Sanremo. Qualcuno dica a Celentano che Dio si è fatto… storia degli uomini!

Dopo lo show di Adriano Celentano al Festival di Sanremo, viene subito da commentare; “Tutti quei nostri soldi per pagargli la sua supponenza in diretta Rai!”. Rai – servizio pubblico – che si è fatta complice, suo malgrado, di un appello scandaloso a far tacere definitivamente voci libere dell’informazione pluralista. Ve lo immaginate se qualcuno si fosse permesso di dire da un palcoscenico così prestigioso: “Giornali inutili come Repubblica e L’Espresso andrebbero chiusi definitivamente”? Lo avrebbero già messo in galera, per direttissima. Celentano lo ha fatto con Avvenire e Famiglia Cristiana e lo hanno persino applaudito in quella platea, davvero insulsa, dell’Ariston! I due giornali forse hanno osato criticare Celentano nei giorni scorsi per il suo onorario da nababbo (pur dato in beneficienza), proprio quando la Rai ricordava agli italiani che il canone è una tassa come tutte le altre e che va pagata. Avrebbero dovuto parlare di Dio e non di Celentano, e invece – ahimé – di Dio (di quale Dio?) parla Celentano, novello predicatore… degli ignoranti!

Ebbene, qualcuno dica a questo “prete” laico, la cui supponenza è più grande del cachet che percepisce per la sua esibizione, che… Dio si è fatto uomo. E’ una notizia che circola da duemila anni ormai e che ha una conseguenza diretta in chi l’ascolta e la pone al centro della sua vita: parlare di Dio e parlare dell’uomo sono la stessa cosa. I giornali del resto non sono libri di preghiera, ma parlano del mondo, della storia e cercano di raccontarla, dando voce agli uomini, perché Dio continua a parlare attraverso di loro. E qualcuno di questi giornali che Celentano vorrebbe vedere definitivamente chiusi offre uno spazio gratuito anche a chi non ha voce e non viene mai ospitato dalla Rai.

I progetti di Dio passano nelle trame della storia, si sono incarnati – per scelta divina – nelle braccia degli uomini, corrono sul filo delle loro vicende, buone o cattive che siano. Raccontarle per un cristiano è un compito divino. Si potrà discutere se lo fanno bene o male, se usano bene o male gli strumenti della comunicazione. Ma è fuori discussione che scrivere del mondo è legittimo e doveroso anche per giornali e giornalisti di ispirazione cristiana. Quindi al saccente predicatore televisivo Celentano che getta nel cestino Avvenire e Famiglia Cristiana, che infanga tutti i preti e i frati (e ne salva uno soltanto, che fa il… Gallo!), qualcuno dica che “le beghe del mondo” sono l’occupazione preferita di Dio, da sempre, da quando il mondo l’ha creato, ma soprattutto da quando in questo mondo si è incarnato.

Ed io – cittadino italiano e prete cattolico che sto in questo mondo – ho il diritto di scrivere delle “beghe” che vi accadono, come e quando voglio, senza starmene rintanato in quella sagrestia dei progetti di Dio  in cui vorrebbe mettermi Celentano. Anche dal suo cestino, posso ancora alzare la voce, per fortuna. La mia è una voce libera e gratuita. A lui – ormai ex-Molleggiato – hanno dato (abbiamo dato… sic!) un sacco di soldi per parlare. Ora attendiamo altre voci in tv, perché anche questo “posto fisso” di Celentano al Festival comincia a diventare noioso…

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14 thoughts on “Sanremo. Qualcuno dica a Celentano che Dio si è fatto… storia degli uomini!

