso e tuttora incompiuto cammino. Faccio del mio meglio per tenere uno spiraglio aperto ma questo comportamento invita a girare le spalle e chiudere la porta. Dove sono la sobrietà, la prudenza, l’umiltà? Cosa sono questi atteggiamenti che da vicino ricordano l’idolatria e la superstizione? Perché sono consentiti? Il sensazionalismo non giova alla vera fede. La vera fede, per chi ce l’ha, è nel quotidiano e nell’ordinario.

  4. Il suo pensiero e le sue parole saranno anche vere, ma, a mio avviso, vengono dal pulpito dell’ipocrisia di chi si sente nel giusto mettere in cattiva luce i propri confratelli (vedi attacchi a don Giusto, i ripetuti batti e ribatti sulla questione in oggetto resi pubblici dai media – e mi fermo qui – ): se don Luigi sbaglia a rendere noto certi fatti senza prima avere la certezza da parte delle autorità competenti lei sbaglia ad attaccarlo pubblicamente: certe cose dovreste chiarirle a tu per tu, magari discutendone prima con il vescovo.
    L’impressione che date è quella dei bambini che litigano per la caramella sperando di impossessarsene solo perchè uno grida più dell’altro… perdete credibilità.
    E in un momento come questo, in cui tutte le attenzioni sono rivolte in senso negativo alla Chiesa, non è proprio bello quello che fate.
    Capisco e condivido la fatica di chi si avvicina titubante alla fede o di chi è traballante: non è facile “giustificare” tali comportamenti deplorevoli da chi dal pulpito predica pace, amore, tolleranza, …
    In dialetto si dice “fa co che l’è ùra” (letteralmente “fa’ testa che è ora” cioè MATURA) … non è litigando che si convertono e salvano le anime.

    • Mi pare che di tutto posso essere accusato tranne che di ipocrisia. Anzi, neI mio articolo – non è una predica né un attacco personale – ho fatto in modo che tutti capissero esattamente il mio pensiero, con chiarezza e non poco coraggio. Del resto, l’essenziale è visibile, e non serve nasconderlo!

    • Caro Giuseppe, premesso che il mio parere non vale certo più del Suo
      … io penso che il dibattito non sia mai un male… preferisco che all’interno della Chiesa (su questioni, diciamoci la verità, non proprio fondanti) ci sia un confronto piuttosto che il pensiero unico.
      Ma in quale realtà composta da tante persone è priva di dissensi e opinioni diverse?
      A me sembra che i detrattori della Chiesa di solito critichino il dogmatismo e il corporativismo … non il dibattito interno.
      Queste pagine sono testimoniano che persone, tutte credenti e tutte appartenenti alla Chiesa, possano pensarla in modo differente.
      Se il tête-à-tête che Lei auspica avesse avuto luogo e fosse seguita l’emissione di una sola “verità”, credo che le persone che avessero condiviso la posizione perdente, ignorando il dibattito, non avrebbero potuto che sentirsi emarginate, diverse e sole… guardi, ad esempio, cosa scrive sotto G: “Mi fa sentire meno sola sapere che c’è altra gente che la pensa come me”.

  5. Mi fa sentire meno sola sapere che c’è altra gente che la pensa come me.Sono cresciuta nella Chiesa di Maccio,ma da un po’ di tempo a questa parte non la riconosco più.Non sento più il piacere di andare alle funzioni,c’è troppo esibizionismo,tutto troppo impostato e poca semplicità,quella che ci dovrebbe essere insegnata al Catechismo.Il “rettore” ormai pensa di più all’immagine del Santuario che al pensiero, allo smarrimento dei Parrocchiani.Come è stato già detto:la fede e la spiritualità sono cosa quotidiana!
    E’ giusto non sentirsi a proprio agio nella chiesa in cui si è cresciuti?e’ giusto riuscire a pregare meglio in casa propria?Tutto ciò è deludente,ma mi sento meno sola leggendo che c’è altra gente con me..

