In ricerca con l’acqua del fiume Brenno

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Il tesoro è l’acqua, sta sotto la roccia e nessuno può portare via la sorgente, Le sorgenti del fiume Brenno sono poco sotto il passo del Lucomagno all’Alpe Pertusio (Foto AC)

Ecco due piccole parabole che sembrano la fotocopia l’una dell’altra. Non è così. Il cercatore di pietre preziose sta dentro una logica ben precisa: quello è il suo mestiere, trovare perle preziose, e quando ne trova una di valore eccezionale, il gesto di vendere tutti i suoi averi per comprarla è un comportamento azionale.

È strano, invece, il modo di agire dell’uomo che trova il tesoro nel campo. Non è un cercatore di tesori e, quando inaspettatamente ne trova uno, gli ascoltatori s’aspettano che se lo porti a casa. No, lo nasconde di nuovo nel campo. È come se avesse bisogno del campo per essere tesoro.

Per capire di che si tratta vi porto all’Alpe Pertusio, poco sotto il passo del Lucomagno. Proprio lì c’è la sorgente del fiume Brenno: l’acqua esce da sotto una roccia verticale. Ecco, la sorgente è il tesoro, ma non posso portarmelo a casa, perché la sorgente, la pietra, l’acqua sono «il tesoro nel campo», un tutt’uno che vale più di quello che l’uomo possiede, per cui va e vende tutto. Il suo cuore è pieno di gioia perché si direbbe che il ritrovamento del tesoro nel campo immette l’uomo dentro un percorso nuovo.

Se il cercatore di pietre preziose continua a fare il suo mestiere (anche se avendo venduto tutto, teoricamente è uscito dal mercato), l’uomo del tesoro si trova su un cammino nuovo. Per commentare la parabola del mercante di perle potremmo usare il proverbio «chi cerca trova», per descrivere l’uomo della parabola del tesoro dovremmo inventare un altro proverbio: «chi trova cerca». Il regno dei cieli è un cercare per trovare ed è un trovare per cercare.

Se dovessi scegliere come raccontare oggi le due parabole non cambierei nulla. E aggiungerei questa interpretazione: l’uomo che ha trovato il tesoro nel campo è Gesù. Egli ci ha insegnato che la storia ha una direzione e dà un senso all’universo perché la creazione rappresenta un punto di svolta. Quindi chi cerca trova. Ma chi trova cerca: il senso che Gesù ha trovato e ha poi nascosto nella storia deve diventare il motivo di un percorso di vita.

Vi porto a guardare dall’alto il primo tratto di cammino del Brenno: con le sue golene sembra proprio essere un fiume in ricerca. Che cerca e trova. Che trova e cerca.

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