  1. Celentano predica l’amore … solo nei confronti di chi la pensa come lui. Chi dissente, chi lo critica … nemico da abbattere e cancellare. La migliore dimostrazione del peggior cattolicesimo: predicare bene e razzolare male. Ogni volta che appare in video riesce a sbiadire la sua immagine di grande artista. I consensi che indubbiamente riscuotono i suoi discorsi mi fanno pensare ci siano molte persone che male indirizzano il loro giusto risentimento verso un mondo che sicuramente non va come dovrebbe andare.
    Mi colpisce un po’ la meraviglia per Celentano … personalmente sono rimasto più colpito da Morandi e dall’organizzazione artistica del festival che ha promosso questo ‘spettacolo’ …

  2. Secondo me Celentano ha espresso semplicemente la sua opinione,forse dimenticate che uno dei più grandi doni che Dio ha fatto all’uomo e’ la libertà. Non è necessario essere un frate per parlare di Dio,ogni persona che lo sente nel cuore può farlo. E poi,e’ vero che Dio s’e’ fatto uomo,ma affinchè noi ci divinizzassimo,non perchè la smettessimo di parlare di lui. Questo dovrebbero tenerlo bene a mente i giornalisti cristiani. Nessuno vieta loro di esprimere il proprio punto di vista sulle faccende del mondo,ma non dovrebbero neanche dimenticare la loro missione:farsi portavoci del messaggio di Dio.

    • Mi sembra che non solo nei due giornali citati da Celentano – e che egli vorrebbe chiudere definitivamente – i giornalisti portino il messaggio di Dio e lo facciano però da giornalisti, cioè parlando dei fatti degli uomini. E meno male. Celentano li ha attaccati visceralmente, augurandosi che centinaia di persone perdano il posto di lavoro, solo perché si erano permessi di criticare il suo scandaloso cachet. Nessuno tocca la libertà di Celentano. Anch’io però sono libero di dire e scrivere che la libertà di Celentano ci è costata 700mila euro all’ora! Non le sembra che gridi vendetta proprio al cospetto di Dio! E infatti anche la platea dell’Ariston ieri sera lo ha fischiato…

      • Nessuno vieta ai giornalisti di queste due testate di discutere le problematiche dell’uomo,però come ha affermato Celentano ci sono altri giornalisti di altri editoriali che già lo fanno. Celentano ha detto che “andrebbero chiusi” o che cambiassero nome,non perchè si augura che centinaia di persone perdano il lavoro,ma secondo me ha detto in maniera “forte” (perchè forse solo in questa maniera il messaggio non passa in secondo piano) che questi giornali potrebbero parlare di più di Dio,del Paradiso per dare speranza a molta gente,per farci capire che non dobbiamo essere legati troppo alle cose terrene. Io da cristiana preferirei conoscere molto di più a riguardo,la liturgia domenicale e’ troppo riduttiva in questo senso. Per non parlare di quanti catechisti e professori di religione facciano tutt’altro che trasmettere il loro sapere.
        Per quanto riguarda il compenso di Celentano c’è stato detto che andrà in beneficenza. Non credo sia una menzogna. E poi se critichiamo lui per il suo compenso dovremmo criticare tutti quelli che percepiscono un altissimo stipendio,personaggi famosi e calciatori inclusi.

      • Se Celentano avesse chiesto ai vescovi, ai preti e ai catechisti di parlare più di Dio e del Paradiso, anche io sarei stato d’accordo. Ma lui si è scagliato contro dei giornali – che sono strumenti di comunicazione che devono, per definizione, parlare dei fatti della storia – e ne ha invocato la chiusura. Circa il compenso davvero esagerato, a me pare un po’ faisaico l’argomento della beneficienza. Come a dire: ha preso tanti soldi, ma non per sé… Già, ma è giusto che prenda tanti soldi per un’ora di trasmissione? Altrimenti, qualunque persona potrebbe giustificare i suoi guadagni, dicendo che li dà in beneficienza… A me sembra proprio che ci sia un problema di giustizia. Certo, vale anche per calciatori e cantanti. Solo che qui Celentano è pagato con i soldi della Rai, della televisione pubblica che chiede ai cittadini la tassa del canone… Ed è la Rai la prima responsabile di quel compenso fuori misura, sia chiaro.