  6. Probabilmente molti di voi che scrivete, e molti di voi che leggete, non eravate nemmeno presenti Lunedì 26 Marzo alla messa delle 20.30 e pertanto avete un’idea limitata di ciò che è stato veramente annunciato, ma siete influenzati dai media o dai passaparola che non sono comunque fonti pienamente attendibili di quanto detto dal Parroco.
    Io ero presente, per fede e per curiosità, e soddisfare questa mia curiosità di assistere ad una Messa definita quasi più importante del Natale (e non per eresia o manie di protagonismo) non ha che potuto alimentare la mia fede già piuttosto salda.
    Comunque sia, non è questione di aver necessità di un nuovo flusso di pellegrini, ne tanto meno di una nuova ondata di pubblicità, di nuove news-spot.
    E’ semplicemente giunto ora il tempo per parlare, dopo 10 anni di silenzio e riservatezza in cui sono stati affrontati con cautela e studiati con accuratezza da una commissione di sacerdoti dotti e competenti, che hanno verificato un’autenticità di determinati eventi.
    Io credo sia straordinario pensare che Dio si sta rimanifestando in qualche altro modo sulla terra: colui che è il pastore torna a radunare le pecore smarrite. Nulla togliendo alla Sua Parola, all’Eucarestia e alla presenza interiore in ognuno di noi.
    Non è bello leggere che ci sono fedeli egoisti, che solo perchè sono nate a Maccio, sono state battezzate a maccio, vivono da sempre e pregano da sempre nella “loro” bella Chiesa, non accettino che gente di altre parti sopraggiunga per pregare, per ricevere un segno, per sperare, per trovare risposte, poichè se non mi sbaglio ( e sono sicuro di non sbagliarmi) siamo tutti figli di Dio, non solo alcuni. Certo, non bisogna pensare che la Chiesa faccia magie, anche se qualche miracolo è avvenuto. E con miracoli non bisogna sempre e solo intendere apparizioni o guarigioni (che paiono essere avvenute anch’esse) ma bisogna avere una mente più flessiva, andar oltre e capire che già solo il sostanziale numero di persone che sopraggiungono per pregare o le numerose conversioni nella medesima Parrocchia sono da considerarsi tali.
    E’ stata rivelata la forumulazione di nuovi testi, preghiere e reinterpretazioni varie: essi sono stati redatti su quaderni, a volte a distanza di settimane o mesi dal momento in cui gli avvenimenti descritti sono stati vissuti. Non ci sono mai cancellature, ripetizioni o contraddizioni nei diversi scritti, che non vengono riletti dal loro redattore. Come spiegate questo fenomeno impossibile alla sola mente umana?
    E l’acqua che trasuda dall’altare: scientificamente non si è ancora riusciti a trovare una risposta al fenomeno, ma non credo ce ne sia bisogno. E’ un caso che alcune macchie vadano a rappresentare l’icona della Madonna? Non la vedete? Come qualcuno ha detto, non sono necessari segni visibili per aver fede, ma a parer mio chi riesce a vederli è perchè già professa una fede rigorosa nei confronti di Dio che ci permette di svolgere una sottospecie di prova del 9, per confermare le certezze che già possediamo. E poi, quale altro segno se non la purezza e la semplicità di un po’ d’acqua, segno di vita e del battesimo! Quanti canti cristiani presentano il tema dell’acqua!?! Perchè quindi non adorare questo segno divino, così come il fiore bagnato (altro segno di vita). Io lo trovo spettacolare!
    E quando si rivolgono aggettivi come spettacolare, fantastico, favoloso, non bisogna alludere a ciò che la Chiesa compie, come una “res circensis” (testualmente “modi da circo che la rendono protagonista”). E’ mancanza di rispetto, pur rispettando il vostro scetticismo.
    Penso anche che non si sia trattato di scarsa sensibilità comunicativa, poichè Gesù stesso diceva di diffondere l’amore del Padre. Il vescovo, così come don Luigi, non hanno che fatto questo, reso pubblico ciò che Dio ha voluto rivelarci, servendosi di un suo figlio.
    <>.[Gv. 9,41] Aprite gli occhi (soprattutto quelli del cuore) e osservate e accogliete queste grazie che Dio ci fa, e vi fa (rivolgendomi ai Maccesi che non accettano le “invasioni” nella “loro” Chiesa).

