Spaghettini al caviale… e i problemi degli italiani!

Passando tra gli scaffali del supermercato, pensavo a quanto è conveneniente un buon piatto di pasta: gli spaghetti saranno anche aumentati, ma sono alla portata di tutti! Poi apro il giornale e scopro che un piatto di spaghettini al caviale possono costare anche 180 euro, in un certo ristorante di Roma dove si siedono a mangiare solo quelli che possono vantare un ricco portafogli. Leggo meglio, e scopro che no: quegli spaghettini potrei permettermeli anch’io, se solo avessi in gestione il portafogli di un partito politico e – stranamente – nessuno controllasse le mie spese e – naturalmente – io fossi un disonesto furbacchione. Quel partito ha il nome di un… fiore da sfogliare: «m’amo o non m’amo?». Perbacco se m’amo, e perciò mi faccio ville, viaggi in alberghi di lusso e lauti pranzetti vicino al Pantheon con antipasti da 100 euro e spaghettini piccoli piccoli da 180 euro al piatto. Mica si può mangiare un semplice toast con i soldi del partito, bisogna sfogliare… il fiorellino e trattarsi bene. 

La vicenda giudiziaria riguarda l’ex-tesoriere dell’ex-partito della Margherita, Luigi Lusi, sotto indagine per appropriazione indebita: speriamo si arrivi a qualcosa di serio, perché si tratta di indebito utilizzo dei nostri soldi, quelli con cui ci tocca finanziare legalmente i partiti così da non costringerli ad autofinanziarsi illegalmente. Almeno, questa è la “barzelletta” che ci raccontano da ogni lato dell’emiciclo del Parlamento… Speriamo anche che ci chiariscano come mai in certi casi chi avrebbe dovuto sapere non poteva non sapere (per cui è colpevole e connivente), mentre in altri casi poteva non sapere (per cui è povera vittima, cornuto e mazziato): ci piacerebbe contare su qualche criterio preciso in merito, senza vaneggiare nel solito ideologismo che salva i “buoni” e condanna i “cattivi” (e i buoni sono quelli della mia parte politica, mentre i cattivi sono gli avversari). Ma è veramente possibile che il soggetto in questione spendesse impunemente e segretamente così tanti soldi, a pochi passi dai palazzi del potere romano in questo o quell’albergo e ristorante di lusso, ma anche in costosi viaggi in Canada, Gran Bretagna e alle Bahamas (una settimana di riposo al modico prezzo di 80.000 euro, roba da sceicchi del Qatar!)? Mi pare incredibile che dirigenti del partito, sempre a caccia di fondi per svolgere la propria insostituibile opera a favore del bene comune del Paese, non si siano accorti di buchi così voraginosi nelle casse affidate al proprio tesoriere… Sarà la Magistratura a stabilirlo, posto che riesca a mettere nero su bianco quei famosi criteri sul “non poteva non sapere”.

Ma torno agli scaffali del supermercato e alle offerte sulla pasta (credo proprio che il caviale non ci sia, ma mi accontento del pesto) per condividere i problemi degli italiani, quelli di cui evidentemente i nostri uomini politici parlano… senza averli. Sempre sfogliando il quotidiano di ieri, mi ha colpito il passaggio di un’intervista ad Antonio Martone, dimissionario presidente dell’authority sulla trasparenza, il quale dichiara di aver preso questa decisione per evitare le strumentalizzazioni che stanno danneggiando il figlio, Michel Martone, viceministro del Welfare. Non entro nella delicatissima questione di famiglia. Ma, en passant, l’intervistato dice che il figlio – che già godeva di uno stipendio da professore universitario – quando era consulente del ministro Brunetta percepiva una miseria per questo incarico: appena 1.300 euro mensili. Capisco che quello di consulente sia un lavoro di concetto, rischioso e faticoso e che sia una barbarie percepire così poco, magari negli stessi mesi in cui il tesoriere della Margherita si gustava spaghettini da 180 euro o volava nel favoloso resort alle Bahamas con i nostri soldi. Capisco, ma tanti italiani farebbero la firma per quel secondo stipendio da appena 1.300 euro, in un periodo di crisi. A meno che la crisi sia una realtà nel Paese ed un semplice concetto nelle stanze del potere. Talvolta si ha l’impressione che qualcuno – di destra, di sinistra e di centro – continui a parlare di ciò che non conosce e viva in una dimensione dorata che non è quella del popolo che dovrebbe rappresentare. Quei famosi “spaghettini” serviti a Roma, rispetto a quelli scontati che ci sono al supermercato, di uguale hanno solo il nome.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...