    • Cara Angela, come non essere d’accordo con lei … la libertà è uno dei più grandi doni del Signore. Celentano è liberissimo di parlare di Dio quanto vuole, come chiunque di noi, nel mondo occidentale, può parlare di ciò che vuole, anche se non sempre a ragion veduta. Credo anch’io che sia una ricchezza a cui non rinunciare. Proprio su questo però contesto il suo intervento. Difficile difendere Celentano e il suo Clan quando chiedono che venga tolta la libertà di espressione ad altri. Non lo trova singolare? Incoerente? Per non parlare del fatto che alle contestazioni, libere, del pubblico, rispondono gridando al complotto … fantastico! I contestatori contestati si lamentano pure. I fischi di ieri hanno reso giustizia alla libertà più che i proclami di Celentano.

      • Celentano non vuole togliere la libertà a nessuno. Vuole che si parli di più di Dio (e ha ragione) perchè noi cattolici ne sappiamo sempre di meno a proposito. Se non si conosce la propria fede non la si può vivere appieno. Riguardo i fischi che ha ricevuto,credo che solo gente volgare poteva rispondere in questa maniera. E Celentano si è comportato fin troppo da signore in questa circostanza. E’ giusto avere un pensiero critico,ma non comportarsi in maniera rozza.

      • Celentano ha dato del deficiente ad Aldo Grasso in diretta su Rai 1 davanti a 15 milioni di persone… non mi pare un comportamento da signore. E nemmeno il giusto prologo ad un discorso su Dio e l’amore.
        Sarei inoltre un po’ più prudente nel giudicare come stupidaggini le opinioni degli altri …
        Detto questo, la saluto

  3. Credo che ci stia attaccando a delle stupidaggini. Qst processo sul compenso si potrebbe fare a chiunque,solo che adesso lo si fa a Celentano perchè è venuto fuori adesso. Dovremmo dare importanza al messaggio di fede che ha trasmesso. Le riporto le parole di Don Mario,uno dei pochissimi religiosi a non essersi comportato da ipocrita:
    “«Ho seguito molto attentamente la sua performance – ha detto – e sono riuscito a entrare nel suo intimo tramite i suoi occhi. Ho sentito la presenza forte di Dio che parlava in quel momento. Lui ha fatto la domanda di fondo, cosa c’è dopo la morte. Lui vuole che i preti siano veramente preti, il che non significa non andare in tv, ma andarci per parlare di Dio. Ha fatto benissimo a parlare di questo con 16 milioni di persone. Al di là di dove lo si dice, ognuno deve poter dire il suo sentimento religiso pubblico, manifesto e chiaro».

    Cosa ne pensa delle sue parole?

    • Quello che penso l’ho scritto poco fa nel blog. Anche se non ci fermiamo alla questione del compenso o dell’attacco ai giornali cattolici – che comunque per me non sono stupidaggini! – bisogna comunque andare oltre le parole di Celentano… e anche quelle di don Mario.

  4. Spero di non averla offesa. Ovviamente con il termine “stupidaggini” mi ero riferita a ciò che sto sentendo,non al suo discorso. I dibattiti sono giusti,perchè solo così si può migliorare. E le critiche,ben vengano. Questo vale anche per Celentano e i giornalisti a cui si è rivolto.

  5. Gabriellone sono d’accordo con lei sul discorso di Aldo Grasso. Non bisognerebbe offendere nessuno in generale,figuriamoci in diretta. Purtroppo ciò accade spesso,anche in altre trasmissioni. Solo che quando si tratta di Celentano si tende ad esagerare,a puntargli sempre il dito contro a prescindere.
    Come abbonata Rai,aggiungo e concludo,mi sento più offesa nel vedere donne nude e sentire parolacce in un programma come Sanremo,che non dalle parole di Celentano. Quando Celentano ha espresso la sua opinione io,se sono una persona intelligente,se non sono d’accordo me ne frego e continuo ad averne una mia (non smetto mica di leggere quei giornali solo perchè me l’ha detto lui!!!) ,ma non posso fare niente nell’altro caso.
    Saluti.

    ps: per quanto riguarda le stupidaggini,ho già chiarito con don agostino che ovviamente non mi riferivo a lui,ma a ciò che sto sentendo in tv.

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