    • Cosa sia realmente possibile alla sola mente umana la scienza per prima dichiara di non sapere.
      Molti dei fenomeni attribuiti nel passato all’intervento divino solo perché la scienza del tempo non era in grado di spiegarli si sono poi rivelati, la storia lo insegna, del tutto naturali.
      La cautela è d’obbligo, in questi casi.
      Non serve ostentare sobrietà nei toni e al contempo dar voce a messaggi i cui effetti sulle persone sono assolutamente previsti, oltreché prevedibili.
      Quanto ai Maccesi egoisti, mi pare tu non colga il senso degli interventi: per quanto capisco, l’accusa, se così vogliamo chiamarla, è di esibizionismo e sensazionalismo, non di occupazione abusiva di chiesa altrui.

  7. non è stata inserita la frase di vangelo che avevo scritto alla fine tra virgolette. la ripeto quà:
    Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite “noi vediamo”, il vostro peccato rimane. [Gv. 9,41]
    Aprite gli occhi……

  8. “Io ero presente, per fede e per curiosità, e soddisfare questa mia curiosità di assistere ad una Messa definita quasi più importante del Natale (e non per eresia o manie di protagonismo) non ha che potuto alimentare la mia fede già piuttosto salda.”

    Quanto poco vale il SS Natale caro Davide se lo si riesce ad avvicinare ormai con tanta leggerezza, anche solo ponendolo nella stessa frase, con gli annunci a orologeria di don Savoldelli. Hai espresso bene il punto con la tua frase: ormai la curiosità stimolata e soddisfatta a ondate intermittenti alimenta la fede in molti a maccio, e nel mondo. Io personalmente non considero questo tipo di curiosità l’alimento più sano per sostenere e far crescere la fede.

  9. Probabilmente chi si vanta di possedere grandissima fede e’ disposto ad accettare qualunque cosa, compresa umidita’ “inspiegabile” spacciata per “segno divino” (non sono mai entrato nella chiesa di Maccio, ma su Youtube c’e’ una chiarissima intervista a Don Savoldelli, di un anno fa).
    Invece, alle persone coi piedi per terra (che forse sono la maggioranza, tra fedeli e non), pare ciarlataneria degna delle indagini di Striscia la notizia. Non c’e’ da stupirsi se la credibilita’ della Chiesa sia in crisi, specialmente tra i giovani: si e’ meno disposti ad accettare tutto, rispetto a decenni fa. Fortunatamente qualcuno all’interno della Chiesa l’ha capito e bene fa a criticare lo sbandieramento di certi “segni”.

  10. Umidità… certo, come se i teologi o gli scienziati del Ris non se ne sarebbero accorti. Non è un vantarsi di possedere tantissima fede, ma è una consapevolezza dovuta ad episodi visti in prima persona, ed un’informazione più ricca, che va al di là di un video visto su youtube.
    E poi, rispettando il vostro parere, come si spiegano i fenomeni inspiegabili? Credendo in un qualcosa di divino, indipendentemente dal tipo di divinità cui si fa riferimento, ma laddove la scienza fatica arrivare o ne è totalmente impossibilitata, subentra la religione che fornisce risposte attendibili per fede.
    Io comunque sono un giovane, anzi un adolescente, probabilmente ancora poco maturo per credere a certe “favolette”, oppure fin troppo maturo nell’apprendere determinati episodi soprannaturali.

