Battesimo, compito dei giorni

Il Baradello sopra la nebbia (Foto AC)

Il tempo di Natale si chiude e sorge il sospetto che chi ha scelto le letture abbia dovuto ricorrere a qualche doppione. In effetti siamo partiti con Giovanni nel deserto e terminiamo con Giovanni nel deserto.

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La stella e l’altra strada

Stelle alpine (Foto AC)

Tra i protagonisti del Natale c’è anche una stella. È il segno dei Magi, un segno muto, che però li mette in movimento e li porta da Erode da cui ricevono la destinazione del loro viaggio.

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Il principio e il compimento

Tramonto sul mare (Foto AC)

Non si sa mai come maneggiare questa pagina evangelica che la Chiesa ci propone nel giorno di Natale e in questa domenica tra Capodanno e l’Epifania. Ce la caviamo con un… «è difficile!». Eppure dice l’essenziale della nostra fede.

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Il semaforo di Maria

(Foto AC)

La scena è ancora quella di Natale. C’è come la preoccupazione che ce la possiamo dimenticare o, peggio ancora, che cerchiamo di sostituirla con qualcosa di più confacente al Figlio di Dio. Invece, eccola qua, intatta.

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Gesù ha imparato ad essere figlio

(Foto AC)

Spesso di questa pagina evangelica si ricorda giustamente che è una sorta di anticipazione simbolica dell’ultima Pasqua di Gesù: il riferimento ai tre giorni dell’angoscia dei genitori alla ricerca del figlio smarrito anticipa il buio del sepolcro che sta tra la croce e la risurrezione.

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È Dio e ci assomiglia!

(Foto AC)

«È Dio e mi assomiglia». L’espressione è messa in bocca a Maria che contempla il Bambino Gesù appena partorito, in un testo teatrale del filosofo francese Jean-Paul Sartre, scritto in un campo di prigionia nel Natale del 1940.

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L’abbraccio di attesa e compimento

Il gruppo del Sella al tramonto visto da Selva Gardena (Foto AC)

L’incontro di due donne. L’incontro di due feti. L’incontro di due storie. Questo avviene nella casa di Zaccaria. Siamo soliti parlarne come della Visitazione. Va bene. A patto di intendere questo evento non come un semplice gesto di cortesia e di servizio di Maria verso la cugina Elisabetta.

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Siate sorridenti

Sidelen (Foto AC)

«Che cosa dobbiamo fare?». Spesso nella vita, più che la risposta giusta, bisogna trovare la domanda giusta. Quelli che vanno da Giovanni nel deserto appartengono a categorie molto diverse tra di loro: la folla, i pubblicani, i soldati.

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Dentro un disegno più grande

(Foto AC)

L’Avvento è come un sentiero che risale la montagna. Un sentiero tutto particolare, perché il punto da cui siamo partiti non è il principio e il punto in cui arriveremo non è la fine. Ebbene, capita che il sentiero raggiunga un pianoro verdeggiante che invita alla sosta: da lì si gode un panorama immenso che spazia ben prima di dove è iniziata la nostra escursione e permette di intravvedere ben oltre la meta che dobbiamo raggiungere. La festa dell’Immacolata è questo punto prospettico lungo il sentiero dell’Avvento.

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Sperare in Qualcuno

(Foto AC)

Questo vangelo inizia in un modo e poi prende una piega inaspettata. Inizia con l’annuncio di sconvolgimenti che fanno morire di paura. Aldilà del linguaggio e delle immagini, c’è una condizione che conosciamo molto bene. Si chiama incertezza, insicurezza, fragilità, inquietudine per il futuro, angoscia.

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