In ricerca con l’acqua del fiume Brenno

Vedi il video con la meditazione di don Agostino cliccando qui.

Il tesoro è l’acqua, sta sotto la roccia e nessuno può portare via la sorgente, Le sorgenti del fiume Brenno sono poco sotto il passo del Lucomagno all’Alpe Pertusio (Foto AC)

Ecco due piccole parabole che sembrano la fotocopia l’una dell’altra. Non è così. Il cercatore di pietre preziose sta dentro una logica ben precisa: quello è il suo mestiere, trovare perle preziose, e quando ne trova una di valore eccezionale, il gesto di vendere tutti i suoi averi per comprarla è un comportamento azionale.

È strano, invece, il modo di agire dell’uomo che trova il tesoro nel campo. Non è un cercatore di tesori e, quando inaspettatamente ne trova uno, gli ascoltatori s’aspettano che se lo porti a casa. No, lo nasconde di nuovo nel campo. È come se avesse bisogno del campo per essere tesoro.

Per capire di che si tratta vi porto all’Alpe Pertusio, poco sotto il passo del Lucomagno. Proprio lì c’è la sorgente del fiume Brenno: l’acqua esce da sotto una roccia verticale. Ecco, la sorgente è il tesoro, ma non posso portarmelo a casa, perché la sorgente, la pietra, l’acqua sono «il tesoro nel campo», un tutt’uno che vale più di quello che l’uomo possiede, per cui va e vende tutto. Il suo cuore è pieno di gioia perché si direbbe che il ritrovamento del tesoro nel campo immette l’uomo dentro un percorso nuovo.

Se il cercatore di pietre preziose continua a fare il suo mestiere (anche se avendo venduto tutto, teoricamente è uscito dal mercato), l’uomo del tesoro si trova su un cammino nuovo. Per commentare la parabola del mercante di perle potremmo usare il proverbio «chi cerca trova», per descrivere l’uomo della parabola del tesoro dovremmo inventare un altro proverbio: «chi trova cerca». Il regno dei cieli è un cercare per trovare ed è un trovare per cercare.

Se dovessi scegliere come raccontare oggi le due parabole non cambierei nulla. E aggiungerei questa interpretazione: l’uomo che ha trovato il tesoro nel campo è Gesù. Egli ci ha insegnato che la storia ha una direzione e dà un senso all’universo perché la creazione rappresenta un punto di svolta. Quindi chi cerca trova. Ma chi trova cerca: il senso che Gesù ha trovato e ha poi nascosto nella storia deve diventare il motivo di un percorso di vita.

Vi porto a guardare dall’alto il primo tratto di cammino del Brenno: con le sue golene sembra proprio essere un fiume in ricerca. Che cerca e trova. Che trova e cerca.

3 thoughts on “In ricerca con l’acqua del fiume Brenno

    • Scrive Don Agostino: “Il regno dei cieli è un cercare per trovare ed è un trovare per cercare.” Ma il regno dei cieli è già qui nella nostra storia?

    "Mi piace"

    • Regno dei cieli è una espressione evangelica dinamica. Non è un dato assodato. Gesù dice chiaramente che il regno dei cieli è in mezzo a noi proprio grazie alla presenza sua. Ma ricordo sempre la definizione datami da quel ragazzo : il regno dei cieli è quando l’amore prende il potere. Guardandomi intorno nella porzione di storia che mi è stata data di vivere mi sembra di poter dire che l’amore non ha ancora preso il potere.

      "Mi piace"

      • Penso al regno dei cieli mentre vedo lievitare on forno le mie torte:ecco, il regno c’ è, forse non si vede ma lievita, cresce. Noi siamo nel regno quando diciamo sì a Gesù. Già e non ancora, come è denominata una collana editoriale. Un programma, una constatazione.Bello: un dono che diviene più grande e più prezioso col nostro contributo ” ricolmo di gioia”. Il regno del Signore diviene così il nostro regno partecipando ad una regalità che è servizio e oblazione. Poi , quando tutto sarà compiuto, ci riconosceremo davvero a casa, ritrovandovi trame e impronte.

        "Mi piace"

Lascia un commento