    • Scusa Davide, ma il tuo ragionamento ricorda quello di alcuni ufologi: vedo svolazzare qualcosa in cielo, nessuno mi sa spiegare cosa sia, nemmeno gli scienziati che ho interpellato, quindi concludo trattarsi sicuramente di extraterrestri in gita sul nostro pianeta…
      Forse non ti e’ chiaro, ma ai “fatti” di Maccio, la gente comune non crede, o ha fortissimi dubbi: e la Chiesa, gia’ attaccata per gravi motivi, viene derisa e criticata ancora di piu’. Di questo passo,lentamente ma inesorabilmente si ridurra’ numericamente ai livelli di una setta: il contrario di cio’ che si vuole ottenere.
      Comunque, complimenti per la tua grande fede e maturita’ nel saper apprendere determinati episodi soprannaturali.

  11. Dalla conversione del cuore non si torna indietro non pensiamo che la gente crede perché vede ma ce bisogno Di infondere ancora della speranza ed il continuare a ribadire il rischio di un labile confine tra superstizione e religione mi permetta mi pare una scusante,  e giusto avere un atteggiamento prudenziale ma anche Cristo, nello scorso secolo  pensiamo a padre pio non e stato creduto e mi creda che a maccio prima di rivelare quello che e accaduto sono passati anni lo dimostra il riserbo conservato dal messaggero .
    Ci si avvicina al vangelo a volte anche grazie a questo, la fede non nasce dal miracolo ma lo stesso ne e a complemento, la presenza di dio nell uomo a volte prende corpo proprio attraverso esperienze mistiche che la rafforzano.
    Non tutti nascono saggi, non tutti comprendono la forza del vangelo, siamo umili servitori don Agostino e  questa umiltà sta nell accettare che a volte le vie del signore si aprono davanti a noi nel piu semplice dei modi , e se dopo 10 anni  qualcuno forse ne ha  ritenuto  opportuno darne conoscenza ad altri e renderli partecipi dovrebbe essere visto come un dono da condividere . Considerato che abita poco distante da Maccio prenda qualche ora della sua vita per farne visita.
    Una testimone dal 2006.

  12. E se fosse tutto vero? E se nulla fosse vero? Tutto questo aggiunge o toglie qualcosa a cio’ in cui credo… no nemmeno un centesimo. Mi alzo la mattina sereno che se c’e’ acqua sul pavimento e’ piu’ probabile che il rubinetto sia rotto o se penso di avere le apparizioni e’ forse un bicchiere di vino di troppo la sera prima. E se mi stessi sbagliando… beh allora ringrazierei il buon Padre e basta. Tutto il resto e’ superfluo. Sono cresciuto a Maccio, porto nel cuore tanti bei momenti nella mia parrocchia ma non la riconosco piu’… la chiesa e’ ora un teatro, l’oratorio e’ deserto, il campo di pallavolo e di basket su cui per tante estati abbiamo giocato e’ stato trasformato in un parcheggio per il santuario… beh, se di un miracolo abbiamo bisogno e’ quello di un ritorno all’essenziale, non abbiamo bisogno di un santuario, abbiamo bisogno di una parrocchia in cui ritrovare quell’ambiente che ha accolto e formato tante persone e che e’ stato privato della sua normalita’ che lo faceva straordinario. Addio monti scriveva il Manzoni parlando di Lucia, pensando a quella parrocchia che lasciava, ad una vita che lasciava e a cui sarebbe voluta tornare…beh, che bello sarebbe poter tornare a quella parrocchia che un tempo c’era e che e’ stata persa per un santuario di dubbia credibilita’. E se anche fosse tutto vero… beh, se fosse vero ricordatevi che quel campo da calcio ha fatto piu’ miracoli del parcheggio per le auto.

