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Autunno sulle Dolomiti (Foto AC)
Oggi la guida del nostro cammino verso il Natale è Giuseppe. Egli campeggia sulla scena come uomo giusto e purtroppo questo aggettivo può condurci fuori strada.
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Madonna con Bambino al passo del Lucomagno (Foto AC)
La prima lettura (tratta dal libro dell’Apocalisse) è un testo di non facile interpretazione. Si parla di due segni «nel cielo», ovvero si vuole riferire il compimento della storia.
«Di una cosa sola c’è bisogno». Gesù lo dice a Marta che «era distolta per i molti servizi». Distolta da che cosa? Distolta dall’ascolto della parola di Gesù, che invece è la parte scelta da Maria. Le due sorelle di Betania, così, senza volerlo, sono diventate – per noi che amiamo le scene in bianco e nero – il simbolo del conflitto tra fare e pensare, o meglio tra azione e contemplazione.
Tre piccoli pensieri per tentare di condensare il senso di questa festa che solitamente viene celebrata di sera. Quest’anno cade in domenica, ma forse abbiamo ugualmente iniziato entrando in chiesa con le candele accese, quelle del nostro battesimo.
Spesso di questa pagina evangelica si ricorda giustamente che è una sorta di anticipazione simbolica dell’ultima Pasqua di Gesù: il riferimento ai tre giorni dell’angoscia dei genitori alla ricerca del figlio smarrito anticipa il buio del sepolcro che sta tra la croce e la risurrezione.
«È Dio e mi assomiglia». L’espressione è messa in bocca a Maria che contempla il Bambino Gesù appena partorito, in un testo teatrale del filosofo francese Jean-Paul Sartre, scritto in un campo di prigionia nel Natale del 1940.
Il gruppo del Sella al tramonto visto da Selva Gardena (Foto AC)
L’incontro di due donne. L’incontro di due feti. L’incontro di due storie. Questo avviene nella casa di Zaccaria. Siamo soliti parlarne come della Visitazione. Va bene. A patto di intendere questo evento non come un semplice gesto di cortesia e di servizio di Maria verso la cugina Elisabetta.
L’Avvento è come un sentiero che risale la montagna. Un sentiero tutto particolare, perché il punto da cui siamo partiti non è il principio e il punto in cui arriveremo non è la fine. Ebbene, capita che il sentiero raggiunga un pianoro verdeggiante che invita alla sosta: da lì si gode un panorama immenso che spazia ben prima di dove è iniziata la nostra escursione e permette di intravvedere ben oltre la meta che dobbiamo raggiungere. La festa dell’Immacolata è questo punto prospettico lungo il sentiero dell’Avvento.
In questa giornata la Chiesa celebra la gloria di una donna, e lo fa non perché ella abbia compiuto chissà quale impresa, ma solo perché, con la sua umile disponibilità, ha permesso che qualcosa di grande si compisse in lei per mano divina.