  13. Ho letto con attenzione tutti i commenti, e ringrazio per questo dialogo. Voglio solo indirizzare la riflessione sull’evento della Passione di Gesù che è al centro di questa Settimana Santa. La Parola di Dio in questi giorni è ricchissima. Il vangelo di ieri – Giovanni 12,1-11, un brano bellissimo – ha qualcosa da suggerire al nostro tema. Questo Gesù, cosparso di profumo da Maria di Betania, è lì invitato ad una cena di festeggiamento per Lazzaro, risuscitato. Quale miracolo è più grande di questo? Morto da quattro giorni che esce dal sepolcro ancora bendato! Il miracolo richiamò molta gente a Betania che «accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti». Un fenomeno da baraccone? Difficile dirlo. Qualcuno crede. Ma l’evangelista Giovanni ci ha già narrato prima che quei molti che credevano, in realtà non credevano… Sta di fatto che tutta quella gente non capisce, si direbbe che è distratta dal miracolo invece che aiutata dal miracolo. L’unica che capisce è Maria, che sa vedere oltre, che sa intus legere, che sa concentrarsi sulla persona di Gesù. E’ il miracolo dell’amore e dell’amicizia! Meno appariscente ma più autentico. Addirittura «i capi dei sacerdoti decisero di uccidere anche Lazzaro». Vogliono far fuori anche il miracolato insieme al miracolante… Io credo che Gesù anche oggi desidera da noi il profumo abbondante e prezioso con cui Maria gli cosparse i piedi.
    don Agostino

  14. E’ sconcertante come si classifichi quanto detto da Don Luigi Savoldelli con
    parametri inadeguati e come gli si attribuiscano bassi scopi speculativi.
    Siamo così assuefatti ad un mondo pieno di limiti e brutture da rifiutare a priori qualcosa di bello e confortante?

  15. Ricevo oggi una breve lettera – datata 6 aprile 2012 – di una persona di Villa Guardia – che si firma con nome e cognome – che dice di non essere in grado di scrivere sul blog. Ringraziandola, mi sembra opportuno riportare qui quanto mi scrive:

    «Egr. don Agostino Clerici, ho letto sul “Corriere di Como” il suo pensiero sui fatti di Maccio. Non lo condivido pienamente perché non vorrei che Lei sia il “Padre Gemelli” della situazione. Rifletta e sia più umile specialmente sulla stampa in mano a molti che non approvano queste rivelazioni e come sono condotte, in quanto, secondo loro, vengono esposte quando l’attenzione va scemando. Non sono in grado di scrivere sul suo blog, ma volevo esprimerle il mio parere, ben consapevole che non conta niente. Con molta stima la saluto. (firma)».

    Io ho espresso il mio parere – umilmente, tanto che può non essere condiviso – su un giornale che mi ha dato uno spazio che altrove, invece, non c’è. Io non sono contro nessuno, ma in questa vicenda vorrei vedere in azione quella prudenza che viene continuamente richiesta dall’Autorità Ecclesiastica. Se ci fosse, forse sarebbe più facile credere che le “rivelazioni” non vengono fatte “quando l’attenzione va scemando”. don Agostino.

  16. Sono certo che il Signore si servirà di questi fatti per la Sua gloria. Restiamo in silenzio mentre guardiamo il Mistero che opera tra di noi. Mendichiamo prima di tutto la Sua misericordia.

    • Certo. Hanno servito la gloria di Dio anche il tradimento di Giuda e il rinnegamento di Pietro… Chiediamo e doniamo la misericordia. E usiamo anche prudenza e intelligenza, doni preziosi del Signore.

  17. Oggi mi sono recato a pregare al santuario di Maccio, appena entrato in chiesa forse per la mia faccia un pochino sofferente ho trovato un Don che mi ha chiesto se avevo bisogno, siamo andati in un locale e ha trovato in mezzo a mille cose da fare un’ora per togliermi dubbi e ascoltare le preghiere che avevo da chiedere, non entro nel merito di quello che ho letto fino a questo momento, ma vorrei solo dire che nella mia parrocchia anche chi mi conosce non ha mai avuto queste attenzioni per me, quindi vorrei dire che nonostante quello che accade, Maccio è ancora un luogo di fede come dovrebbero essercene molti.
    Grazie, Marco

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